Iene di strada – Andrej

Pubblicato: 6 gennaio 2008 da massitutor in tele asfalto, televisione

Continua il nostro gioco pseudo-televisivo che sappiamo sta riscontrando un certo successo fra i nostri lettori. Il ciclo di interviste stile "Iene" fa tappa verso il nostro ragazzo dell’est: Andrej. Testa pensante, testimone, nuovo volto di ciò che significa oggi la strada e, non per ultimo, grafico web e curatore di ciò che è graficamente bello in questo blog. A proposito: presto arriveranno grandi novità in tal senso: può darsi che la Befana ci lasci una calza con una bella novità per Asfalto… ‘che di carbone ne respiriamo già abbastanza tutto l’anno. Rimanete in contatto.

Emergenza freddo a Roma

Pubblicato: 3 gennaio 2008 da massitutor in inchieste

massimo macchiavelliMeno di un mese fa abbiamo sollevato il problema della cosiddetta "emergenza freddo", raccontando dei disguidi di un’apertura del Centro di accoglienza temporanea nel "capannoncino" di via del Lazzaretto. Ci eravamo ripromessi di iniziare da lì una vasta inchiesta su come viene gestita l’accoglienza nelle altre importanti città italiane ed eccoci qua. Iniziamo dalla capitale non solo perchè è la capitale, ma anche perchè purtroppo i fatti di cronaca di questi giorni ci obbligano a rivolgere il pensiero proprio verso Roma: due persone sono morte, appena iniziato il nuovo anno.
Sono state trovate ieri mattina. Un uomo (probabilmente un cittadino polacco) di 50 anni è stato trovato morto, avvolto in un sacco a pelo, nei pressi di Trastevere. L’altra vittima, trovata senza documenti, in un giaciglio di cartoni nei pressi di un supermercato e di una filiale di una banca, dove aveva cercato un riparo per la notte.
Eppure a Roma si fa tanto per il sociale e molte energie vengono spese anche in occasione del "Piano inverno" comunale per le persone senza dimora. Ce ne accorgiamo leggendo il materiale che l’Assessorato Politiche Sociali di Roma ci ha inviato (e per questo ringraziamo pubblicamente l’Ufficio Comunicazione e Stampa del Comune di Roma). Leggiamo con piacere che il concetto di "emergenza" è stato superato ed ogni anno è previsto un piano prestabilito, sia in termini temporali (15 dicembre fino a marzo) che di strutture. Roma, si sa, è una città molto grande, molto aperta: si presta a svariate soluzioni abitative (diciamo così!) di fortuna nelle varie zone produttive abbandonate, nei campi incolti, nella grande periferia: per cui i numeri relativi alla capitale possono fare veramente impressione se paragonati a quelli di una città come Bologna.
I posti previsti quest’anno per il "piano inverno" sono 4.346 (170 in più dell’anno scorso e 3.500 in più rispetto al 2001), ma il Piano è pensato come ad un insieme di interventi a più livelli e coordinati fra di loro dalla Sala Operativa Sociale (S.O.S.), vero fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale in ambito sociale: una struttura, nata 5 anni fa, dai mezzi che noi di Bologna possiamo pensare come avveniristici. Sinteticamente i vari servizi messi in campo sono: un’autoambulanza dedicata alle persone senza dimora, che opera in collaborazione col 118, attiva 3 volte alla settimana; l’Isola della solidarietà, presso Castel Sant’Angelo, è una struttura temporanea di accoglienza e transito – realizzata in tende con struttura di alluminio e copertura in Pvc, con ventilazione forzata ad aria calda – pensata per quelle persone con maggiore fragilità sociale, che sono più difficili da inserire in altre strutture di accoglienza tradizionali. Due "Bus della solidarietà" (ma potrebbero diventare 4) ogni notte, da 4 anni, accompagnano le persone nei vari centri d’accoglienza seguendo un lungo percorso, durante il quale i passeggeri saranno ristorati con una bevanda calda e l’ascolto di ben 4 operatori sociali della Sala Operativa Sociale del Comune. Rispetto all’erogazione di altri servizi il Comune di Roma, con l’aiuto di unità di strada e associazioni  distribuirà circa 15.000 coperte e capi d’abbigliamento; le 8 mense cittadine si stima che erogheranno 2.600 pasti al giorno oltre a quelli forniti abitualmente nei vari centri d’accoglienza.
Negli intenti dell’Amministrazione tutta questa rete di servizi dovrebbe andare anche oltre la semplice distribuzione di risorse, ma, anche attraverso il lavoro della Sala operativa, c’è l’ambizione di attivare comunque, anche dall’emergenza, percorsi di recupero e di uscita dal disagio.
Tuttavia, come dicevamo, i problemi rimangono; alcuni amici di Roma che lavorano nelle cooperative sociali e nelle associazioni ci dicono che insomma "non è tutto oro…", pur riconoscendo lo sforzo messo in campo dal Comune insomma sembra che le cose cominciano a girare meglio ora che ci sono stati i primi morti. Altri dicono che le stime sui senza tetto nella capitale sono sempre approssimate per difetto: le persone che necessitano di un posto letto, anche d’emergenza, sarebbero molte di più.

Purtroppo certe forme di emarginazione sociale sono molto estreme e radicate all’interno di esistenze deragliate oltre i confini di una dimensione di aiuto possibile: dunque non è nostra intenzione, ricordando questo fatto di cronaca, puntare il dito sull’Amministrazione della Capitale, ma semplicemente vogliamo testimoniare come esistano sempre delle zone d’ombra, delle contraddizioni all’interno del nostro mondo che rendono difficile ogni tipo di intervento e il presentarsi delle quali deve spingere chi opera in questo settore a fare sempre di più e sempre meglio perchè nelle strade di una capitale europea come Roma nessuno, nel 2008, possa più morire di freddo come un dinosauro nell’era della glaciazione.

Le donne le donne

Pubblicato: 2 gennaio 2008 da massitutor in Uncategorized

Le donne le donne

Le donne le donne
Lasciale piangere che poi arrivano
Di corsa
Mentre tu stai salendo sul treno
Scendi e gli corri incontro
Lei ha bisogno di te
Tutto il suo amore tutto il suo cuore
Mentre il treno saluta
Anche stavolta prosegue il suo viaggio
Il nostro invece è amore
Che sale dentro di noi, dal cuore
Ora asciugati il viso
Le tue sono lacrime di felicità e amore
Mentre qualcosa vola lassù nel cielo
Illuminando il vero
E tu che dormi cullata dalla luna
Come se fossero le mie braccia
Stelle che brillano
Dove l’amore
E un treno che se ne va
Senza aspettare
Mentre poi si rimane abracciati
Sulla panchina
Un treno perso, un amore ritrovato

-Montresori carlo-

Capodanno al 'Porto'

Pubblicato: 28 dicembre 2007 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, felicità, week end a scrocco

Pubblichiamo con entusiasmo questa bellissima lettera – invito del nostro grande amico Massimo Macchiavelli della Fraternal Compagnia.

Massimo M. dopo uno spettacolo al centro diurno

Anche quest’anno per l’ultimo giorno dell’anno sarò al Centro diurno di via del Porto a fare alcuni pezzi di commedia dell’arte. La cosa bella del Centro diurno, come dei dormitori, quando ci vado, è l’assoluta informalità: mi cambio, tra gente incazzata che vuole il caffè, ed entro, proprio come a teatro il silenzio si taglia con il coltello, tutti a guardare la tv. Ed ecco cosa mi rende già odioso; farla spegnere, a volte si raggiunge un compromesso e si toglie solo il volume. E tutti mi guardano come dire "chi cazzo è questo pagliaccio che viene a romperci le palle", ah momenti magici! Io nel mio costume che mi è costato tanto sacrificio e soldi mi sento già un diverso e gli sguardi semichiusi non mi confortano, ma tant’è: lo spettacolo continua. Inizio la mia peformance e, biecamente uso tutti i trucchi del mestiere per strappare un sorriso che arriva, ma è così isolato che rende il tutto macabro. Ma io non demordo, provo a coinvolgere, gli sguardi si fanno ancora più minacciosi, recedo. Sono esausto, sudo e finisco tra visi con espressione interrogativa. E qui il miracolo; gli appalausi scrosciano, una strana pietà si è impadronita di questi omacci e donne dall’espressione vissuta e applaudono, chiedono, mi danno pacche sulle spalle. Sono sicuro, per alcuni di loro domani sarà stato solo l’incubo di una giornata qualsiasi passata dormendo al Centro diurno.
Ma io la sera mentre lavoro superpagato per far ridere alcuni vecchietti tronfi di cenone mi consolo ripensando a quelle espressioni immobili, ma in grado di recepire l’essenza del mio lavoro, e continuo come è sempre stato a sentirmi uno di loro, uno che forse c’è riuscito ma che ha ancora bisogno di loro e di quel mondo dove tutto è istinto e dove il male non è nascosto dietro sorrisi natalizi di facciata ma si legge tutto in quei visi da film. Fino a qundo mi ricorderò che a un certo periodo sono sopravissuto grazie a loro o a quelli prima di loro avrò sempre la forza di andare avanti
travolgendo le avversità.
Un piccolo rimpianto: non c’è mai nessuno oltre a loro in questi giorni, lì? O voi del Blog: perchè non fate un salto alla grande recita di capodanno? Ci si trova lì, al Centro, il 31 alle ore 13,30.
Grazie
Massimo Macchiavelli

Iene di strada – Michele

Pubblicato: 27 dicembre 2007 da massitutor in televisione

La carrellata delle interviste stile iene del gruppo Asfalto prosegue con un nuovo arrivo e un grande ritorno: Michele. Attenzione al gran finale sulla scelta della canzone… 

A modo nostro… si festeggia!

Pubblicato: 27 dicembre 2007 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, felicità, gite

A modo nostro…come sempre… festeggiamo il Natale. Quest’anno con cinema nel pomeriggio e mega pizza al Centro diurno. Alla faccia di chi ci vuole male! E’ stato un anno importante, di cambiamenti, sorprese e begli incontri. Auguri a tutti! Dal gruppo Asfalto.

A modo nostro

Pubblicato: 24 dicembre 2007 da massitutor in pensieri in libertà

Il Natale mi sta sui coglioni perchè…
paranoie, paure, ricordi, fatiche… dite la vostra

homeless natale5

E’ vero è natale… non è che mi sta sui coglioni ma quest’anno ho troppe paranoie, più di quelle che mi aspettavo e senza dubbio non avere un eueo in tasca aiuta a stare peggio, beh andiamo avanti passerà anche questo.
Vedrò di non esserre solo perchè altrimenti mi massacro il cervello e spero solo
che passi in fretta.
Buon Natale a tutti e ai vostri cogl…
SAXO 16

Tutti diventono dei finti buoni, perchè si sentono in dovere di fare regali. Perchè fare regali solo a natale? fateli anche nei giorni normali! A me personalmente il natale mi piace, ma mi rende anche triste perchè è un bel po che non lo festeggio con i miei genitori, ma ormai ci sono abituato. Paranoie non me ne faccio, fatica tanta ecc. Buon natale a tutti voi con una gran rottura di coglioni.
E visto che non festeggio un natale da tanti anni con la mia ragazza spero di passarmene uno che riprenda tutti gli altri. Un caloroso abbraccio a tutti quelli che soffrono e ai bambini che non riceveranno nessun regalo da babbo natale.
DucaMimmo

Baaaastaaaaa! avete stufato con questi auguri, buone feste, ma cosa dite ?!! Queste feste sono solo un male. Perché è il periodo più balordo, assurdo, triste, malinconico e sperperoso che c’è. Perché? Il NATALE non è più come una volta: intanto si fanno le stesse cose di tutti i giorni, mangi, ti diverti e vai a dormire (la rutìn di sempre). Triste e malinconico è per la tanta gente che vive in strada fuori alla disperata. TANTO FREDDO E A VOLTE GELO. E poi ti cala la tristezza. Vecchi ricordi, amici che non ci sono più, abitudini perse e tante altre cose belle. Non vorrei essere troppo noioso ma io la penso così; sarà sbagliato però la va così. Ora vi saluto vado a riposare le mie vecchie ossa. Vi auguro tante tante, buone buone…….. FFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF…
Ilario

Festeggiamenti, ricorrenze ridiciole che la società in qualche modo sfrutta, strumentalizza si gonfiano il culo naturalmente per poi prenderci a noi… ma io da tutto ciò me ne sto fuori perchè  da queste 4 monete obsolete che mi lanciano, sì me ne sto fuori …marionette siete delle marionette conscie e shiave del sociale io vi guardo ballare da alte distanze prudenti, mi riguardo e me ne sto fuori….e come se me ne sto fuori!!
Sandro

Effettivamente anche se l’ho volutamente scordato, da quando mi è successo di essere arrestata proprio il giorno di Natale, ogni anno in Questo giorno sono sempre un po’ impaurita ed anche un po’ imparanoiata …. Sempre rimanendo in argomento di ricordi oimè: per molti anni lo trascorrevo con tutti i miei famigliari immersi da un’atmosfera di festa unita da semplicità e soprattutto sapendo tutti molto Bene ,o perlomeno credendolo, che cosa e Chi stessimo festeggiando. Concludendo: a me il Santo Natale non "mi sta sui coglioni", ma penso che forse molta gente ne abbia perso il Vero significato ed io non voglio perderlo. Magari mantenere vivi questi bei ricordi e fare anche un qualcosa di semplice ma significativo può aiutarmi a non perderlo.
Patrizia

Ormai il natale per me è un giorno qualunque: sono tanti anni che non lo  festeggio piu, ormai penso che sia un fine setimana qualunque. Ques’anno lo trascorerò a casa dopo 7 anni ma non mi importa niente, ci andrò solo per incontrare mia madre dopo 7 anni, del resto non mi importa niente… Ormai tutte le esperienze visute nel male e nel bene mi anno fatto capire tante cose: di rimbocarmi le maniche e andare avanti per la mia strada.
Ugo

Odio le ricorrenze perché ti obbligano ad un bilancio rispetto all’anno prima, rispetto a quello che pensavi. Attività che cerchi di rimuovere tutto l’anno. Per tirare avanti, senza impazzire. Ma in fondo qualcosa di buono c’è sempre, qualcosa di buono può sempre succedere: questa è l’unica fede possibile.
Massitutor

Fortuna, felicità, idealismo

Pubblicato: 23 dicembre 2007 da massitutor in felicità

Marko è un ragazzo albanese e frequenta il Drop in di via Sabatucci. Chiede asilo ad Asfalto per le sue emozioni e le sue parole. Siamo contenti di ospitarlo e speriamo magari di incontrarci presto.
sfuma
In questo mondo esistono persone fortunate e meno fortunate, ed io faccio parte di quelle meno, anche se mi impegno ad essere fortunato. La cerco.
Qualcuno si è mai domandato che cos’è la fortuna? Che cos’è la felicità e come posso ottenere tutto ciò?
Beh, il mio pensiero, o idealismo, è: la fortuna non è vincere al lotto, o la felicità non è essere ricchi. No non è tutto ciò…
La fortuna è innamorarsi Follemente, trovare l’anima gemella, questa è una fortuna; dall’amore si detrae la felicità, il lavoro guadagnando onestamente, avere dei figli, prendersi cura di loro, portarli a scuola, aiutarli a fare i compiti, sentirsi dire: papà ti voglio tanto bene, quando torni a casa e vedi la metà del tuo cuore che ti attende con le braccia aperte, dandoti baci e coccole, dicendo "ben tornato a casa cuore e anima, mi sei mancato tanto, non vedevo l’ora che tornassi a casa".
Poi che ti dice: "amore cosa vuoi che ti prepari per cena?"
Ecco questo per me è la Fortuna e la Felicità.
Aggiungo che è altrettanto bello avere un Amico di cui ti puoi fidare ciecamente.
Io queste due ricchezze le sto ancora cercando. Anzi una già l’ho trovata, cioè un amico che è come un fratello e non tradirebbe mai la mia amicizia, per nessun motivo.
Purtroppo mi è rimasta da trovare la metà del mio cuore, ed io non faccio altro che pregare il signore affinché possa indicarmi la via giusta per poterla trovare.
La mia vita e la mia anima le concederò alla donna che mi amerà con tutto il suo cuore e anima.
Io giuro davanti a Dio che sono disposto a dare la mia vita e la mia anima pur di trovarla ed avere tutto il suo amore.
Ovunque tu sia svelati e ti prometto amore eterno.

Marko Jovanovic

Fin qui tutto bene

Pubblicato: 22 dicembre 2007 da massitutor in lavoro

costiEcco com’è la faccia di uno che ce l’ha fatta. Sì qui in via del Porto, anche qui può succedere. Costi fa parte della cosiddetta temutissima tribù dei romeni che da qualche tempo terrorizza la nostra città… Fatto sta che fra curriculum, giri per agenzie, lavori in nero, cantieri, viaggi, stazione, dormitorio, Caritas, Centro diurno, progetti, speranze e poi contratti di un mese, di due, poi 10 giorni fermo… Insomma dopo tanto lavoro, pazienza e fatica è arrivato oggi… ha aperto la porta del laboratorio e, indossando la sua fiammante tuta da lavoro che lo fa sembrare un bellissimo babbo natale arancione e metropolitano, ha mostrato il suo cartellino e ci ha raccontato del suo contratto firmato proprio oggi. Un contratto di un anno. Un anno… Sembra una vita visto da qui. Una bella storia di Natale? No, semplicemente la realtà… almeno una volta ogni tanto, anche qui, in via del Porto.
Ps.

Avete presente quell’enorme cantiere che ha portato alla ristrutturazione di un importante palazzo in via Rizzoli? Dove ora c’è un nuovo negozio di arredamento. Beh lì c’è la mano e la testa di Costi. E quando si parla di Alta velocità? Della nuova Stazione di Bologna? Chi credete ci metta i calli? Come si diceva in Asterix: "Sono pazzi questi romEni".

La mia vita

Pubblicato: 19 dicembre 2007 da massitutor in libertà

stazione bologna

Giro vago giro vago
per il mondo
oggi ho dormito in fondo
alla piazza e ho conosciuto
le storie degli altri
Iisoliti problemi
di uomini strani
i miei portici oggi
son la strada e le stelle
di notte cerco
di condividere la mia amicizia
col vecchio pazzo che sa
di storie e cerca di dire
di dire la sua verità
la sua verità a difesa
di quel che sa
la sua notte e fatta
di parole di libertà
e in quanto riguarda agli altri che
condividono la notte
la fame il sonno
e le quasi botte
del domicilio fame
per la mancanza del pane
poi mi accorgo
di esserci anch’io
e sono in mezzo a loro
di mattina ci svegliano quelli
coi pennacchi e le armi
il freddo torna a farsi sentire
a questa realtà
non si puo’ mentire
giro vago giro vago
per il mondo senza una meta
oggi e’ natale
e vorrei vedere
una stella cometa
giro vago giro vago
per il mondo senza una meta.

– Montressori Carlo –