Archivio per la categoria ‘politica’

Oasi Umana

Pubblicato: 23 luglio 2008 da massitutor in libertà, pensieri in libertà, politica

Jerusalem

Gli indiani siamo noi pacifisti, che perlomeno tentano di fare qualcosa contro l’alzarsi della tensione tra Iran e Israele, un conflitto pericoloso che potrebbe allargarsi anche a livello mondiale.
Onde evitare questo mi piacerebbe chiedere ai fedeli, in quanto il popolo ebraico ne ha già, subite abbastanza durante la  seconda guerra mondiale una nostra presenza in massa a difendere ISRAELE. Inoltre è la terra dove è nato Gesù e quindi va istituito il primo parco umano protetto dove le cose possono vivere, in questo caso e la prima volta che nasce l’idea di un parco umano protetto dove la guerra viene proibita l’oasi felice per evitare l’estinzione dell’uomo.

PICCOLE NUBI

In un bel cielo azurro
i fumi indiani la dicono lunga
su quanto toro seduto
ami alce rosso

solo un vecchio  saggio
poggia l’orecchio al suolo
per capire se stava arrivando
un cavallo a vapore o una guerra

ma per oggi le cose vanno bene
perchè al campo tra tende colorate
piccoli indiani giocano,
inseguono il vecchio con un copricapo a forma di volpe

per i più grandi è una danza
felice attorno a un totem
che oggi sulla guerra dice poco

una festa per passar il bel tempo
nel ciel l’azzurro più immenso
dal fiume arrivano le canoe
degli invitati la festa si fa’ piu’ grande

e se ci mettiamo i colori e i costumi
scopriamo che oggi è un giorno di pace
ed è piu’ bello senza la guerra
le piccole nubi dicevano
……..augh…..uuuuuuuuu

Quale integrazione?

Pubblicato: 22 luglio 2008 da massitutor in civiltà, politica

Che cosa vuol dire per noi integrazione?

Analizzando questo concetto, dobbiamo fare un’analisi approfondita, e cioè: per integrazione si intende che due paesi di diversa cultura entrando in contatto tra loro, e interagiscono; così avviene questo scambio, e fino qui ci siamo. Pregiudizi a parte, prendiamo un rom che qui da noi ha sempre lavorato e che quindi non è istruito, ha pochi strumenti culturali. Viene in Italia dopo che ha trascorso i suoi primi venti o trent’anni, nel suo paese di origine. In realta che scambio culturale ci potrà essere tra noi e loro?

Facciamo qualche passo indietro e analizziamo un’altro punto di vista: Io sono un delinquente, tu lo sei come me, io ti dimostro che puoi esserlo ancora di più. Se non sei delinquente questa è l’occasione per diventarlo.

Vedete che lo scambio chiamiamolo pure interculturale altro non è che: io ti insegno qualcosa che già conosci però in maniera approfondita. Ora, se un rom, un polacco, un albanese, e così via, nel loro paese erano dei semplici delinquenti aggiungendo un ingrediente che altro non è che lo stato di sopravvivenza vengono fuori degli ottimi professionisti ovvero: macchine per uccidere ci siamo? Perchè faccio questo discorso? ci arriviamo via via.

Con l’introduzione di tanti vocaboli della lingua dominante (cioè l’inglese) con la nostra lingua c’è stato si uno scambio interculturale, tant’è vero che nel nostro linguaggio corrente usiamo dei termini in inglese che a volte ne conosciamo il vero significato della parole, e a volte no, e fin quì va bene perchè non rechiamo nessun danno a nessuno ok. Però che cosa avviene in realtà? Prendiamo un esempio molto banale che però ha la sua importanza: non so se ci avete fatto caso ma da un pò di tempo a questa parte anche nella nostra lingua avvengono dei mutamenti. Sta scomparendo sempre di più il nostro "Buongiorno", e "Buonasera" e sta prendendo piede in maniera esponenziale questo benedetto "Salve"… per me personalmente questo "salve" è qualcosa di veramente squallido, questo vuol dire che stiamo perdendo proprio il senso di quello che poteva essere il rispetto dei rapporti interpersonali. Ed è molto grave se cipensate un attimo. Riallacciandomi  a quello che dicevo prima sullo scambio culturale non vi sembra che questo avrebbe in qualche modo influenzato noi, è che ci trascineremo dietro per chissà quanto tempo ancora.

Per rispondere alla domanda iniziale, allora dico SI ad un’integrazione che porta ad un’evoluzione della cultura e un miglioramento dei rapporti di convivenza umana fra le persone. Dico NO ad un’integrazione che porta ad un disfacimento delle culture di origine e che appiattisce i rapporti verso il basso.

EMARGINAZIONE, DIRITTI, CONVIVENZA…

Pubblicato: 6 luglio 2008 da massitutor in civiltà, libertà, politica
Il 28 giugno si è svolto in città  il GAY PRIDE.
Come sapete la parata è partita dai Giardini Margherita e ha proseguito lungo i viali per concludersi in Piazza VIII agosto. Durante la sfilata ti capitava di incontrare persone di ogni tipo, tutti li per un motivo, per manifestare per il riconoscimento dei diritti civili (i cosiddetti PACS) continuamente respinti da una classe politica (destra e sinistra) sempre più conservatrice, antiquata, vecchia, proibizionista e priva di innovazione. Che fine hanno fatto i DICO? Seppelliti e dimenticati sotto una pila di altre proposte di legge…ma adesso non c’è mica da pensare a quegli scherzi di natura dei froci…no, c’è da salvare il Premier bloccando i processi.
Qua secondo me oltre che a negare i diritti civili, si ledono anche quelli umani. 
L’omofobia non viene troppo perseguita e si fa finta di non vedere. Si finisce con il cadere nell’ emarginazione, nel silenzio per paura, nella negazione della libertà di scelta perché questo sistema considera i gay come degli orrori da eliminare, da condannare.
A Parco Nord, in concomitanza con il Gods of Metal, il connubio parrucche-tacchi, borchie-anfibi, voci a me giunte non parlavano molto di convivenza democratica.
Qualche metallaro a fine nottata ha protestato per atteggiamenti troppo volgari e peccaminosi, sotto gli occhi di tutti, tenuti dagli omosessuali.
Mha!!!ho pensato ad eccessi da parte di entrambi i gruppi.
Ma poi ho pensato: Ma il Gay Pride è il giorno di Sodoma e Gomorra, il giorno in cui ognuno può esplicitare le sue tendenze e voglie come vuole, l’unico giorno concesso in cui ci si può presentare nel proprio spontaneo essere se stessi senza il timore di essere perseguito. E chi se ne frega se alle 4 del mattino trovavi gente nuda che faceva il “trenino”, l’ importante e farsi sentire, farsi vedere per quello che si è senza il dito puntato contro, senza pregiudizio alcuno….
Chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!! E i metallari non sono stinchi di santo.
Quando sono arrivata a Parco Nord il miscuglio di gente mi ha colpito tantissimo, mi dispiace che sia finita così, mi dispiace che anche questa volta non si sia riuscito a trovare l’accordo e la mediazione. Per poche ore non si è riusciti a stare in pace…entrambi i gruppi avevano diritto a stare li e ognuno aveva diritto di comportarsi come vuole, se proprio proprio gli atteggiamenti davano fastidio, si poteva sempre guardare dall’ altra parte e portare pazienza, in fondo era l’ oggettivazione di una realtà troppo spesso giudicata male, per l’unico giorno in cui non vengono additati, che per i restanti 364, molti vivono nell’ombra e nella vergogna di mostrarsi per quello che sono.
La discussione che voglio aprire è tanto quella di cosa ne pensate della negazione dei diritti, dell’ emarginazione sociale (che tocca da vicino molti di voi), tanto quella della convivenza democratica tra persone dai gusti diversi (in questo caso gay e metallari), che devono condividere per una notte uno spazio comune (allarghiamo il senso: estendiamolo all’ intero pianeta Terra, pensiamo alla tolleranza in termini globali). Credo che solo ricercando l’amore dentro di sé, quello puro, quello casto, quello che ti porta a dire di amare una persona senza pensare assolutamente all’implicazione sessuale, (uomo o donna che sia) si possa parlare di un’ umanità in grado di tollerare, rispettare e accettare l’ altro nel suo essere così com’è.
Aspetto i commenti.
Cecilia

Intercettazioni telefoniche

Pubblicato: 13 giugno 2008 da massitutor in politica

telefonoDa un pò di giorni il mondo politico è in fermento per questa storia delle intercettazioni telefoniche nelle indagini giudiziarie. Sembra ci sia un accodo nella maggioranza di centro destra e anche l’opposizione tutto sommato ammicca. Ma soprattutto è una gran cosa davvero che in questo paese l’agenda politica abbia trovato il suo giusto ordine. Certo che ce n’era veramente bisogno: fra le stragi sul lavoro, l’impoverimento generale, l’aumento dei prezzi, il precariato dilagante, la malasanità, i rifiuti per le strade e lo sfacciato potere della mafia… la questione delle intercettazioni era veramente la prima cosa a cui pensare. Una magistratura già paralizzata e con le pezze al culo aveva certo bisogno di una limitazione delle proprie capacità investigative. Meno male che Silvio c’è.

L'altra parte del bordo

Pubblicato: 14 Maggio 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, politica, televisione

tvbook

Questo blog è nato anche per cercare di costruire un ponte di comunicazione fra la città e le persone che vivono una realtà di emarginazione. Un dialogo lungo la linea. La visione di questo video presentato al festival Naufragi ci da l’opportunità di ascoltare le voci di chi vive al di sopra della linea, (a partire da un "fragile" di professione come l’amico Freak Antoni) e di riprendere il dibattito che dai bisogni all’emarginazione passa dalla condivisione delle regole e dalla convivenza. Buona visione.

Dal sito di tvbook che lo ospita leggiamo che <<Il video "L’altra parte del bordo", presentato a cornice del seminario "Dimoranti e senza dimora. Frammenti di accoglienza o un progetto di coesione sociale?", si compone di una serie di interviste realizzate a Bologna volte a delineare la percezione della popolazione rispetto al problema dei senza fissa dimora…>> E su un giornale scopriamo La Storia. La “banda dei quattro” Francesca, Fabio, Barbara e Caterina e TVBook. La creatività dei trentenni porta i libri e l’ arte in tv via Internet.
Portano la cultura su Internet dove hanno realizzato un sito-tv che racconta di libri, spettacoli musicali e film. Sono quattro ragazzi, rigorosamente due uomini e due donne perché si sa che le quote sono d’obbligo, appena trentenni. Ovviamente non guadagnano quasi niente. Ovvero: ecco la conferma che Bologna, lungi dall’essere una città in declino, è semplicemente una città dove tanti cervelli creano novità che, semplicemente e drammaticamente, faticano però a trovare chi abbia il coraggio di investire su di loro. Tradotto: se sei giovane e vuoi sfondare devi arrotolarti le maniche e soffrire. Olio di gomito e suole di scarpe consumate è l’ unica ricetta. Questa è la storia di Francesca, Fabio, Barbara e Caterina che da oggi terranno a battesimo TVBook, l’unica tv italiana via Internet completamente dedicata alla cultura. Collegandosi all’indirizzo Internet
www.tvbook.tv è possibile assistere alla presentazione telematica di libri o alla visita, sempre virtuale, di apprezzati musei “non tradizionali” come quello realizzato dal noto scenografo Basile nelle Marche e dedicato alle scenografie dei film di Scorsese. <<TVBook dà voce e immagine a editori, librerie, autori, enti e organizzazioni culturali, ma anche a professionisti del mondo dell’arte, del cinema, teatro e della musica, a tutti coloro che vogliono portare la cultura al di fuori degli spazi che tradizionalmente le sono destinati a darle una veste più dinamica e moderna, più originale e innovativa>>, spiega Francesca Casadei, la “portavoce” del gruppo che racconta come dopo qualche anno di gestazione e di incontri importanti (tra gli altri Marco Travaglio, Matteo Bortolotti, Giancarlo Basili) i giovani abbiano deciso di lasciare questo progetto. <<Per ora è come se lavorassimo gratis: i committenti ci pagano il rimborso spese per gli spostamenti che dobbiamo fare. In futuro – spiega Casadei – speriamo di avere rapporti sempre più forti che con gli enti locali perché ci sono tante iniziative da realizzare e da pubblicizzare>>. Il motto della “banda dei quattro” di TVBook è molto semplice: cultura e turismo non sono solo ombrelloni aperti e presentazioni di libri sulla spiaggia. <<Sì, pensiamo che si possa fare molto meglio e il nostro impegno c’è: ci siamo istituiti come Associazione Culturale e abbiamo incominciato a muoverci nelle librerie, presso gli autori e i personaggi della cultura italiana, realizzando servizi che mettiamo in onda con l’intento di diffondere quanto più possibile ciò che c’è, ma che non sempre è visibile, nell’ambiente artistico – letterario del nostro paese>>, incalza Casadei. Un primo passo, in attesa di veder riconosciuti dal mercato e dagli enti pubblici i propri lavori.

nella 25MA ora...E’ l’ora dei passaggi, degli svuotamenti e dei riempimenti, è il tempo che fa da cuscinetto fra le varie fasi della giornata. La venticinquesima ora non la si vive: la si attraversa. Solo se vivi la strada, come Andersen, puoi raccontare la venticinquesima ora. Massitutor

Come ben sapete io vivo in strada e ho fatto un po’ caso a quello che  per me è Bologna di notte. Ma vorrei partire, da come la città, ad una certa ora, si svuota per riempirsi nuovamente, ad un’ora che è sempre la stessa, diciamo che non in tutti i luoghi della città è lo stesso: per cui devo fare un tragitto che prende i due volti della città. Partiamo dall’ora di quando lascio il laboratorio di informatica che frequento diciamo assiduamente,  (ringrazio di cuore gli operatori del centro diurno  che consentono di farlo) saranno le 17,30 circa e a quell’ora di gente per strada c’è ne ancora tanta ma nemmeno due ore dopo, diciamo che diventa meno affollata, anche perché cominciano a chiudere molti negozi di via indipendenza come i tabaccai , alcuni bar e quasi tutti se non tutti i negozi di abbigliamento, e poi diciamola tutta: hanno il sacrosanto diritto (almeno loro) di tornare a casa, dopo una giornata di lavoro, e in giro la gente ha fretta di tornare a casa dopo essere scese dal treno vedi le persone incolonnarsi come un torpedone di formiche, che ad ogni angolo della via si ramifica nei vari vicoli, sia di via Indipendenza che di via Marconi. Vanno a casa. Ma molti altri si fermano nei vari bar di via Ugo Bassi per l’aperitivo e facendo un piccolo antipasto, che per me sarebbe una cena completa, dato che a volte non mangio anche per due giorni di seguito, ma lasciamo perdere, siamo invisibili alla società frenetica di oggi. Siamo all’ incirca alle 20.00 e si vedono i camerieri riassettare chi all’interno, chi all’esterno nei gazebo o come diavolo si chiamano. Intanto data l’ora mi avvio nei vicoli ed esco alla Coop, che una volta aveva anche accesso da via del Porto. Districandomi nei vari vicoli che non sto qui ad elencare (anche perché non me li ricordo) mi avvio verso piazza Verdi. Qui è tutt’altra cosa: gente ovunque, ragazzi sia dell’Università che ragazzi che vivono in strada, in simbiosi tra loro; diciamo pure che la maggior parte di loro hanno chi una birra, chi una canna, o chi la sta facendo; non conosco tanti di loro, ma alcuni sì, e se mi fermo ci escono pure due tiri per me. Io mi fermo, anche perché non batto spesso quella zona cosi mi aggrego a loro prendo una birra dal Pakistano,  se ho i soldi, ma anche se non li ho offrono loro o viceversa tra noi poveri disperati ci si aiuta perché sappiamo cosa vuol dire vivere in strada. Rimango lì  fino alle,  diciamo 21,30 ma non sempre alcune e rare sere, per cui siamo in via di tornare a "Casa" in stazione,  ma decido di non andarci mai subito come al solito e tornando per i vicoli ci sono ragazzi ovunque, c’è chi va e chi viene, uscito su Via Indipendenza salgo su verso Piazza Maggiore, alcuni e rari bar sono aperti, hanno i tavoli fuori con gente seduta, e con davanti qualcosa da bere, così scopri che tanti non sono italiani, sono turisti di varie nazioni che ho anche incontrato percorrendo la via del ritorno. Si ripopola la città: persone con macchine fotografiche o cellulari con fotocamera che flesciano ovunque, ristoranti pieni con davanti ogni ben di Dio e se riesco scrocco qualche sigaretta da fumare prima di andare a dormire, vivere la notte mi ha sempre affascinato, ma ora non è più per me, come si dice dalle mie parti "senza soldi non si cantano messe" per cui la stanchezza si fa sentire, mi avvio lentamente verso "Casa" e intanto trovi gente in entrambi i sensi di marcia. Trovo un cartone da mettere sotto al mio "letto" sacco a pelo. Questo è il terzo solo da quest’anno e non ditemi di non sapere il perché. Scendo le scale, e vado al mio solito posto, perchè ognuno di noi occupa sempre lo stesso, ma non dormi mai tranquillo e un dormiveglia, al minimo passaggio ti svegli per non trovarti la mattina seguente senza lo zaino o senza le scarpe. Stanco morto vi lascio con una buonanotte, (almeno per voi) io domani devo alzarmi presto: alle 5,30 prima che la città riprenda a pulsare.

Liberazioni

Pubblicato: 25 aprile 2008 da massitutor in libertà, politica

giornali-LOCALIA quanto pare le elezioni recenti non hanno ancora cancellato il 25 aprile: la festa della Liberazione del nostro paese sembra insomma aver superato la soglia di sbarramento e, dentro o fuori dal Parlamento (soprattutto fuori) tira avanti, magari in modi e forme diverse. Era da un po’ che non passavo dal sito dell’amico Jacopo Fo. Oltre alla bella nostalgia per Alcatraz ho trovato questo comunicato di Beppe Grillo che lancia il V2 Day iniziativa sulla libertà di informazione, che magari sarà già nota ai più, ma che mi sento di appoggiare anche su Asfalto. Comunque la si pensi su Vaffanculo Day, Grillo e grillini dobbiamo essere consapevoli che questo piccolo spazio conquistato con un click può essere sempre a rischio e non dobbiamo mai sentirci sicuri, chiusi nelle nostre piccole o grandi riserve indiane.
Ecco il comunicato di Grillo e l’elenco delle piazze dove si raccogleranno le firme contro la congiura dei media. 

L’Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine. Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme elencati di seguito.
Per chi vuole un’informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:

1- abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su:
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

In zona…
Bologna, Via delle Belle Arti, 18 – dalle 10 alle 18
Bologna, Piazza Giuseppe Verdi – dalle 10 alle 23

Pubblicità

Pubblicato: 24 aprile 2008 da massitutor in civiltà, politica
La pubblicità è l’anima del commercio soprattutto…. prima di investirne i profitti

SUBITO VIA L'I.C.I. !!

Pubblicato: 16 aprile 2008 da massitutor in pensieri in libertà, politica

Via l

Incazzati neri

Pubblicato: 11 aprile 2008 da massitutor in civiltà, pensieri in libertà, politica

la rabbia nel mondo...La ruota dei sentimenti si ferma sulla Rabbia. Passiamo gran parte del tempo ad addomesticarlo questo sentimento, che pure è umano come tutti gli altri: ce lo impone la convivenza con gli altri, la civiltà, ma per non scoppiare alcune volte è meglio manifestarla e farla sfogare su un foglio o su un blog può fare anche bene.
E poi: uno ci mette tutta la buona volontà, ma quando in un periodo stretto ci passano sulla pelle la chiusura del dormitorio dell’emergenza freddo (una cinquantina di posti letto scomparsi); la chiusura del Drop In; le multe e il passato che ci inseguono a vita; le elezioni politiche: teatrino di burattini e burattinai al quale quasi nessuno di noi potrà partecipare col proprio voto e via così… insomma ogni tanto scappa la pazienza e qui buttiamo una rassegna delle migliori incazzature che siamo riusciti a raccogliere. Aspettiamo le vostre. A cosa servirà tutta questa rabbia? Questa conflittualità che deteriora ogni basilare rapporto umano? Non lo sappiamo. Intanto Buon fine settimana… GRRRRR!

Essere italiano e avere meno diritti di un cane
SENZA OFFESA PER IL CANE

Per chi come me che malgrado tutto alla società ha pagato tutto sia di tasse che di galera e finire in mezzo alla strada e volere ricominciare da capo, ma a suo malgrado avendo un documento con su scritto "Senza tetto" non vali un c….? E se cerchi un lavoro o qualsiasi fonte di sostegno è un casino e ce pure la polizia o i carabinieri che appena ti fermano se hai precedenti ti fanno l’espulsione e non e un foglio di via e che se non te ne vai dalla città ti sbattono in galera per 6 mesi. Ora se a un povero cristo essendo pure italiano dove va gli chiedono il domicilio e se lo fermano lo sbattono fuori per forza, si rimette a delinquere perché tutti mangiano; e poi si dicono tante parole per recuperare le persone che per loro sfortuna non hanno avuto la vita facile, ma è meglio liberarsene o con l’espulsione o ancora meglio sbatterli in galera. E ora che siamo un’altra volta sotto elezioni questi politici ci fanno come sempre un monte di promesse che poi vanno a finire nel vuoto, e sono solo cazzate che molti italiani come sempre se le bevono. Ma come si ripete da anni se ne va la sinistra e torna la destra con il nostro Berlusconi che si riprende quello che gli interessa di più: il potere. Ma se a votare andassero solo loro quei bei politici che si fanno fotografare con la loro bella scheda e moglie accanto da prassi, ora parlare di politica è sempre difficile almeno per me. Ma vedere certe persone che quando vanno su al potere, dopo tutte le promesse (per farsi votare), le prime leggi che fanno alla Camera sono per i propri interessi e di te se ne son dimenticati!!! Ah no: quando c’è da pagare le tasse o il canone Rai (e li ce ne sarebbe da parlare ma e una altra storia) allora sì che si fanno vivi. Oggi come 30 anni fa è cambiato poco in fatto di politica, ma per il popolo è sempre la stesa cosa: arrivare in fondo al mese. I nostri politici le pensano di tutte per farci stare meglio e nel 2000 si sono inventati l’EURO (che è un furto garantito) per tutti, ma per chi è in mezzo alla strada, anche se italiano significa avere meno diritti di un cane!!!
amatar

Dove ci porta Tutta questa rabbia?

La rabbia bisogna viverla per capirla, in questo mondo di merda ti ritrovi solo senza sapere cosa vuoi dalla vita, ragazzi come noi che viviamo la strada non è facile andare avanti, specialmente quando qualcuno di noi vuole uscirsene. Io sto provando con la mia pelle cosa vuol dire inserirsi in una vita tranquilla, non è facile perché la gente che ti segue penso che non abbia fiducia in noi.
si pensa che siamo sempre quelli di sempre, invece non è così; la voglia di cambiare c’è perché siamo stanchi di andare avanti di questo passo e di questa vita.
micheleugo

La "Rabbia" è in ognuno di noi, ma c’è molta differenza tra persone che la espongono in modo diverso perchè è un sentimento soggettivo. Ad es: un lavoratore dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro non vede l’ora di tornare a casa, mettersi comodo e non essere rotto i maroni con le solite lamentele familiari quotidiane, le quali a volte la stessa rabbia si può trasformare in ira e allora il fatto diventa molto più preoccupante. Ci sono Manager che sono arrabbiati per un affare andato male, ma almeno loro hanno la speranza che il prossimo vada a buon fine. Poi c’è la rabbia interiore che abbiamo noi sfigati cioè gente che vive in strada ma spesso non la diamo a vedere per non dare segni di debolezza ne a noi ne a chi ci sta vicino. Potrei fare una marea di esempi come essere arrabbiati per non essere accettati per come si è ma lo vieni solo se sei come loro vogliono, parlo dei servizi, assistenti sociali, dormitori, la rabbia di vedere persone incompetenti a svolgere mansioni che non sono affatto di loro competenza, andare in posta e dopo aver atteso per ore una fila di gente e arribato il tuo turno ti mandano affanculo dicendoti che non è di loro competenza. Questi sono solo alcuni banali esempi di vita quotidiana diciamo di "Gente Normale" che poi vorrei ancora capire ed essere spiegato cosa si intende per tale aggettivo. Preferisco vivere nella mia "anormalità" ma dando senso e soddisfazioni a me stesso e alle persone che mi sono vicine per la verità poche, ma come si suol dire meglio poche ma buone, o meglio solo che male accompagnato. Oggi la rabbia ha preso il sopravvento perchè la società è caotica e se non ti adegui vieni tagliato fuori ed io non voglio essere arrabbiato per cui me ne resto fuori dalla mischia e dal caos che ormai non ti fa più neanche ne riposare e se vogliomo dormire perche dall’oggi già si pensa al domani.
andersen