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Cena a Buffet
Installazione Video “Diario Zac”
Musica Live
Laboratorio Musicale Zaccarelli & Friends
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Il cuore che va oltre la legge. A mia sorella, quando a SANTA BRIGIDA BG, stavo passando le vacanze al Patronato San Vincenzo, arrivò la notizia della nascita di mia sorella, una sorella che oggi… a 43 anni non ho ancora visto, già è stata cercata sulla trasmissione Chi l’ha visto, ma non fu trovata, anche perchè lei penso che non si ritenga più nostra dato che è nata dall’unione di mia madre e suo padre che poi si sposò con un altra donna ma morì, mia mamma aveva dei probllemi psichiatrici e visto che non poteva prendersi cura di lei tentò in un primo momento di far firmare l’affidamento ad Angelo, suo secondo marito, ma il suo tentativo fu inutile e mia sorella Rosanna fu affidata alle suore di Imola e da li non so più niente. Comunque un bacio dai tuoi fratelli, Flavio che era sulla fotografia con tuo padre Salvatore, oggi purtroppo non c’è più.
Ciao da me, Salvatore e Bruno.
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ROSANNA
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Eri piccola E tu con le scarpe della mamma e sognavi Principi |
Tutte le tue bambole e ora dove sei? eppure sai che so di averti |
Ho letto un articolo sulle separazioni coniugali, grave problema sociale dei nostri tempi, e mi ha colpito soprattutto la situazione che vivono tanti padri, chiedendomi appunto se il loro disagio non sia un’ altra via verso la povertà, nel senso che ormai la povertà non raccoglie le sole persone indigenti ma anche persone che hanno sempre lavorato e che una volta separatosi dalla moglie vive un disagio che magari per lui era prima inimmaginabile. Ovvero di solito è il più penalizzato tra i due coniugi sia a livello economico che dal punto di vista familiare. In questo senso la provincia di Bolzano ha approvato un progetto che prevede la costruzione di case-albergo per padri separati dove si permette loro di vedere i propri figli in un ambiente tranquillo sia per lui che per i figli, nel senso che tante volte dopo la separazione, i padri si trovano a vivere in appartamenti fatiscenti, in macchina o addirittura in strada. Cosi facendo invece almeno dal punto di vista familiare il disagio è minimo. Ma dal punto di vista economico? A volte è un disastro. Purtroppo a volte si vengono a creare anche situazioni limite dove la fatica a tornare ad una vita normale ti porta anche ai margini, ad aver problemi di alcool o altre dipendenze per sfuggire da quelli reali. Questo aspetto, anche se in modo minore tocca anche le donne, senza dimenticare i figli, che sono i più colpiti da una separazione che è comunque un dramma per tutti e arriva a coinvolgere anche gli altri componenti della famiglia, zii, nonni, ed in generale la base compatta delle due famiglie. Si vengono a creare crepe e divergenze che in origine non esistono, a volte usando i figli come merce di scambio del proprio egoismo. E’ un problema serio dove le responsabilità, gli spazi con i figli e gli aiuti economici che la legge prescrive in questi casi, venga diviso equamente, e dove il genitore più disagiato venga aiutato e non lasciato a se stesso in una situazione difficile da gestire, perché sono situazioni non volute ma che accadono, perché ciò che fa più male è la rottura di affetti che non sono purtroppo sostituibili, ma possono essere aiutati in modo da non intaccare la sensibilità e la dignità di una persona.
La discriminazione si è estesa rapidamente, così come l’ansia e il pregiudizio nei confronti dei gruppi maggiormente colpiti e delle persone sieropositive.
Ma alla malattia sono associati anche lo stigma, la repressione e la discriminazione, poiché gli individui colpiti dall’Hiv a volte sono respinti dalle loro famiglie, dai loro amori e dalle loro comunità.
Questa è una testimonianza di Anon un trentacinquenne, cittadino di un piccolo paese del centroamerica, Honduras .
Anon ci racconta la discriminazione, l’emarginazione del suo ex compagno sieropositivo, all’interno della propria famiglia .
Anon si racconta su www.avert.org/
Ottobre 2007: ricevetti una chiamata che mi informava della sua morte. Mi incontrai segretamente con una persona che lavorava presso la casa della sua famiglia e scoprì che gli davano da mangiare sempre nello stesso piatto, con le stesse posate e da bere nello stesso bicchiere; ben presto maturai l’idea che fosse stato isolato dalla sua stessa famiglia. Il suo rasoio, come anche il suo spazzolino stavano sempre tra la spazzatura e nessuno si interessava delle sue pillole. Egli si sentì così maltrattato nella sua stessa famiglia.
Era costretto a dormire su un sofà coperto da un semplice nylon, perché era incapace di trattenere le sue feci, tutto ciò non faceva certo bene ai suoi reni che erano in parte compromessi.
Aveva perso tutta la sua voglia di vivere e, ad un certo punto, anche la ragione: non era più in grado di riconoscere i membri della famiglia, i suoi amici, o i suoi tre piccoli figli, che una volta abbracciava e baciava ogni volta che poteva, mentre la famiglia cercava in tutti modi di tenerli lontano da lui per paura che fossero infettati.
Ad un certo punto smise si assumere gli antiretrovirali, ma nessuno se ne curò, nessuno si interessò al fatto che, ogni volta che spostavano il sofà su cui dormiva, comparivao da sotto i medicinali non utilizzati.
Piangevo mentre il suo amico mi raccontava queste cose e il mio stato d’animo peggiorò quando mi disse che non era la prima volta che lo cacciavano di casa e che era stato anche costretto, la prima settimana di Settembre, a dormire tre notti per strada.
Fu poi ritrovato da alcuni amici della moglie, i quali lo gettarono come un animale agonizzante in un posto molto simile ad un rifugio abbandonato, dove morì solo, con un’ infinita tristezza nello sguardo, con gli occhi spalancati al cielo e con in mano una foto dei suoi tre figli.
Spesso capita di avere una casa, un giardino e un albero da frutta, una famiglia. Oggi non ho più queste cose nel mio mondo esteriore; la mia famiglia unita significava potere, i soldi, la sicurezza, la casa, un tetto sulla testa e la propria libertà di essere e fare. Insomma avevo tutto, ora ho solo il ricordo; la mia richezza interiore, che tenta di difendersi come può difendendosi con l’unica cosa rimasta per difendersi: l’intelligenza che aiuta a pensare, a creare, mentre spesso il pensare ti viene tolto, perchè non puoi pensare di mettere a posto le cose, perchè ci sono gli altri che lo fanno, non te la prendi e alla fine ti rassegni e scegli la politica migliore, come ha scelto il nostro sindaco Sergio Cofferati: la famiglia. Perchè è dalla famiglia che si ottengono le cose migliori. Ottima scelta ma ora c’è bisogno che torni un attimo al mio albero.|
Tempo che passa, mia madre, mio padre mentre io e mio fratello eran solo i sogni di allora, Ogni volta che ritorno |
Adesso che son cresciuto ed è tutto cambiato la ciliegia è matura pronta per esser mangiata questo albero è il mio tempo e non l’ho taglierò mai lo terrò in un angolo di cuore come ricordo. E fin che ci sarà, anch’io vivrò sarà acqua per la sua sete, |
SONO SOLO DEI BAMBINI, MA????????????
Potremmo scrivere una infinità di cose sui bambini, anzi vorremmo scrivere solo cose belle, positive, di aiuto ai bambini, ma invece scriviamo aimè, solo di cose negative e dire poco, diciamo che ci sono milioni di bambini nel mondo che sono usati per le guerre, i famosi bambini soldato, impegnati in prima linea, a farsi saltare sulle mine anti uomo, invece di giocare con dei giocattoli e delle bambole, per passare alla vendita dei bambini per sesso, il famoso turismo sessuale, che porta una marea di occidentali a fare queste (belle vacanze), ai bambini usati molte volte dai propri genitori agli angoli delle strade a fare l’elemosina. O addestrati a fare furti o scippi, come succede anche in Italia, dove due bambini scippano una studentessa di 27 anni che adesso si trova all’ospedale in fin di vita, oppure dei bambini pusher che per due soldi vendono morte a tanti loro coetanei, alla fine ci troviamo solo dei bambini che si trovano a fare cose che non sanno neanche cosa sono e solo per la grande intelligenza degl’adulti, gli adulti di tutto il mondo, diamo a questi bambini il diritto di giocare e non di essere uomini quando sono solo dei bambini?!
L’USO DELLA COCAINA E DEGLI SPINELLI IN EUROPA MA L’ITALIA PRIMEGGIA
Aumenta in Europa il rapporto sulle droghe l’Agenzia Europea delle Droghe, la top è veramente preoccupante, lo dice Oedt è comandata dalla cocaina, dove 3,5 milioni di giovani hanno fatto uso nell’ultimo anno, e circa la metà nell’ultimo mese, ci sono 71 milioni di europei che hanno usato nella loro vita la cannabis e 23 milioni nell’ultimo anno, sono in aumento tutte le droghe, non esiste la crisi per questo mercato anzi chi gestisce questo mercato sa come fare, hanno portato le droghe alla portata di tutti, a pensare che si può comprare una dose di cocaina a 8 euro anche un bambino ha 8 euro in tasca, dobbiamo informare, ed informare i giovani sui problemi a cui portano le droghe altrimenti saremo fritti o fumati, le percentuali italiane fanno paura: 20 milioni di Italiani hanno fatto uso, nella loro vita, che dire soffermiamoci su questo e pensiamo prima di puntare il dito e dire: drogato!
Due fratelli, una distanza, un rincorrersi nel labirinto della strada. Li abbiamo visti vicini, sugli stessi sentieri, eppure lontanissimi, incapaci di guardarsi. Li abbiamo visti lontani cercandosi continuamente.
Poi accade un incontro e, in poche ore, si cerca di far passare tanto, troppo. Si prova a riconoscersi in una famiglia, si cerca una "casa" e si prova ad entrare.
Dopo un lungo periodo di assenza tornano su questi schermi le interviste stile Iene. E tornano in grande stile con un ospite d’eccezione: Stefano "Bici" Bruccoleri. Cosa posso dire di quest’uomo? Si definisce "Senza dimora di successo", da quasi quattro anni vive girando con la sua bicicletta che è diventata casa. Pioniere della blogsfera e fondatore storico di Asfalto: quando mi propose di aprire un blog delle persone senza dimora gli risposi grosso modo che era un pazzo.
Approccio da artigiano, contadino senza raccolto, aspetto da cicloturista in decadenza, scrittore e consapevolezza da intellettuale di strada. Questi elementi hanno alimentato la mia curiosità verso Stefano; rapporto nato a Piazza Grande che oggi è diventato amicizia. Un sentimento che ho cercato di riportare in questo video: un’intervista di alcuni mesi fa e un lungo lavoro di montaggio che vede la luce su Asfalto solo adesso. Ma il momento giusto in fondo è questo: perché i pedali della sua bicicletta oggi l’hanno portato qui a Bologna per ultimare il suo primo libro. Si è già trovato una sistemazione estiva sui colli bolognesi in un monolocale ripiegabile in tela… e vediamo cosa succede. Quando ci siamo trovati insieme per più di tre settimane abbiamo sempre prodotto qualcosa di buono. Aspettatevi di tutto, ma non le solite cose.
Se avete problemi a visualizzare questo video provate a vederlo qui.
Oggi 23 Marzo 2008. Giorno di Pasqua, il quale per molti, ma non per tutti è un giorno di pace non solo spirituale ed ecclesiastico, ma di pace interiore, la quale io non vivo e condivido con nessuno, tranne con la Solitudine, avendo scelto di rimanere da solo, per non far ricadere le mie colpe e i miei errori alle persone che ho amato, e tutt’ora amo, anche se a modo mio. Consapevole degli errori commessi agendo in questo modo. Ed è proprio per esternare gli stessi ho deciso di andare via non per vigliaccheria ma per non far soffrire le persone che amo. La decisione è avvenuta in un periodo di crisi familiare, economica, lavorativa, psicologica e, di conseguenza, a depressione e stati d’ansia e di colpa. Non sono uno stinco di santo, e dato di fatto sono ricaduto nell’abusare di droga e alcool, richiudendomi sempre più in me stesso e abbandonando e tralasciando tutto e tutti. Per salvare il salvabile ho deciso di far vivere loro una vita autonoma perchè sono per il "vivi e lascia vivere", ma questo discorso lo puoi affrontare quando sei da solo, non quando sei sposato e padre di due ragazzi di 19 e 15 anni. Allora subentrano i compromessi, i quali a me proprio non vanno giù, ma col passare del tempo ho imparato che senza i quali non si va da nessuna parte, ma strafottendomi delle conseguenze ho scelto il male minore che ritenevo allora possibile. Andare via, pensate ciò che volete (Vigliacco, inetto, irresponsabile e altri termini che a vostro parere ritenete opportuni). Ma non sono andato via senza aver salvato l’equipaggio come fà un buon capitano mettendolo al sicuro da un mare in tempesta con onde alte fino al cielo, fulmini che illuminavano di giorno le notti senza nè stelle nè luna, tuoni talmente assordanti, che rimbombavano e rimanevi frastornato e stordito per minuti senza renderti conto del tempo trscorso. Ora, rimasto solo sulla nave e assicuratomi che l’equipaggio è in buone condizioni, sto cercando di far attraccare questa vecchia carretta in un porto. Lo so, per rimetterla in mare in condizioni di poter affrontare la navigazione per un ritorno alla dignità ci vorrà del tempo, forse tanto, ma non demordo, anzi sarà uno stimolo in più per constatare che l’esperienza vissuta, e gli anni trascorsi in un mare in tempesta e pieno di vortici che più volte mi hanno risucchiato, non accada più. Resomi conto degli errori commessi nel passato farò in modo che ciò non accada mai più, rinsavendo, cambiando, migliorando almeno spero l’attuale tenore di vita, il quale non è più tollerabile e sopportabile almeno per me.