Archivio per la categoria ‘lavoro’

Continua la pubblicazione dei pezzi scritti dai ragazzi di Asfalto in occasione del festival Naufragi dedicato alle fragilità ospitato qualche settimana fa dal locale " La Scuderia" di piazza Verdi; oggi è il turno di Matteo, uno degli ultimi acquisti del gruppo, che ci parla del suo rapporto burrascoso con il mondo del lavoro e dei servizi sociali. Dalle sue parole traspare tutta la difficoltà che si incontra nell'intraprendere progetti di recupero e inserimento nel mondo che ci circonda


Parliamo di dormitori, centri diurni, laboratori, mense pubbliche. Luoghi dentro e attorno ai quali scorre un'intera giornata e spesso una parte della vita. Spesso si sente dire che questi sono luoghi di passaggio, o che dovrebbero essere così considerati da chi li utilizza. Come se questo fosse sufficiente per rientrare in uno standard di vita diverso o servisse per essere più indulgenti verso le condizioni nelle quali si presentano queste strutture. Rimane il fatto che una parte della vita di una persona può trascorrere in queste strutture pubbliche,che portano con se una complessità fatta di regole, convivenza, relazioni, percorsi, tentativi.
Essere utenti di un dormitorio o di una mensa non è la stessa cosa che essere utente di un benzinaio: gli abitanti delle strutture di accoglienza sono quanto meno la metà di questa storia che coinvolge amministratori, tecnici, esecutori e operatori del settore. Vogliamo, con questi documenti e queste testimonianze, smettere di lamentarci e cominciare a progettare insieme un modo diverso di vivere, lavorare e condividere.

matteo tecnico
Matteo, ospite del dormitorio di via del Gomito, dell'età di 30 anni ha collezionato numerose esperienze di lavoro, a partire dai 14 anni, in campi anche molto diversi tra loro: stage con la scuola presso aziende di impiantistica, periodi di lavoro o borsa-lavoro in una fabbrica di ghiaccio, come muratore, saldatore, elettricista, lavapiatti, lavori stagionali nell'agricoltura e come bagnino. Tra queste esperienze, che dimostrano come la mancanza di volontà non sia un suo problema, va incluso un periodo di quattro anni in comunità terapeutica nel tentativo di risolvere il suo problema con la tossicodipendenza, che si trascina da quando aveva 19 anni. Attualmente è in carico al Sert, assume regolarmente il metadone ed è impegnato in un progetto di borsa-lavoro terapeutica presso il laboratorio informatico del Centro Diurno. Queste sono le sue parole:

"Posso dire una mia opinione dei fatti nella mia esperienza specialmente nella strada: è molto difficile al giorno d'oggi avere un lavoro quando non si ha un attestato di qualcosa in mano da presentare ad un'azienda, oggi viviamo in un'era tecnologica, che si basa soprattutto sulla comunicazione e i social network, con internet nella sua piena forza.. per questo servirebbero corsi di formazione perlomeno che si possano pagare con il reddito. Dato che tutti hanno il diritto ad una istruzione complementare lavorativa ed umana.. Occorrerebbero dunque più corsi gratuiti o che si pagano a seconda del reddito..

Alle librerie coop Ambasciatori, a Bologna, il 16 marzo 2010, si è svolto un incontro sul ruolo e la funzione dell'operatore pari all'interno dei Servizi di accoglienza e riduzione del danno. Un incontro che è parte del programma di Naufragi 2010 – Festival delle fragilità metropolitane.

Maria Grazia è una di noi sul serio ed ha portato il testimone in modo credibile ed emozionante. Le sue parole ci fanno intuire quanto la figura dell'operatore pari sia importante e quanto debba essere ancora riconosciuta all'interno dei servizi.


Ogni cosa ha il suo festival, quando sentiamo la parola Fragilità non possiamo fare altro che far scattare i nostri sensori e rimanere in ascolto, anzi di più: ci sentiamo chiamati e da inadeguati cronoci quali siamo cercheremo di rappresentare la nostra fragilità e il nostro approdo, partecipando a modo nostro a questa iniziativa.

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Da Viaemilianet.
Torna a Bologna la rassegna dedicata alle fragilità metropolitane. Dal 15 al 20 marzo si parlerà di esclusione sociale con una serie di eventi che riguarderanno la casa, la partecipazione e la presa di parolaUn'occasione per "mettere in luce quelle persone e quelle situazioni che solitamente sono nell'ombra". Così Martina Masi, vicepresidente della cooperativa "La Strada" di Bologna, ha presentato "Naufragi", il festival delle fragilità metropolitane che si terrà in città dal 15 al 20 marzo. Il concetto di casa, partecipazione e presa di parola saranno al centro di sei giorni di eventi sul tema dell'esclusione sociale, organizzati da una vasta rete di associazioni di volontariato, di promozione sociale e cooperative attive a Bologna.
Lunedì 15 si parte con la presentazione del libro "Occhio a Pinocchio" alla libreria Coop Ambasciatori, con l'autrice Jarmila Ochkayova. Alle 20.30, al centro civico Lame, si proietterà la prima parte del video "La città in tasca", realizzato da Francesca Gigliotti e Caterina Pisto. Martedì 16, in mattinata, alla libreria Ambasciatori ci sarà un seminario di confronto tra le diverse esperienze di operatori sociali. Alle 21, il convegno "La città Invisibile", con un'indagine sulle famiglie senza fissa dimora a Bologna e a Roma. Mercoledì 17, al Centro delle Donne, toccherà ad un incontro sul "Disagio psichico e situazioni abitative".
Giovedì 18 alle 18, poi, sempre al Centro delle Donne, ecco il libro "Aukui", presentato dall'autrice Fatima Ahmed e la proiezione, al centro Zonarelli, alle 21, della seconda parte di "La città in tasca". Il 19 marzo, spazio ad un workshop sui giornali di strada, all'Istituto Gramsci, mentre alle 18, al Centro delle Donne, focus sul volume "Oltre Babilonia", di Igiaba Scego. Il festival si conclude sabato 20, alla Scuderia, in piazza Verdi. Dalle 17 alle 19 parola ai senza fissa dimora sul tema "I servizi sociali visti da chi li utilizza", in un dialogo con le istituzioni, seguito da una festa con i musicisti di "Porte Aperte".

Il programma completo del festival e tutte le informazioni relative alla rassegna sono disponibili online al sito www.naufragi.it.

Dedicato a chi rimane

Pubblicato: 1 marzo 2010 da massitutor in amicizia, andrej, lavoro, morte
Il nostro amico e fratello Andrej Letko ci ha lasciato un mese fa esatto, il primo febbraio 2010.
Giovane web designer slovacco, bello, talentuoso, buono e dotato di gran gusto Andrej, fra le tante cose, è stato il progettista del blog Asfalto ed oggi io lo immagino a modellare con le mani il Dna stesso dei pixel e degli atomi. E’ dentro, è fuori, è nel tutto.
Andrej lascia una famiglia intera a Bratislava e una famiglia di amici a Bologna e altri sparsi nel web. Questo breve video è l’ultimo regalo che posso fare al suo ricordo e alla nostra vita senza di lui.
Quello che possiamo fare è andare avanti, cercando di proseguire nella strada fatta anche insieme ad Andrej,
dedicandogli Asfalto e tutto quello che questo spazio è stato fino ad ora.

Un ringraziamento speciale va alla giovanissima Luce Macchiavelli, che ha regalato la meraviglia del suo sorriso a noi che eravamo su quel prato ed illumina il nostro futuro di speranza.

Questo e quello che m resta,
Oggi
mi sembra di entrare nella tua stanza,
guardare
toccare le tue cose
pulite,
ordinate
accoglienti. 
Oggetti bilanciati
pesi e contrappesi
colori 
linee 
cornici
immagini
equilibrio perfetto
oggi tutto mi è nuovo
oggi tutto mi parla di te,
cose che non sapevo

(Mauro)

 

“Working Poors”, il dramma dei “nuovi poveri”

Pubblicato: 11 novembre 2009 da massitutor in lavoro
workinpoors
da blog sicilia …“È definita Working Poors (liberalmente tradotto: poveri non disoccupati) la fascia sociale costituita dalle persone che pur disponendo di un lavoro (male) retribuito vivono in ristrettezze economiche. Si usa questo termine per distinguere questo gruppo di persone da quelle disoccupate o invalide che sono “povere” a causa della loro situazione, restando magari anche economicamente avvantaggiate grazie al sostegno sociale che ricevono.”
La situazione italiana è preoccupante.
“Bella scoperta”, direte voi, e come potervi dar torto?
Me ne sono accorto seguendo la puntata di TV7, il settimanale di approfondimento a cura della Redazione del TG1 dedicato a questa nuova “fascia sociale” che sta prendendo sempre più “piede” nella nostra società.
Chi sono i “Working Poors”?
Sono principalmente i giovani che lavorano ma sono malpagati: di consegeunza vivono in una situazione di “povertà” anche se sono regolarmente retribuiti.
La puntata di TV7, a dirla tutta, parlava più in generale della situazione italiana in termine di “povertà”, attraverso le testimonianze di tante persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, anzi, a dirla tutta, non arrivano neanche alla seconda settimana del mese, come attestano le tante persone che lavorano ai mercati e vedono che, alla seconda settimana del mese, il numero di persone che arrivano per far la spesa comincia a “scarseggiare”. E così ci sono tante persone che non sanno cosa fare, e qualcuno chiede l’elemosina, perché prende una pensione estremamente minima, che non basta nemmeno per campare.
Negli ultimi anni, qualcosa sembra cominciare a muoversi nell’intento comune e nella sensibilità di chi comincia a capire che questo è un problema di rilevanza sociale non indifferente: nasce così l’ “Emporio Caritas“: qui non si compra con la carta di credito ma con una speciale “card” rilasciata proprio dalla Caritas, contenente 200 punti. Se ne possono spendere 50 a settimana per comprare qualcosa da mangiare.
Le testimonianze di chi vi lavora sono tristi: persone che fin dalle 4 del mattino si affollano dietro i cancelli nell’attesa di poter dare da mangiare ai proprio figli. E non immaginate che a recarsi in questo posto siano soltanto gli homeless, i senza tetto che vediamo per le strade. Sono persone comuni, come tutte le altre, che non hanno soldi per campare, ed è questa la cosa preoccupante: donne divorziate con figli da sfamare, persone vedove o licenziate, proprio come la storia presentata durante la puntata del camionista quarantottenne licenziato, che non riesce più ad andare avanti, con un figlio disabile. La cosa paradossale è che non gli spetta nemmeno la Social Card!
La cosa che più mi ha impressionato è vedere che quelle storie erano storie di gente comune, come noi, che non hanno soldi per andare avanti e non riescono ad arrivare neanche al 15 del mese. Se non è una emergenza sociale, credo vi si avvicini molto: sono persone normali che, semplicemente, non hanno il becco d’un quattrino. Ed è questo che più deve preoccupare: la normalità di quelle storie e la nascita di una nuova fascia sociale. I “Lavoratori Poveri”.

Anche questo è Laboratorio – Quarta parte

Pubblicato: 30 ottobre 2009 da massitutor in laboratorio, lavoro

Un PUNKABBESTIA che lavora… e per di più da muratore! Di fatica insomma. Un documento eccezionale che solo noi di Asfalto potevamo mostrare. A presto il video che documenta il bizzarro avvistamento.

Asfalto aderisce con entusiasmo a questa "Giornata mondiale delle Nazioni Unite per l’eliminazione della povertà", perché questa volta è diverso: finalmente un evento spontaneo, per parlare liberamente di marginalità, accoglienza e convivenza a Bologna

skyBo_soldout

con il patrocinio della Consulta per la lotta all’esclusione sociale
e del Quartiere Saragozza

Lotta alla povertà o lotta ai poveri?
Bologna è ancora una città accogliente?
Molte persone non hanno ne’ casa ne’ dormitorio.
Cosa significa solidarietà sociale oggi?
Esiste un problema di accesso ai servizi sociali?

Operatori, persone senza dimora, cittadini e curiosi del sociale si incontrano

SABATO 17 OTTOBRE 2009
Ore 19.00
in Piazza San Francesco

Per gustare una zuppa insieme,
parlare di diritti di cittadinanza e marginalità,
pensare ad una città nella quale sia possibile abitare i confini.

INFO: 051/219.43.09
ConsultaEsclusioneSociale@comune.bologna.it
www.viadelporto.splinder.com
         

Una giornata nel laboratorio informatico di via del Porto, a Bologna. 8 ore nelle quali succede la stessa cosa, sempre diversa: persone si incontrano, si accolgono, si parla, qualche volta si ascolta, si guarda chi entra dalla porta sul retro, verso via Don Minzoni. Nel flusso di persone che attraversano la stanza si trova la via per creare qualcosa, fissare qualche idea e una bozza di progetto.
Si lavora, si gioca, si ascolta musica, ma soprattutto si sperimenta il lavoro. Un appiglio alla normalità.
Un luogo di vita.

Un ponte sula città

Pubblicato: 21 settembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, laboratorio, lavoro, week end a scrocco

Cercare un dialogo con la città è il nostro pane. Sfondare le porte del pregiudizio è la nostra attività preferita. Per questo ospitiamo il comunicato della rassegna Porte Aperte e parteciperemo attivamente come blog Asfalto.

naufragi-2009

Le strutture di accoglienza si aprono all’arte e alla cittadinanza.

Bologna, dal 21 al 26 SETEMBRE

Con Porte Aperte, Naufragi-Festival delle fragilità metropolitane porta al centro i margini. Lo fa a Bologna, città in cerca della propria storia e della propria cultura intrise di accoglienza.
Porta alla ribalta, ribaltandoli, i pregiudizi verso la città rimossa: rappresentandola, mettendola a nudo, facendola vivere. Primo evento della nuova edizione, preview della nuova programmazione 2009-2010 che mette in scena possibili deviazioni dal e nel lavoro sociale, verso un approdo possibile, Porte Aperte riapre alla cittadinanza le strutture notturne e diurne che si occupano dell’accoglienza di donne e di uomini in difficoltà. Dormitori, centri diurni, residenze per immigrati diventano luoghi di incontro e cultura: lo sguardo e le parole degli "esclusi” trasformano l’immagine di queste terre di mezzo rimosse dal racconto della città pubblica. Il fuori che s’incontra con il dentro,
in un incontro inedito e s timolante tra un noi e un loro reciprocamente lontani, rimossi. Porte Aperte. Sei giorni insieme, per condividere gli spazi e rielaborare il senso della città. Le strutture di accoglienza, aperte, come occasione di sviluppo del territorio e della comunità.

Centro San Donato / Rifugio Notturno Dell a Solidarietà / Rst Irnerio/Casa Rivani / Centro Diurno / Casa Del Riposo Notturno M. Zaccarelli / Residenza Santa Francesca Cabrini / Drop-In / Centro Beltrame / Vag 61

Porte aperte è inserito nel programma della seconda edizione di Naufragi – festival delle fragilità metropolitane – dal titolo Casa e Lavoro.

Il programma di oggi

Centro San Donato – Via Quarto di Sopra 6/3 Autobus 93
Ore 19.00
la storia di Giorgio
reading musicale ispirato al Libro “Razza partigiana”, con interventi di Isabella e Antar e Wu Ming 2

Ore 20.00 Cena a Buffet

Ore 21.00
“Refugees All Stars” proizione del film documentario sulla storia di un gruppo di rifugiati dalla Sierra Leone in Guinea

Basso

Pubblicato: 30 luglio 2009 da massitutor in lavoro, operatori dispari

Oggi ho parlato con un uomo sdraiato sul marciapiede. Si chiama Alfonso, un siciliano diventato nero. Nel senso proprio di negro: è nero di botte, sporco, sole. Gli occhi sono chiari ma la pelle è scura come tutte le cose che sono alla fine, che stanno morendo. Ho sfiorato le sue mani e sono di legno. Il legno dei bancali.
Ha detto che potevo anche dargli del tu. Stabilita una confidenza su questo fatto ho chiamato l’ambulanza che l’ha portato via, come ogni giorno. Sporco ovunque di briciole, vino e piscio.
Poi, con il tesserino da operatore, guanti e sacchetto di plastica ho pulito il portico dai resti di pollo arrosto che aveva mangiato l’uomo del marciapiede. Strappando i resti dagli interessi di un maledetto piccione.
Sono riuscito a mantenere la promessa di un caffé prima che andasse via con gli uomini dell’ambulanza, quando ormai era riuscito ad alzarsi in piedi. Stavamo tutti e tre lì ad aspettare che Alfonso finisse il suo caffé, come se non avessimo nient’altro da fare per tutto il giorno. E’ la cortesia che gli uomini dimostrano quando pensano che quello potrebbe essere l’ultimo giorno di vita, il suo ultimo caffé.
Solo qualche ora dopo, parlando con un ragazzo, avrei pensato agli uomini che hanno i giorni contati, a quelli che ne hanno pochi.