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Lo ZAC ed Io

Pubblicato: 16 dicembre 2008 da massitutor in lavoro, operatori pari

Pietro-e-Ilario

Ma cos’è? cosa sarà? un parco, un posto occupato come tanti, un postaccio di merda?
Ma cosa sarà non si sa, un posto fantasma, ma il riparo notturno Massimo ZACCARELLI, meglio conosciuto come lo ZAC… è un luogo dove dimorano persone che, purtroppo, anche nel 2008, vivono e vagabondeggiano per le strade di Bologna, sarà anche una loro scelta, però è una vera vergogna, e non credo che il Comune di Bologna non possa fare qualcosa di più. Posso capire che ci può essere molta crisi <<Però>>.
È  arrivato l’inverno e per loro si aggiunge un altro problema, il freddo, la pioggia, il ghiaccio. Ti pare poco? è un grosso problema. Per fortuna per loro gli si aperta una porta, una grande porta: da alcuni giorni per fortuna si è attivato il piano freddo che consiste in una piccola struttura, che può ospitare 40 posti letto o poco più. Non è tanto però possono stare al caldo, fare una doccia e soprattutto possono riposarsi sul morbido. Questo è quello che il Comune può offrire a queste persone. Persone che vengono da ogni parte del mondo: sì perché oltre agli italiani ci sono molti stranieri. Mescolati a brande, respirando la stessa aria carica di fatica. Ognuno di loro ha il proprio problema e, credetemi, sono tantissimi.
Chi scrive queste righe è una persona che, suo malgrado, ha vissuto anche lui queste dure esperienze di vita di strada. Col tempo, e con tanti sforzi e sacrifici e passo dopo passo è riuscito a fare qualche scalino in più. Tempo fa è riuscito a trovarsi un lavoro in una cooperativa di pulizie e così è incominciato il suo percorso lavorativo.
Inizialmente entra appunto nel settore pulizie. Col tempo e con sforzi, sacrifici e anche con qualche “scivolatina” e inciampi, gli viene offerto di cambiare ruolo: dalle pulizie quindi a operatore “pari”. L’opportunità scatta proprio con il piano freddo, l’anno scorso. Dopo una piccola formazione comincia a lavorare proprio in questa struttura <<LO ZACCARELLI>>. Il campo di battaglia come prima esperienza: l’emergenza freddo è stata un po’ dura, però bene o male ce l’abbiamo fatta. Trascorre un anno, diciamo abbastanza bene.
Beh sì, diciamolo: sono scivolato e inciampato alcune volte, quelle volte che sono successe hanno interferito nel mio lavoro, e via di richiami e sospensioni. Sì, bocconi amari, però capisco che sono state ragionevoli e giuste.
Volevo dire anche che circa da due mesi è iniziato un corso presso AGEFORM per operatori pari, mi piace parteciparvi: uno perché è una buona formazione e ci può essere utile per svolgere al meglio il nostro lavoro e due perché tutti i partecipanti sono persone che conosco già da tempo, con le quali lavoro da tempo e, credetemi, sono tutti in gamba dal primo all’ultimo. Però malgrado tutto ciò ho un brutto presentimento: ed è che non riuscirò ad arrivare alla fine. Purtroppo da un po’ di tempo mi è calata di molto la memoria e di conseguenza faccio fatica, e molta a ricordarmi le cose, e all’esame finale temo che questo mi comprometterà molto. Comunque vedremo come finirà. Dopo tutta questa pappardella volevo aggiungere che per chi vuole fare qualcosa per cambiare la sua vita le soluzioni ci sono, bene o male per tutti. VOLERE è POTERE

Scritto da Ilario,
ex qualcosa
e neo qualcos’altro.

Grande spazio in queste settimane per il dormitorio Massimo Zaccarelli, in via del Lazzaretto 15, a Bologna. E giustamente perché per tutti noi quel posto è simbolico e importante, a partire dal nome che porta. Inoltre a giorni partirà l’ "Emergenza freddo" dentro allo Zac e ci saranno tante cose da raccontare, credo. Un posto, lo Zaccarelli, che è più di un dormitorio: perché noi sappiamo che in ogni letto c’è una persona e che in ogni operatore c’è un essere umano pensante.
Qualcuno nei post qui sotto ha raccontato il suo pezzo di storia con la forza del tratto di Paz, una forza tale non può essere contenuta nei commenti: è per questo che le riporto qui sotto, in modo che questo grande romanzo collettivo possa prendere sempre più forma. Raccontare la vita, la notte, il tempo che scorre in un riparo notturno, qualunque esso sia. Questo vogliamo continuare a fare insieme a tutti quelli che sanno cosa significa. Grazie a chi è passato e a chiunque lascerà un segno.

quelli che lo Zac

… lo Zac? ma chi è lo Zac? Sembra il nome di uno dei personaggi di A. Pazienza: uno di quelli che si aggirano di notte tra i vicoli di Bologna, sotto i portici, tra il vapore del piscio fresco di un gatto e e l’odore di tortellini della "sgnaura" del primo piano… in quella Bologna che ormai degli anni ’60/’70 ha solo il ricordo dei nostalgici ed uno strascico di fama per chi non la abita più e ne sente ancora risuonare l’eco… ma non quello delle schitarrate nelle cantine tra vino e ideali, l’eco delle "madonne" dei borghesotti che si lamentano per una risata universitaria in Piazza S.Stefano, per un frisbee che vola in P.zza S.Francesco, per una birra in più tra le mani di uno "straniero" in Via Belle Arti…
Distratti dall’"indotto" non ci si accorge che la città muore sotto le palpebre chiuse di chi non sa ascoltare l’"altro", dentro le parole intolleranti di chi non sa rispettare la ricchezza del "diverso", tra le unghie di chi graffia ogni giorno i diritti umani per difendere il proprio status, nell’ipocrisia di chi ignora il disagio del proprio vicino… Bologna la dotta che non sa neppure chi è Zac, la grassa che non immagina neppure quanti personaggi siano contenuti nello Zac!
Si perché Zac potrebbe essere un bellissimo personaggio di Pazienza: alto e secco, con la paglia in bocca ed il buco fresco nel braccio; grande e grosso con il tatuaggio sul bicipite ed il prurito alle mani ogni volta che qualcuno lo guarda "strano"; basso e tarchiato con lo stomaco gonfio di etilico e la voglia di litigare un po’; giovane e bello, con la pelle olivastra e gli occhi profondi di un viaggio di speranze finito male; brutto ma fico, uno di quelli un pò loschi che piace tanto perché non si lascia sapere mai fino in fondo e sai che ti fotterà, ma non sai bene come; tondo, ancora grasso di un benessere passato, perso in un battito di ciglia, senza lavoro e fuori casa senza capirne il perché; artista maledetto, sesso droga e rock & roll che roll e roll e… roll; vecchio di esperienza con una ruga per ogni errore… Ma quanti personaggi avrebbe potuto inventare Pazienza con quel nome?
Infiniti come infiniti sono quelli che effettivamente passano dallo Zac che non è una persona ma un luogo: è la "casa degli invisibili".
E’ lo Zaccarelli, un dormitorio nella prima periferia di Bologna, che raccoglie storie di vita diverse e le sdraia una accanto all’altra, dentro corpi che già le raccontano da sé, su materassi pieni di vita, sotto coperte che nascondono la storia di ieri, la difficoltà di oggi, dentro armadietti che contengono cose…case!
E’ la realtà dei senza fissa dimora più fortunati che questa notte avranno una coperta sulla pancia e domani "speriamo vada meglio"; è la realtà degli operatori "pari" e di quelli "dispari" che ogni sera aprono la struttura ed accolgono gli ospiti uno ad uno: ciascuno col proprio bagaglio, con le proprie zavorre, con le proprie paure, con le proprie difficoltà, con le proprie richieste, relazioni, reazioni e modalità, ciascuno semplicemente e diversamente il frutto della propria storia! Tutti diversi ma tutti schiacciati dentro la stessa realtà, emarginati dietro la stessa etichetta, tutti standardizzati negli stessi bisogni primari della "bassa soglia" dove i diritti di base non sono per nulla scontati ma brillano di privilegio perché, si sa, c’è anche chi sta peggio… a Bologna e non solo!
Lo Zac è un luogo che si trasforma in sensazioni, emozioni, suggestioni: è il vapore dell’ultima goccia di vino prima di entrare, un giardino deserto, un mozzicone succhiato all’osso e lasciato morire sull’asfalto, l’odore pesante di una giornata per strada, il neon freddo di un corridoio vuoto, l’ufficio in vetrina di chi si mette ancora in gioco, un pezzo di vita tatuato sulla pelle, l’urlo di chi non ci sa stare, lo sguardo alienato dentro al tubo catodico, il litigio per chi ha spento la luce, un bacio strappato dietro l’angolo, la bestemmia di chi non sa più con chi prendersela, il grazie di una donna in fuga, la rabbia di chi non trova lavoro, la paura di tornare per strada, il panico dell’instabilità, la solitudine del migrante, le lacrime di chi naviga nel buio, il bisogno di ascolto, l’aggressività di chi ce l’ha col mondo, la provocazione di chi ti identifica con l’istituzione, una sedia che ti accoglie, la fila per parlare, un ospite che sta’ male, le monete che scendono nel distributore di bevande, la scrivania come barriera, maschere che salgono e maschere che scendono, un sorriso regalato ed uno negato, l’équipe come forza, gli strumenti per capire, il collega stanco, la fatica del ruolo, il burn out di chi è troppo scoperto, la voglia di conoscere, la curiosità di sapere, l’energia da scambiare, il desiderio di sapere… la macchina burocratica che deve andare avanti, nonostante tutto!
Lo Zac è questo e molto altro se lo sai vedere: è il "vicino" che ti sbatte l’anima allo specchio, è l’"altro" che ti discute l’etica, è il "diverso" che ti ribalta gli schemi, è lo "straniero" con un’ottica diversa della vita, è l’"invisibile" che incontri solo con gli occhiali giusti, sei tu se hai ancora voglia di "sporcarti le mani" di vita…
Allora, con un po’ d’ironia, se lo Zac fosse un fumetto, sarebbe un personaggio fantastico che cambia faccia ogni giorno ed ogni giorno ha una vita da raccontare e mille da ascoltare, un problema da risolvere e mille da affrontare, un sorriso da trovare e mille ancora da regalare, una mano da chiedere e mille da stringere, il fondo degli occhi da navigare, un nuovo paio di occhiali da indossare!

Svegliaaaa!… un urlo mi rimbomba le tempie: un altro brutto sogno?! No, è la vita! Ogni mattina mi sveglia con un grido che mi riempie la testa, mi scende nello stomaco e rigurgita rabbia… ogni mattina che mi sveglia così vorrei sputargli in faccia, ma poi ho paura e non lo faccio… e allora spero solo non sia più di turno quell’operatore che chissà cosa gli hanno fatto perché mi entri ogni volta nella vita senza neppure chiedere permesso… e allora mi rannicchio dentro quel materasso abitato dalle storie di tutti quelli che l’hanno dormito, sotto le coperte del mio nido che all’inizio mi faceva schifo e ringrazio il mio dio di avere almeno questo posto in ‘sto mondo che sembra non volermi da nessuna parte!
"Grazie, adesso mi alzo" -dico- "ancora cinque minuti" -penso- "ancora tutta la vita" -spero-… ancora cinque minuti di sogni prima del gelo: chiudo le palpebre e lascio che la mente voli al mio paese, tra la mia gente, con la mia famiglia… Volo nello spazio e attraverso il tempo e mi ritrovo tra le spezie di casa, sotto le coperte ad aspettare il bacio del buongiorno di mia madre: undici baci del buongiorno, uno per ogni figlio, uno ogni giorno! Io ho avuto un bacio al giorno per nove anni, poi mio padre è morto e da quel giorno mi hanno detto che dovevo diventare grande, così ho lasciato la scuola e sono andato in fabbrica!
Qui è inverno ormai ed io ho paura che mi mandino via dal dormitorio, ho paura del freddo, ho paura che mi congeli il sangue e mi uccida l’anima!
Chissà se anche lui ha paura di qualcosa? Chissà se anche gli operatori hanno paura? Chissà perché fanno gli operatori?
Oggi mancano 27 giorni alla scadenza del mio permesso di soggiorno e l’ansia sale… Oggi è il 27 del mese e non ho lavorato abbastanza per mandare sufficienti soldi a casa e l’ansia sale…
Mia madre deve essere operata all’aorta, i miei figli devono andare a scuola per una vita migliore della mia, mio fratello ha perso il lavoro ed ha quattro figli da fare studiare… tutti contano su di me perché la famiglia ha investito tutto ciò che aveva sul mio viaggio verso la fortuna, nel paese delle opportunità…
Chissà se anche lui ha una famiglia? Chissà se anche gli operatori avevano il bacio del buongiorno ogni mattina?
Oggi comprerò una bella carta da lettere e dalla mia panchina della Montagnola scriverò la lettera del mese di Novembre: racconterò loro della casa nuova, della macchina che ho comprato, degli amici che ho trovato e della richiesta di permesso per farli venire tutti in viaggio qui, magari per Natale, magari per un po’, magari per operare mamma, magari tutti assieme, magari fosse vero!
Li vorrei tutti qui, nel paese dei balocchi che si sdraia al sole del Mediterraneo e ti invita a salire sulla giostra senza dirti del biglietto che dovrai pagare!
O forse non vorrei mai essere venuto qui sullo stivale che ti prende a calci nel culo ed ogni giorno ti violenta un diritto diverso!
O forse non so neppure più cosa vorrei!
Certe mattine come questa vorrei non fosse mai mattina, vorrei restare qui nella tana e non uscire più, vorrei fermare il tempo e cambiare l’ingranaggio che non va…
Chissà se anche lui certe mattine vorrebbe non esistere?
Chissà come sono le mattine degli operatori?
Chissà, forse gli operatori mi direbbero che ogni mattina è diversa dalle altre per ogni vita di operatore che è altro…
Ma allora perché noi utenti siamo spesso tutti uguali? Allora perché le mie giornate sono spesso la copia delle precedenti?
Questa è una di quelle mattine in cui vorrei "non essere" e spero solo di essere il sogno di un gigante che presto finirà… è una di quelle mattine che semplicemente vorrei non fosse…
Poi mi tiro su e penso che presto sarà diverso, che un giorno toccherò i sogni, anche per tutti quelli che non li sognano neppure più…
e intanto mi accontento di essere un fumetto dello Zac!

I Pro e i Contro della Libertà

Pubblicato: 27 novembre 2008 da massitutor in lavoro, libertà, operatori dispari
pigsIn una versione apocrifa del famoso episodio tratto dall’Odissea, Lion Feuchtwanger sostenne che i marinai ammaliati dalla maga Circe e trasformati in scrofe, trovarono oltremodo soddisfacente la loro nuova condizione e si opposero disperatamente ai tentativi di Ulisse di ridare loro sembianze umane.
Allorchè questi disse loro di aver trovato delle erbe magiche in grado di spezzare l’incantesimo che li imprigionava e che essi sarebbero presto tornati nuovamente uomini, i Marinai/Scrofe se la dettero a gambe a tutta velocità piantando in assi il loro Zelante Salvatore.
Alla fine questi riuscì a prenderne uno e a strofinargli l’erba magica sul dorso; ed ecco che dal corpo setoloso dell’animale spuntò fuori Elpenoro, un uomo, sotto tutti i punti di vista assolutamente normale. Il "liberato".
Elpenoro non fu affatto grato a Ulisse di tale liberazione e attaccò furiosamente il suo "liberatore":

E così sei tornato, farabutto, ficcanaso che non sei altro? Vuoi tornare ad affligerci e tormentarci, desideri ancora esporre i nostri corpi ai pericoli e costringere i nostri cuori a prendere sempre nuove decisioni?
Com’ero felice; potevo sguazzare nel fango e crogiolarmi al sole; potevo trangugiare e ingozzarmi, grugnire e stridere, ed ero libero da pensieri e dubbi: "Che devo fare, questo o quello?"
Perché sei tornato? Per rigettarmi nell’odiosa vita che conducevo prima?

Z. Bauman

Che tu sia Benedetta

Pubblicato: 24 novembre 2008 da massitutor in lavoro, rielaborazione

Quando lavoro quì non esco e non entro,
mi sento bombardato.

Cominciano ad arrivare.
Alcuni varcano la soglia come se fossero dei giocatori di rugby
altri ondeggiano, rotolano, liquidano,
scivolano in ogni direzione.

Il tempo mi scivola addosso 
scorre diverso da ogni altro posto in cui sono stata
a volte si appiccica, come carta moschicida,
sulla pelle.

Un sacco di domande affollano la mia mente
succede tutte le volte.
"quanto durerà? quando finirà?

Meglio non pensare.

Torno a casa
nelle tasche ritrovo le parole che mi sono state buttate addosso questa notte.
Le spargo sul tavolo 
…leggo la solita storia.

Questa è la mancia stasera.

Live Zac 048La notte quì è come il testo di Massi Tutorè simile a qualcosa di incomprensibile ma più simile a qualcosa di inverosimile. Alle volte pensiamo a cosa sta succedendo in quelle ore a Bologna,
che si ferma e che riprende ad andare, che si ferma e che riprende ad andare,
che si ferma e che riprende ad andare,
che si ferma e che riprende ad andare….

Bologna dalle 18 alle 21 è come il capolinea del 35: fino a quì arrivano solo loro. E dalle 21 in poi si divide fra chi entra e chi esce dal ventre della notte.
Quando lavoro quì non esco e non entro, semplicemente Sto (P).
Allora entriamo quì: l’ufficio per noi è come un rifugio antiatomico e noi ci sentiamo bombardati quando cominciano ad arrivare gli ospiti. Alcuni varcano la soglia come se fossero dei giocatori di rugby sulla linea di meta, altri invece rotolano ondeggiano liquidano scivolano in ogni direzione.
Il tempo scorre diverso da ogni altro posto in cui siamo stati: il tempo ci scivola addosso, alle volte si appiccica come carta moschicida sulla pelle, mentre altre sere sembra come una doccia ghiacciata in pieno inverno.
Un sacco di domande affollano la nostra mente prima di entrare in turno e succede tutte le volte: "quanto durerà? quando finirà? ma passerà?"
Le risposte? Non le vogliamo, meglio non pensare.
Lavorare quì allo zac è un fare o un non fare? E’ un pieno o un vuoto? Lontano da vicino e dal resto del mondo.
Torno a casa e nelle tasche ritrovo tutte le parole che mi sono state buttate addosso questa notte, le spargo sul tavolo e leggo la solita storia.
Questa è la mancia stasera.

A Massi Tutor con affetto simpatia e allegria….
(bene, andrea, miki e maria alè alè)

Pubblichiamo la registrazione fedele di un dialogo fra due persone che, ognuna a modo suo, vive la strada. Kurt e Tony. Saluti, opinioni e scambi sulla vita di strada e sugli eventi di questa faticosissima settimana. C.S.D. chissà che non diventi una rubrica.
comunicazioni lontaneTONY: Ue cumpà, allora come butta lì a Bologna?
KURT: A Bologna tutto nella norma tutto bene, e dalle tue parti?
TONY: Un casino guarda… Vedi cos’è successo a quel poveraccio di Rimini… Zachy lo conosceva. Poi cominciano a girare certe voci… Che partono le ronde, boh?
KURT: Si ho sentito anche io del poveraccio di Rimini che hanno dato fuoco, bei pezzi di merda brucerei loro, salutami Zachy anche se non lo conosco, e poi cosa sono ste ronde le cagate che a pensato la Lega.
TONY: Ma qui girano voci strane di ronde di cittadini e di un elenco di noialtri sfigati che dovrebbe fare lo Stato… Ma te ne sai qualcosa?
KURT: Per quello che ho letto dovrebbero fare un registro di persone senza dimora, ma la cosa strana è che a volerlo sono quelli del ministero dell’interno: è strano che la polizia con tutto quello che ha da fare pensa ai barboni, a registrarli, e poi delle ronde vorrebbero assumere guardie giurate o semplici cittadini a girare per la città non si sa se armati, ma non vi è troppa forza dell’ordine che girerà?
TONY: Ma io veramente ho sentito che di mezzo c’è la Lega Nord, che è una sua proposta… Poi è vero che lo deve fare la Polizia… Ti risulta?
KURT: La proposta è stata fatta dalla Lega Nord ma sto registro deve farlo il ministero dell’interno quindi la polizia, non gli assistenti sociali perché i barboni non vanno aiutati con gli assistenti sociali ma schedati dalla polizia come dei delinquenti qualsiasi spero qualcuno insorga magari il papa dica la sua.
TONY: Ué! Non sarai mica diventato leghista a stare a Bologna?!! Delinquente.
KURT: Leghista io? Mai veramente lascio la politica ai politici gente ladra e senza sapere cosa è veramente la politica incapace di comandare una nazione e scherzando saremo tutti schedati noi poveri senza tetto dobbiamo fare qualcosa!
TONY: Sì ma che cosa?
KURT: Non far finta di nulla!

KURT: Arre! Ancora qua stai.
TONY: Miiiinchia… Qua non smette più di pioveeere, mannaggiammuerte.
KURT: So due giorni che piove pero andiamo avanti.
TONY: Stiamo in mezzo alla via sotto l’acqua e quei cornuti ci vogliono anche schedare… Ma per farne cosa poi?! ‘Sti cornutt.
KURT: Non solo mezza alla strada e sotto l’acqua ma sta scheda che voglion fare la farà il ministero dell’interno uguale polizia i giornali dicono per la sicurezza ‘sti infami.
TONY: La sicurezza di chi limorté…! x-(  hai sentito quello che è successo a Rimini? E sarebbero insicure le persone "normali" perchè uno dorme o si siede in strada? Che wonderful world!
KURT: Sicuramente la sicurezza dei nostri politici o dei nostri industriali o dei nostri ricchi non avrei risposta, non penso che un semplice cittadino si preoccupi di un barbone che è per strada, avrà da preoccuparsi ad arrivare a fine mese; mi dispiace per l’amico di Rimini che porta il mio stesso cognome ma viviamo in un mondo di merda dove sappiamo fare i forti solo con i più deboli, bella merda,  ma le cose vanno al contrario sono insicure le persone normali che lavorano invece chi sta in strada per un problema è da chiudere non da aiutare bella sfigaaaaaaaaaaa
TONY: Coraggio cumpà. Mi sembra che hai le idee molto chiare sull’argomento. L’esperienza di strada in effetti a volte ti apre gli occhi. So cosa vuoi dire.
KURT: Forse hai ragione l’esperienza insegna tante cose ti apre gl’occhi ma penso anche che tutta questa gente che vive in strada non lo fa perchè vuole vivere in strada,  forse qualcuno ma la maggioranza vorrebbe una casa,  un lavoro qualunque esso sia e non vivere sotto i servizi per quel che possono aiutarti,  invece di aiutare concretamente queste persone escludiamole facendo un registro cosi saremo tutti marchiati, dei fannulloni barboni
TONY: Ciao Vecchio Kurt! E, come dice mio padre, TESTA FRA LE ORECCHIE!
KURT: Ciao bello alla prossima stammi bene e che qualcuno che a il potere politico ci metta un freno a tutte queste idiozie, e invece di schedare aiutare concretamente queste persone perché anche loro hanno dei diritti e quindi rispettiamoli.

Operatori Pari

Pubblicato: 6 novembre 2008 da massitutor in assistenti sociali, assistenze e bisogni, lavoro, operatori pari

Chi è un "operatore pari"? Una persona che ce l’ha fatta o un lavoratore che non riesce a fare altro?

A settembre è iniziato un corso per operatori sociali di prossimità, comunemente chiamati Operatori pari. Questo corso è anche un blog. Il corso è finanziato dal Fondo sociale europeo finalizzato a dare una qualifica di animatore sociale a lavoratori di coop La Strada già impiegati nell’accoglienza di persone in stato di marginalità e disagio adulto. Nella città di Bologna, presso Ageform.
Il blog vuole essere una traccia di questo corso; un luogo virtuale dove ritrovare pensieri e materiali, discutere, confrontarci su idee e contenuti, fare cooperazione sociale.
Operatoripari non è rivolto solo ai corsisti, ma anche a tutti i docenti, i colleghi, gli utenti e gli ex-utenti, gli altri soci e chiunque semplicemente ha qualche idea da condividere riguardo al lavoro sociale.

Ne parliamo insieme su www.operatoripari.splinder.com

Biciclettari in piazza

Pubblicato: 29 ottobre 2008 da massitutor in lavoro

bigacarracci

Nella giornata di sabato siamo stati in Piazza Verdi con uno stand di  Piazza Grande ed abbiamo messo in pratica ciò che avevamo imparato nel mese precedente; aggiustare le biciclette. L’idea è stata molto buona in quanto facevamo pagare solo i pezzi e dunque la manodopera era ad offerta libera.
Siamo stati immediatamente accerchiati da tutti i
nullafacenti della piazza che conoscevamo molto bene ma che subito hanno capito che eravamo lì a lavorare e non ad ubriacarci ed hanno lasciato lo spazio alle vecchiette e agli studenti che sono venuti a farsi aggiustare le bici praticamente gratis.
E’ stata certamente una bella esperienza che spero possa continuare perché è un servizio molto utile alla cittadinanza, in quanto
a noi disperati ci rende partecipi alla vita civile della città.
Il giorno dopo di domenica abbiamo piazzato lo stand in Piazza Nettuno, ma abbiamo scelto una posizione un po’ scomoda: proprio di fianco a Beppe Maniglia.
Il lavoro non è stato tanto ma abbiamo avuto
l’occasione di socializzare comunque con la gente della piazza che hanno apprezzato molto quello che stavamo facendo.
Spero che questa storia continui perchè sarebbe davvero bello poter
aiutare gente che magari non è in grado di aggiustarsi una bicicletta e magari la lascia deperire cercandone un’altra magari rubata, per non spendere tanto.
Noi abbiamo mostrato a tutti che, se le opportunità vengono date, anche la gente che può sembrare irrecuperabile ha una possibilità di riscattarsi e fare qualcosa per quella
società che li ha sempre esclusi.

Ritorno al futuro

Pubblicato: 10 settembre 2008 da massitutor in amicizia, lavoro

"Oh ma hai sentito cosa faranno al Cern?"
"Come dici?!… Il Sert?!"
"Fermi tutti: che esperimenti fanno al Sert?!!"
"Ma non al Sert!… Al Cern! il laboratorio nucleare più grande del mondo, c’è un accelleratore di particelle… il 10 settembre faranno un esperimento pazzesco"
"Ah sì l’ho letto su Siti: dice che forse finisce il mondo, ma ti rendi conto?"
"…finisce il mondo il 10? Impossibile: io inizio la borsa lavoro il 15"
"Ma il furgone del metadone passerà lo stesso?… che casino"
"Fermi tutti, dove? A Ginevra? Fa vedere… Ma io ci ho lavorato lì!…"
"Ma dai non dire cazzate!.."
Eppure tutti sanno che Isacco non è uno di quelli che spara cazzate… "Racconta un po’…?"

Ritorno-al-futuro

Già: in questi giorni, anche al Centro diurno, si parla molto dell’LHC (Large Hadron Collider), l’accelleratore di particelle del CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) il più grande strumento scientifico al mondo (si tratta di un gigantesco anello con un circonferenza di 27 km situato in un tunnel 100 metri sotto il suolo svizzero-francese). Il 10 settembre (precisamente questa mattina) verrà acceso il gigantesco macchinario per uno storico esperimento che dovrà dare alcune risposte concrete ad alcune questioni fisiche teoriche. Roba del tipo: cosa è successo all’inizio dell’universo? Come è nata la materia? E altre cose del genere. Ma la sintesi migliore l’ho trovata in questo sito: "In un tunnel di 27 chilometri di circonferenza, scavato tra 50 e 150 metri sotto terra tra le montagne del Giura francese e il lago di Ginevra in Svizzera, l’Lhc (Large hadron collider), il più grande e potente acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano in direzione opposte e ad altissima velocità (oltre il 99,9% della velocità della luce) generando temperature che supereranno un trilione di gradi Celsius (100 mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole) e una pioggia di nuove particelle che verranno studiate dai fisici. In questo modo gli scienziati sperano di individuare le particelle dette bosoni di Higgs, che, per ora solo in teoria, avrebbero dato massa ad ogni altra particella esistente."
Alcuni scienziati catastrofisti pensano che questo esperimento darà vita ad un buco nero artificiale che risucchierà l’intero pianeta nel giro di quattro anni. Si erano rivolti alla Corte di Strasburgo, chiedendo che venissero applicate misure di blocco nei confronti dei venti paesi membri del Cern; alcuni giovani ricercatori del Cern hanno anche fatto un rap per spiegare la faccenda e rassicurare il mondo, ma la cosa più importante è che alla fine la Corte di Strasburgo ha respinto la denuncia e l’esperimento si farà. Chi vivrà vedrà… si dice così in questi casi.
Questo evento ha fatto sì che anche chi legge solo City sull’autobus in pochi giorni sia diventato un quasi esperto di fisica nucleare e flussi quantici. Ma questo non basta. Non basta a giustificare la riproposizione di questa notizia su Asfalto: infatti la vera notizia, qui, per noi è che un nostro intimo amico, collega e frequentatore del Centro diurno, alla fine degli anni ottanta ha lavorato proprio al Cern, per sei mesi.
Non è persona di molte parole di solito, ma in questi giorni abbiamo parlato molto di questa sua esperienza di lavoro in uno dei posti più avveniristici del pianeta. Un vero "Ritorno al futuro" per chi solo oggi apprende l’esistenza di questo mostro tecnologico e per Isacco che solo oggi ha gli strumenti per capire dove ha avuto l’opportunità di lavorare. Ne è venuta fuori un’intervista audio alla quale stiamo lavorando e che verrà messa presto in onda su Radio Asfalto, su questi schermi ovviamente. Dunque, incrociando le dita e facendo gli scongiuri che volete, ci si ritrova qui sul blog.

Nell’attesa fatevi una cultura guardando questo breve video: 

Non potevo non approfittare di questo evento per postare una mia vignetta disegnata qualche tempo fa proprio dedicata ai laboratori di Piazza Grande, e in particolare a quella mitica esperienza del Capannone di Via Libia che, ricordiamo, il 23 luglio 2004, andò distrutto in un incendio. Già nel ’98 continuai il mio percorso lavorativo in cooperativa La Strada, altri soci dopo l’incendio si rimboccavano le mani per la costruzione di una nuova sede e il rilancio di tutte le iniziative che ne hanno fatto la storia.

Auguri di buona fortuna a tutti i soci per la nuova sede.PG29 luglio 2008, h.18:00
Via Stalingrado Nord (di fronte a Cotabo) Bologna
Inaugurazione del cantiere Piazza Grande

Dal sito di Piazza Grande:

L’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è lieta di invitare tutti gli interessati all’inaugurazione del cantiere per la costruzione della nuova sede di Piazza Grande (Officina Bici, Auditorium, Laboratori formativi, Servizi per i diritti e la transizione al lavoro, Ente di formazione per utenze speciali), che si terrà martedì 29 luglio 2008 (a 4 anni di distanza dal giorno dell’incendio in via Libia 69, Bologna). All’inaugurazione, fissata per le ore 18:00 in via Stalingrado nord-Bologna (di fronte a COTABO), seguirà un brindisi per festeggiare con quanti hanno collaborato per arrivare fin qui e poter costruire. ll Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, taglierà il nastro di inizio lavori insieme alla Presidente della Provincia, Beatrice Draghetti e al Vice Presidente della Regione, Flavio Del Bono. Saranno presenti sostenitori e testimonials significativi del progetto Cantiere Piazza Grande. Hanno assicurato la propria presenza tra gli altri: Prof. Zamagni–Componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fabio Roversi Monaco, Presidente Fondazione Carisbo, Antonio Bernardi-Presidente della Fondazione Vodafone, Federico Castellucci-Presidente della Finanziaria Bologna Metropolitana Spa, Cesare Melloni, Segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna, Alessandro Alberani, Segretario generale CSIL di Bologna. La campagna raccolta fondi ha visto la partecipazione attiva del Comune di Bologna, della Provincia di Bologna, della Regione Emilia Romagna, della Fondazione Carisbo, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Fondazione Vodafone, della Finanziaria Bologna Metropolitana, dello Studio cinquerosso e di tanti bolognesi.

taglio del nastro

                                                                     Il Sindaco Cofferati al taglio del nastro

 

 

http://video-it.tomshardware.com/p/it/iLyROoafYdsP.html

Una piccola parte del discorso d’apertura del Sindaco

Una giornata di festa per tutti i soci e i soggetti svantaggiati della città.