Preghiera del Ritorno

Pubblicato: 7 Maggio 2008 da massitutor in Uncategorized

preghiera-per-la-birmania

Myanmar, Birmania: si parla di 50.000 morti momento difficile, vengono accettati gli aiuti internazionali, scatta la macchina della solidarietà, vince il cuore…….

E poi alla fine saremo noi
gli artisti dell’amore
a costruire un mondo migliore
un mondo più bello
dove regni quel che regni,
ma vada avanti nel giusto.

Perchè è giusto quello che è giusto
per ricostruire una cosa che c’era già
che c’era già….il mondo di dio

e ora in via del tempo la maturità
anche se capiamo… che tutto c’era già
solo che ci sono voluti 2000 anni
per capire la realtà
del quasi arrivo momento

e adesso torneranno a fiorire
piccoli fiori bianchi, l’uomo che capisce
il prato verde, dove tutto fiorisce
e rinasce più bello
perché è giusto quel che è giusto

sarà un mondo migliore
sarà un mondo d’amore
magari più bello,
sul tema del ritorno
e ora in via del tempo
la maturità eccola qua.

Fuggire… sì, ma dove?

Pubblicato: 6 Maggio 2008 da massitutor in droga

Il problema dell’uso e dell’abuso delle sostanze qual’è? Quando hanno effetto o quando questo finisce?

Il post qua sotto sulla dipartita di un padre di paradisi sintetici, famosi negli anni sessanta, mi ha fatto riflettere molto sul tema certamente più immediato della dipendenza, ma successivamente anche rispetto alla cronicità e alla compulsività insite nell’essere umano. Sono andato un po’ in giro in cerca di spunti e, passando da Bandieragialla, mi sono trovato a guardare questo video che vi propongo: che può essere utile per dare una visione d’insieme del fenomeno.


Mi sono letto e rigirato questi passaggi: <<offrì ai figli e alle figlie della prospera, noiosa America del benessere la chiave per tune out per dissintonizzarsi dalla realtà. Non come farmaco per il trattamento di malattie psichiatriche, (…), ma come via di fuga dal mondo degli adulti. La seduzione del "trip", del viaggio in un altro universo della percezione, resta forte; l’acido sembrava dunque permettere a chiunque di giocare a Dio, di esplorare galassie e dimensioni proibite a noi umani. Non essendo fisiologicamente "addicetive" come eroina e cocaina che creano il bisogno irresistibile di nuove e più forte dosi, l’Lsd crea una dipendenza psicologica, la voglia di ripercorrere quegli itinerari, di rivivere quelle allucinazioni che sciamani, visionari, profeti ben conoscevano.>>

Nei commenti Simpit porta, come sempre, delle testimonianze vere e parla per cognizione di causa: <<Come in tutte le droghe tutto dipende da un sacco di fattori, non siamo tutti uguali, ma i rischi sono molto alti, tutto per scoprire mondi che non esistono, amori che non esistono, sensazioni temporanee che non esitono, piaceri che non esitono. O almeno sono esistiti in un lasso di tempo troppo limitato, e ti rimane la sensazione un pò come se sei andato a puttane. Quando tutto finisce si sperimenta sempre la sensazione opposta e questo era il prezzo aggiuntivo che si doveva pagare>>.

Ok dunque c’è chi fa il naturista ed è per le droghe naturali, chi con l’Lsd va fuori di testa, chi si scollega solo un attimo con una pasticca, chi si sballa con la colla, le canne, c’è chi tollera l’eroina solo fumata, chi ha il feticismo dell’ago. C’è chi gli prende male questo, chi va in paranoia con quell’altro; molti oggi cercano di ottenere il massimo risultato con la minor spesa riempiendosi di psicofarmaci da bovino. Interrompo l’elenco che potrebbe proseguire per metri. Il fine è sempre quello: scollegare la mente, mettere la folle, prendersi una pausa dalla realtà, spegnersi. Fuggire dunque…ok sì ma dove? Il problema dove sta? Nella realtà che è difficile o nei paradisi artificiali che sono facili? E’ vero come dicevano i vecchi frikkettoni che con le droghe si cerca di aprire le porte della percezione? Oppure é vero che si cerca di dimenticare più che imparare?

Insomma: risolvere il dilemma del perché l’essere umano si accosta alle sostanze e cerca vari tipi di sballo o dipendenza é forse troppo difficile anche per Asfalto, tuttavia qualche risposta ad alcune di queste domande possiamo provare a darla. Tutto questo sbattimento sarà pur servito a qualcosa!

Addio a papà dell'…LSD

Pubblicato: 2 Maggio 2008 da massitutor in droga

Fece impazzire l’America addio a dottor Albert Hofmann, papà dell’LSD.
LSD chemist dies, aged 102 (the BBC)

Chimico, svizzero, è morto a 102 anni: “inventò” per caso la droga della beat generation, cantata dai Beatles, osannata da scrittori e poeti, a lanciarla sul mercato ci pensò la Cia.
hofman Era l’Europa di Monaco 38, il tempo degli stivali nazisti in marcia sull’Austria e la Cecoslovacchia, verso la notte del suicidio europeo. Mentre Mussolini, Chamberlain e Daladier correvano alla corte di Hitler in Baviera, proprio in quelle stesse Alpi, ma oltre la frontiera svizzera, un chimico della Sandoz farmaceutici raschiava dalle spighe di segale un parassita chiamato “ergot” che avrebbe fatto ciò che neppure il Fuherer e il Duce avrebbero osato sognare. Avrebbe fatto impazzire l’America.
Doppo pochi anni, con il nome di Lsd, acido lisergico dietilamide, la molecola ricavata da quell’inocente parassita dei cereali avrebbe invaso gli Stati Uniti e allucinato una generazione di americani. Se Hitler avesse potuto immaginare quale arma di allucinazione di massa era stata scoperta casualmente dal dottor Albert Hofmann, morto in questi giorni a 102 anni di età nella sua Svizzera, forse le avrebbe dedicato più attenzione e progetti che alle V2 di Von Braun. Il “mio maledetto figlio illegittimo” come il dottor Hofmann più tardi l’avrebbe chiamato l’acido derivato dall’ergot della segale cornuta, cominciò infatti la propria marcia trionfale nel mondo e trovò l’apoteosi proprio negli Stati Uniti, dove offrì ai figli e alle figlie della prospera, noiosa America del benessere la chiave per “tune out” per dissintonizzarsi dalla realtà. Non come farmaco per il trattamento di malattie psichiatriche, secondo le intenzioni dei chimici della Sandoz (oggi Novartis), ma come via di fuga dal mondo degli adulti. E come possibile arma anticomunista. Se l’LSD l’acido, il cartone, Elvis, lo Zen, la finestra o "Lucy in the Sky with Diamonds" come lo cantarono i Beatles, sbarcò e fece sballare una generazione di giovani e di intellettuali americani, fu per opera della Cia.
Negli anni della guerra segreta e furiosa contro l’Unione Sovietica, quando il governo americano tentava ogni strade e ogni esperimento per ottenere un vantaggio sull’avversario, questa sostanza potentissima ed economica parve un’arma preziosa in più nell’arsenale della democrazia.lsd_hofmann Con dieci chilogrammi di Lsd, ricavati da mezzo quintali di sali di ergotamina estratta dal parassita dei cereali, si producono fino 200 milioni di dosi, dunque abbastanza per allucinare una grande nazionale. Bastano 50 o 100 microgrammi di "Lucy in the Sky with Diamonds" per sparare chi lo consuma in un’altra dimensione. A Langley, la sede della Cia, gli agenti avevano letto avidamente gli studi condotti da legittimi psichiatri americani che avevano importato e studiato per primi "l’acido" in America e ne magnificavano effetti e possibilità cliniche. Cavie ignare, spesso  soldati ai quali erano state somministrate segretamente dosi, volarono fuori dalle finestre, morendo.
Fu dunque la Cia il ponte che nel 1951 collegò il laboratorio del dottor Hofman alle strade di San Francisco, l’Europa della guerra all’America degli hippies rintronati. Immaginare una distanza più siderale, fra l’austero, molto svizzero ricercatore e gli scarmigliati “figli dei fiori”che nel estate del amore di Haight-Ashbury succhiavano gli zuccherini inzuppati nel suo acido (in realtà amarognolo) per evadere dal mondo convenzionale degli adulti, è impossibile. E di questo uso bastardo di una molecola che lui sperimentò accidentalmente su se stesso, leccandosi un dito della mano con la quale stava lavorando Hofman non si dette mai pace. Dovette arrivare a 100 anni per avere almeno la consolazione di vedere il suo acido lisergico dietilamide 25 riammesso tra le sostanze legittimamente usate, sotto controllo medico, in psichiatria e psicoterapia.
Ma se ancora oggi, quando altre sostanze stupefacenti e psicotrope hanno scalzato “i sogni all’acido” dei beatnik, degli hippies, di Timothy Leary, di Allen Ginsnerg, della libreria di Ferlinghetti accanto al Golden Gate e di Charlie “Satana” Manson, 20 milioni di americani ammettono di averne fatto uso e 742 mila adolescenti al di sotto dei 17 anni ancora lo fanno, la seduzione del “trip”, del viaggio in un altro universo della percezione, resta forte.
“Il cervello è Dio, Dio è il cervello” spiegavano gli evangelisti dell’Lsd ai ragazzi che allagavano i parchi di San Francisco e le vie di Haight-Ashbury (oggi dignitosamente imborghesite) e l’acido sembrava dunque permettere a chiunque di giocare a Dio, di esplorare galassie e dimensioni proibite a noi umani. Non essendo fisiologicamente “addicetive” come eroina e cocaina che creano il bisogno irresistibile di nuove e più forte dosi, l’Lsd crea una dipendenza psicologica, la voglia di ripercorrere quegli itinerari, di rivivere quelle allucinazioni che sciamani, visionari, profeti ben conoscevano. Esendo l’ergot della segale, come i funghi allucinogeni, di antichissimo consumo nella cerimonie religiose di invasati, fino ai “Misteri Eleusini”.
Fu anche la strage di BelAir, il massacro innominabile compiuto dalle donne di “Satana” Manson strafatte di Lsd nella casa di Roman Polansky sulla moglie incinta Sharon Stone, a spezzare l’incantesimo una   sostanza che pareva mistica e alla fine si rivelò soltanto una strada verso la schizofrenia e la paranoia. Ancora perfettamente legale, e venuto ovunque fino al 1966, quando il governo americano la etichettò come “sostanze controllate”, la “Lucy in the Sky” che aveva prodotto la celebre copertina dell’album dei Beatles Sergent Pepper’s, divenne il risveglio da un “brutto viaggio”, da un bad trip, dopo l’orrore di Bel Air.
Consumata l’ultima orgia di viaggi oltre la coscienza e la conoscenza fra San Francisco e le marcite fradice di Woodstock, la molecola passò di moda, insieme con il falò dell’amore libero, delle comuni del cibo e del sesso, degli inviti a chiamarsi fuori dalla società perbenista dei “vecchi”, cioè di tutti coloro che avessero oltrepassato i 30 anni di età. Non a caso, l’ascesa e il tramonto dell’acido lisergico coincise con la marea montante e poi calante della guerra in Vietnam e della leva negli anni ’60, la più atroce della realtà dalle quali la zolletta con le gocce di acido offriva l’illusione di una uscita.
“Non riuscivo a credere ai miei occhi dirà dieci anni più tardi il dotto Hofmann nel suo lindo e realismo chalet fra le alpi svizzere nel cuore di un’Europa pacificata e ben diversa da quella della sua gioventù “quando vedevo quella molecola che io avevo scoperto per caso, dopo aver sintetizzato ventiquattro variazioni diverse dell’ergotina , usata come droga da milioni di giovani americani. Mi sembrava “disse, perché anche i chimici svizzeri possono avere il senso dell’umorismo di essere prigioniero di un “bad trip”, di una brutta allucinazione da Lsd”.

la Repubblica.it

Cerchiamo insieme DALMA

Pubblicato: 1 Maggio 2008 da massitutor in amicizia

DarmaLa mattina del 29 Aprile è scomparsa in via del gomito 22/2 presso il Rifugio notturno della solidarietà una cagnolina chiamato Dalma meticcia di colore bianco è sorda, a 15 anni, sul fianco sinistro presenta un gonfiore dovuta a una ciste di grasso, pesa circa 19 kg e era in ottima salute, speriamo lo sia ancora, il numero di identificazione: 977200004228863 (da leggere sul chip) di proprietà di Stefano.

Chi l’avesse vista può telefonare al numero: 051324285, nei seguenti orari: dalle 19:00 alle 9:00 di mattina, oppure a qualsiasi orario direttamente a Stefano al numero di cellulare: 3311097840.

 grazie Stefano G.


E’ la prima volta che utilizziamo questo strumento per cercare un cane, speriamo che funziona e che il passaparola riesca a riportare all’affetto del suo padrone la cagnolina. Si può osservare bene anche in questo video:

nella 25MA ora...E’ l’ora dei passaggi, degli svuotamenti e dei riempimenti, è il tempo che fa da cuscinetto fra le varie fasi della giornata. La venticinquesima ora non la si vive: la si attraversa. Solo se vivi la strada, come Andersen, puoi raccontare la venticinquesima ora. Massitutor

Come ben sapete io vivo in strada e ho fatto un po’ caso a quello che  per me è Bologna di notte. Ma vorrei partire, da come la città, ad una certa ora, si svuota per riempirsi nuovamente, ad un’ora che è sempre la stessa, diciamo che non in tutti i luoghi della città è lo stesso: per cui devo fare un tragitto che prende i due volti della città. Partiamo dall’ora di quando lascio il laboratorio di informatica che frequento diciamo assiduamente,  (ringrazio di cuore gli operatori del centro diurno  che consentono di farlo) saranno le 17,30 circa e a quell’ora di gente per strada c’è ne ancora tanta ma nemmeno due ore dopo, diciamo che diventa meno affollata, anche perché cominciano a chiudere molti negozi di via indipendenza come i tabaccai , alcuni bar e quasi tutti se non tutti i negozi di abbigliamento, e poi diciamola tutta: hanno il sacrosanto diritto (almeno loro) di tornare a casa, dopo una giornata di lavoro, e in giro la gente ha fretta di tornare a casa dopo essere scese dal treno vedi le persone incolonnarsi come un torpedone di formiche, che ad ogni angolo della via si ramifica nei vari vicoli, sia di via Indipendenza che di via Marconi. Vanno a casa. Ma molti altri si fermano nei vari bar di via Ugo Bassi per l’aperitivo e facendo un piccolo antipasto, che per me sarebbe una cena completa, dato che a volte non mangio anche per due giorni di seguito, ma lasciamo perdere, siamo invisibili alla società frenetica di oggi. Siamo all’ incirca alle 20.00 e si vedono i camerieri riassettare chi all’interno, chi all’esterno nei gazebo o come diavolo si chiamano. Intanto data l’ora mi avvio nei vicoli ed esco alla Coop, che una volta aveva anche accesso da via del Porto. Districandomi nei vari vicoli che non sto qui ad elencare (anche perché non me li ricordo) mi avvio verso piazza Verdi. Qui è tutt’altra cosa: gente ovunque, ragazzi sia dell’Università che ragazzi che vivono in strada, in simbiosi tra loro; diciamo pure che la maggior parte di loro hanno chi una birra, chi una canna, o chi la sta facendo; non conosco tanti di loro, ma alcuni sì, e se mi fermo ci escono pure due tiri per me. Io mi fermo, anche perché non batto spesso quella zona cosi mi aggrego a loro prendo una birra dal Pakistano,  se ho i soldi, ma anche se non li ho offrono loro o viceversa tra noi poveri disperati ci si aiuta perché sappiamo cosa vuol dire vivere in strada. Rimango lì  fino alle,  diciamo 21,30 ma non sempre alcune e rare sere, per cui siamo in via di tornare a "Casa" in stazione,  ma decido di non andarci mai subito come al solito e tornando per i vicoli ci sono ragazzi ovunque, c’è chi va e chi viene, uscito su Via Indipendenza salgo su verso Piazza Maggiore, alcuni e rari bar sono aperti, hanno i tavoli fuori con gente seduta, e con davanti qualcosa da bere, così scopri che tanti non sono italiani, sono turisti di varie nazioni che ho anche incontrato percorrendo la via del ritorno. Si ripopola la città: persone con macchine fotografiche o cellulari con fotocamera che flesciano ovunque, ristoranti pieni con davanti ogni ben di Dio e se riesco scrocco qualche sigaretta da fumare prima di andare a dormire, vivere la notte mi ha sempre affascinato, ma ora non è più per me, come si dice dalle mie parti "senza soldi non si cantano messe" per cui la stanchezza si fa sentire, mi avvio lentamente verso "Casa" e intanto trovi gente in entrambi i sensi di marcia. Trovo un cartone da mettere sotto al mio "letto" sacco a pelo. Questo è il terzo solo da quest’anno e non ditemi di non sapere il perché. Scendo le scale, e vado al mio solito posto, perchè ognuno di noi occupa sempre lo stesso, ma non dormi mai tranquillo e un dormiveglia, al minimo passaggio ti svegli per non trovarti la mattina seguente senza lo zaino o senza le scarpe. Stanco morto vi lascio con una buonanotte, (almeno per voi) io domani devo alzarmi presto: alle 5,30 prima che la città riprenda a pulsare.

Ajeje Brasorv…uno di noi

Pubblicato: 30 aprile 2008 da massitutor in stra-cult

Avvocati da marciapiede

Pubblicato: 29 aprile 2008 da massitutor in civiltà, televisione

Li chiamano così gli Avvocati di strada in questo servizio andato in onda la settimana scorsa su La7, all’interno del programma Omnibus. Lo riportiamo per chi non l’avesse visto; perchè è sempre interessante osservare l’occhio un po’ naif che i media hanno verso la gente di strada. Ci siamo anche noi di Asfalto. Inoltre è un altro modo per ricordare Lupo che, rimasto solo, è stato ucciso dalla banalità del male di un branco di giovani belve.

MILANO era un sogno italiano

Pubblicato: 26 aprile 2008 da massitutor in pensieri in libertà, sogni, viaggio

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La società è come
il fumo di una sigaretta
come le ciminiere di Milano

il posto in fabbrica rassicurava la vita
e si poteva far crescre
qualcosa, il futuro italiano

gli amori diventavano più concreti
per tutti a Milano la vita era un sogno
che si realizzava

chi arrivava a stormi coi treni dal sud
con le valige di cartone,
rondini a primavera
che tornavan nelle grondaie
amiche di braccia possenti
dell’industria che chiamava.

la società è come
il fumo di una sigaretta
come le ciminiere di milano

il sogno italiano
si faceva bello
con il lavoro che c’era
si poteva vedere tutto
con più serenità

Berlusconi era ancora alla ricerca del suo fare
e del suo dire, prometteva già
non so se per vizio o per culo
già dall’ora vinceva sempre e non moriva mai
faceva piangere anche la madonnina

chi a comprato la casa
e chi a visto cresciere la vita
i tempi eran buoni e sopratutto veri

come curare giardini in fiore
dove ogni volta nasceva un amore
e che bell’amore, che bella vita

chissà se a distanza di anni sarà ancora così
quello che sto raccontando
la mia Milano, Milano di ieri

ma come era bella Milano, Milano di ieri
il lavoro, la famiglia
si sognava l’Alfetta
per poi sembrare signori
anche se signori non lo si era
era l’orgoglio della mia Milano di ieri

la società è come
il fumo di una sigaretta
come le ciminiere di Milano
e quel profumo di uova strapazzate
e che tempi
40 di e 40 not ,o me bela madunina

Liberazioni

Pubblicato: 25 aprile 2008 da massitutor in libertà, politica

giornali-LOCALIA quanto pare le elezioni recenti non hanno ancora cancellato il 25 aprile: la festa della Liberazione del nostro paese sembra insomma aver superato la soglia di sbarramento e, dentro o fuori dal Parlamento (soprattutto fuori) tira avanti, magari in modi e forme diverse. Era da un po’ che non passavo dal sito dell’amico Jacopo Fo. Oltre alla bella nostalgia per Alcatraz ho trovato questo comunicato di Beppe Grillo che lancia il V2 Day iniziativa sulla libertà di informazione, che magari sarà già nota ai più, ma che mi sento di appoggiare anche su Asfalto. Comunque la si pensi su Vaffanculo Day, Grillo e grillini dobbiamo essere consapevoli che questo piccolo spazio conquistato con un click può essere sempre a rischio e non dobbiamo mai sentirci sicuri, chiusi nelle nostre piccole o grandi riserve indiane.
Ecco il comunicato di Grillo e l’elenco delle piazze dove si raccogleranno le firme contro la congiura dei media. 

L’Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine. Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme elencati di seguito.
Per chi vuole un’informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:

1- abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su:
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

In zona…
Bologna, Via delle Belle Arti, 18 – dalle 10 alle 18
Bologna, Piazza Giuseppe Verdi – dalle 10 alle 23

Week-end a scrocco

Pubblicato: 24 aprile 2008 da massitutor in week end a scrocco
zuppa
Ritorna, a grande sorpresa, la più attesa delle rubriche di Asfalto: weekendascrocco! Guida squattrinata per squattrinati incalliti, che nei lunghi e vuoti week end metropolitani hanno voglia di passare il tempo decentemente spendendo il meno possibile. Gratis è meglio. Il primo appuntamento è uno sbaffo assicurato: il Terzo Gran Festival Internazionale della Zuppa. Siamo un po’ arrugginiti e cercheremo di aggiornaree migliorare la rubrica per questo fine settimana e per il prossimo ponte del primo maggio. Intanto…

La settimana della Zuppa.

Giovedì 24 aprile 2008 ore 20.30

La nuit de la soupe ovvero la Soppa bura della Cà Bura.

(Parco dei Giardini in via Arcoveggio)
Con danza urbana e performance “Il cantiere dell’arte”.

5 Aprile 2008

Sessantatresima Festa della Liberazione via Stoppato Bologna-Corticella.

Programma del 25 Aprile 2008

Ore 15.00 accettazione zuppe in gara (zuppen-desk)
Ore 16.00 … la strada si anima!
Ore 17.00 inizio gran assaggio delle zuppe
Ore 18.30 spettacolo di circo con artisti da Lille, Barcellona e Bologna
Ore 19.30 premiazione e festa finale con i Fuori Orbita

Per la terza volta il Festival della Zuppa: più internazionale che mai! Arrivano con furore dalla Spagna e dalla Francia gli artisti circensi inzuppati. A Corticella, nella periferia di Bologna, si mescolano nuovamente ingredienti, odori e sapori delle zuppe del mondo. La prestigiosissima giuria del gran concorso della Zuppa più buona del mondo attribuirà anche quest’anno i mestoli d’oro, d’argento e di bronzo. Il vincitore farà assaggiare la sua zuppa ad uno dei Festival Europei della Zuppa!