Archivio per febbraio, 2007

La ricomparsa

Pubblicato: 9 febbraio 2007 da massitutor in droga, laboratorio, lavoro

dario_ricomparsaPer chi non mi conoscesse sono Dario uno dei tanti che ha frequentato Asfalto, dopo tanto tempo di assenza faccio rientro con la mia storia vissuta fino ad oggi.

Nel frequentare il Laboratorio di via del Porto mi rendevo conto che cercavo qualcosa di più per riempire le giornate e allo stesso tempo il portafoglio, così mi decisi a cercare lavoro che, a dire il vero trovai in poco tempo, tutto inizio come una bella storia. Lavoro ok, amicizie pure, insomma avevo riacquistato un po’ di credibilità nei confronti di quelle persone che credevano in me e che forse credono ancora.
Non vi so vire che cosa è scattato in me so solo che mi sono trovato con mille euro da spendere e dove ho pensato di farlo (oltre alle piccole cose che puoi comperare per toglierti gli sfizi di un mese di lavoro)?  Nella droga. Tutto sommato ero errivato a pensare: più ore di lavoro più droga posso comprare il mese dopo, sono riuscito a reggere per quattro mesi fino a che il mio fisico ha ceduto cadendo in quella sorta di depressione da me stesso creata. Ho mollato il lavoro e mi ritrovo peggio di prima con la consapevolezza di dovermi riprendere fisicamente fino ad accettare una struttura comunitaria.
Non so forse ho voluto correre o forse così volevo che andasse a finire, ma solo ora so che è più dura risalire. Non auguro a nessuno di fare la mia fine e do il consiglio di fare le cose con calma perchè per uno che usa droga quando ricade fa più fatica a risalire di tanti altri. 

Week End a scrocco

Pubblicato: 9 febbraio 2007 da massitutor in week end a scrocco

scroccoBuon week end a tutti i nostri lettori. La nostra rubrica di “Asfalto” puntuali come sempre. Questa settimana vi segnaliamo un’ altra serie di appuntamenti,diversi ma da seguire.

Il primo appuntamento al Museo del Patrimonio industriale, in via della Beverara, 123 in collaborazione con il Comune di Bologna, c’è una mostra di moto bolognesi d’epoca per tutti gli appassionati di moto di quegli anni è l’ideale. La Mostra parte dal 11 novembre 06 al 18 febbraio 2007 dalle ore 11.00 "Moto bolognesi degli anni 1930 -’45. Produ-zione motociclistica tra evoluzione e autarchia" Momento di approfondimento sull’industria motociclistica bolognese, dedicato agli anni a ridosso del secondo conflitto mondiale.
La mostra è facilmente raggiungibile da via Carracci, proseguendo verso via Zanardi e tenendo la destra per via Beverara (vedi la mappa).

L’altro appuntamento è per gli amanti del fumetto: segnaliamo una mostra che ci ricorda che l’arte del fumetto non è solo patrimonio nostro o statunitense, ma c’è da scoprire un intero continente: l’Africa. L’Associazione Africa e Mediterraneo
presenta a Bologna le migliori opere del Premio Africa e Mediterraneo per il miglior fumetto inedito di autore africano 2005-2006.
La mostra è visitabile presso Palazzo d’Accursio alla Sala d’Ercole in Piazza Maggiore, 6 da lunedì a domenica ore 10-19 ad ingresso rigorosamente gratuito. Dove si trova penso lo sappiate tutti.
Saluti… a scrocco pure questi.

Paradisi artificiali

Pubblicato: 7 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

paradiso_artificialeSi prova una, due volte e poi non si sa più come uscirne. Nicotina, etanolo e stupefacenti sono molecole piccole piccole, ma capaci di impossessarsi di noi. Sconvolgono il sistema nervoso e danneggiano tutto l’organismo.

Tutte le droghe puntano allo stesso bersaglio il cervello. In breve, queste sostanze prendono controllo della mente, rendendoci loro schiavi.
Diventare dipendenti di una sostanza è abbastanza facile. L’organismo, infatti assume velocemente le sue piccole abitudini. Se gli si fornisce con regolarità la sua reazione di birra, tabacco, cocaina o eroina, dopo poco aspetta la sua dose. Il desiderio di consumare si amplifica e, è per ottenere le stesse sensazioni delle prime assunzioni, la quantità di droga fornita deve a poco a poco aumentare. Il primo segnale di allarme che fa pensare alla dipendenza è uno stato di sofferenza in cui il desiderio di “farsi” diventa insopprimibile, anche se si è pienamente coscienti dei pericoli che tutto ciò rappresenta. Privato della droga, un tossicomane entra in astinenza: tremori, malesseri, crampi, sensazioni di vuoto, depressioni. Smettere richiede perciò molta volontà e coraggio.
Nell’organismo: più velocemente la droga arriva al cervello, più la sua azione è potente.
Si distinguono due modi di assumerla: per via lenta o per via rapida. Il primo è il caso dell’ingestione attraverso la bocca. Per via rapida, invece, la sostanza è iniettata direttamente nel sangue, oppure è assorbita dai polmoni.
Il ambiente e il contesto nei si consuma una droga sono esenziali. Le motivazioni per curiosità, per piacere, per gusto del proibito o per disperazione. Le ragioni più diverse possono spingere a drogarsi. Non bastano gli spacciatori o le “cattive amicizie” a farci diventare tossicomani. Una fuga in avanti alla ricerca di una felicità perduta. Un rimedio illusorio, peggiore del male.
Tratto dalla Rivista Focus (2004)

Il RAP del disoccupato

Pubblicato: 7 febbraio 2007 da massitutor in lavoro, musica, pensieri in libertà
disoccupatiSono disoccupato
Cerco lavoro
Alle agenzie non ci vado
Perché non sono specializzato
…non sono diplomato
e alla scuola non sono mai stato,
l’italiano…per strada l’ho imparato

Dalla cooperativa non ci vado
‘che la schiena mi hanno spaccato
e dalla busta paga hanno sempre rubato.
Al laboratorio, da Massimliano, ho sempre disturbato
Per fare un curriculum che nessuno ha cagato. 
Secondo voi ho sbagliato?
Essere disoccupato è un reato?

intanto ascoltate questa canzone

VAGABOND GEOGRAPHIC

Pubblicato: 7 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

vagabond Siamo orgogliosi di presentare una nuova rubrica, una vera chicca culturale che vuole essere una guida antropologico-archeologica della nostra città. Mentre tutti corrono, guardano vetrine, immersi dentro al telefono cellulare il nostro Mirko ha la pazienza e la cultura di vedere ciò che non si vede. Invitiamo chiunque abbia curiose segnalazioni su luoghi e storie di Bologna a segnalarcele. Buona lettura…

IL CANE SUL DAVANZALE

Quando avevo circa 13 anni un sabato andai in centro con mia mamma e percorrendo via Oberdan, che è una traversa di via Rizzoli, poco prima di piazza S. Martino, sulla sinistra, vidi in un cortile interno al terzo piano la statua di un cane in posizione di attesa così chiesi a mia madre se ne sapeva qualcosa. Fu così che mi raccontò la sua storia. Nel medioevo un mercante, padrone del cane, dovette partire per un lungo viaggio e lasciò il cane a casa. La povera bestiola lo aspetto per lungo tempo sul davanzale della finestra. Un giorno il mercante tornò e il cane che lo aveva pazientemente atteso, dalla felicità di rivederlo, si lanciò letteralmente dal balcone morendo. In onore di questo gesto tragico, ma espressione di un amore profondo, il suo padrone gli fece costruire la statua che ancora oggi troneggia su quel davanzale. Questa storia mi ricorda tanto mia mamma che purtroppo non c’è più.
TI VOGLIO BENE MAMMA.

Signora Misericordia

Pubblicato: 6 febbraio 2007 da massitutor in Uncategorized
my dogManca un mese e mezzo circa all’arrivo della primavera, e già facevo tutti i preparativi per andare incontro alla nuova stagione. Gli occhiali da sole, la cera per le spalle, il nero per i capelli, la crema per il viso erano entrate a far parte della mia vita quotidiana. Mi recavo molto spesso al Drop-in perché la c’e Andrea, un ragazzo che fa l’operatore al Centro in via del porto, e come hobby ha la mania di fare pedicure ai ragazzi che ne hanno bisogno. Era un tipo molto disponibile con tutti, andava a simpatia, ma d’altronde chi non sviaggia in quel modo al giorno d’oggi. Successe un episodio un po’ toccante: il cane di un ragazzo che frequenta la struttura ha aggredito due donne che lavorano in un’altra struttura li di fianco; il dormitorio del Sabbatucci. Nel mentre si apprestavano a gettare via l’immondizia, il cane seguendo il suo istinto, ha capito che le due donne avendo paura della presenza dell’animale, le ha aggredite. Una di loro in particolare ha riportato lesione in uno stinco e in uno dei glutei. La situazione poteva degenerare per il peggio, perché gli altri cani che erano in sua compagnia all’odore del sangue hanno accorso pure loro per aggredire ma sono stati bloccati in tempo. A questo punto ognuno si accolli le proprie responsabilità. Io vorrei spezzare una lancia a favore del cane: è stato messo in quarantena, (il cane) non so esattamente di cosa si tratta, ma credo che verrà soppresso sicuramente. Questo perché il cane non ha nessun avvocato che lo difende. Vi pare giusto questo?
Alla cortese attenzione della sig. Misericordia.
Ci sarà pur da qualche parte: vi ricordo quanto è successo, e vorrei spezzare una lancia a favore dell’animale. Parlando obbiettivamente a ciascuno il suo, nel senso di pari diritti e doveri. E qui non vorrei fare l’avvocato del diavolo, ma preferirei fare quello del cane, che è quello che ne ha maggior bisogno in questo particolare momento. È stato messo in quarantena (il cane) per quanto potrei essere allo scuro per cosa significa, mi viene spontaneo temere per il peggio. Che fine ha fatto la Protezione Animali? Quando servono non ci sono! Loro, che si preoccupano tanto quando un’animale soffre, però è vivo, mentre che succede quando sta per essere ucciso?

Via Lombardia – TESTIMONIANZE

Pubblicato: 2 febbraio 2007 da massitutor in assistenti sociali, dormire, salute
Ciao io sono Massimo, e vorrei parlarvi di un luogo che per me ha (devo dire aveva) un certa importanza: il riparo notturno di Via Lombardia, a Bologna. Essendo uno dei tanti ultratrentenni senza tetto, sono finito anch’io nel vortice burocratico, che troppo spesso risiede in certe pratiche che si interessano dei senza fissa dimora. Io sono circa 10 anni mese più mese meno, che vivo per strada con tutte le sue insidie, questi 10 anni contengono al loro interno, 4 comunità, vari ricoveri ospedalieri, per non parlare poi di denunce e mesi in una cella tre metri per tre. Sono arrivato a Bologna e la permanenza è di 5 anni circa, 5 anni lunghissimi, 5 freddissimi, ma anche 5 anni in cui ho ricevuto, (anche se rarissimi gesti di solidarietà), ho visto tanta sofferenza, ma anche qualche attimo di gioia, ho sentito il dolore dei manganelli della polizia, ma qualcuno ha diviso con me il pane. Tutto questo mi fa riflettere molto, stando a via Lombardia per circa 2 anni, ho visto gente venire, andare, ho vissuto un Natale simpatico e anche un po’ allegro, cosa che non facevo da anni. Poi all’improvviso, dall’alto, arriva la decisione di cambiare tutto: perché il Comune di Bologna ha deciso di trasformare il riparo notturno di via Lombardia in una struttura puramente d’emergenza. In pratica oggi, in via Lombardia, si può rimanere solo per sette notti e poi devi stare fuori per un mese intero. Questa trasformazione ha dovuto, per forza di cose, trasferire tutti i residenti in altre strutture.

lombardia

Questo cambiamento fa parte di tutto un disegno complessivo di riorganizzazione dei servizi sociali, che è partito già qualche anno fa: uno dei primi servizi a scomparire è stato il Mensa-bus; poi lo Sportello sociale di via del Porto tristemente chiuso.
Poi altri cambiamenti: come la partenza improvvisa di un grande amico che in questa storia di Bologna, mi ha aiutato moltissimo, il mio medico dell’USL che in 5 anni mi ha dato consigli aiuti autentici, veri, oltre alla sua capacità e bravura, anche lui via. Io sono una persona molto abitudinaria, ho i miei orari, le mie abitudini, sincronizzate in maniera maniacale. E soffro molto il distacco con persone che ho avuto un buon, autentico rapporto di amicizia, questo dividersi, mi manda in crisi, perché ho il terrore della solitudine, perché l’ingrediente che è lo sfondo, di ogni storia di drammatica realtà. Per me tutto questo è stato  veramente troppo. E sto cercando di lottare con questi miei antichi nemici: solitudine, malinconia, distacchi in genere. In questo mese è mezzo in cui ho fatto un indigestione di sfighe, un’ "overdose" di storiacce, chissà quali altri accidenti, che non ho perfino notato, ma poi si faranno sentire… essere un senza fissa dimora mi da l’idea di essere un po’ come un trapezista, camminare su un filo sottile, e sotto il vuoto, e io cerco di lottare per non cadere nel vuoto.

WeekEnd a scrocco

Pubblicato: 2 febbraio 2007 da massitutor in week end a scrocco

scroccoProsegue la rubrica di Asfalto. Ogni fine settimana noi facciamo  una ricerca dei vari appuntamenti che ci sono durante il week end. Ormai si sà che il week end in città è  lungo da passare, specie quando non si sà dove andare, o perchè manca la grana, o per altri motivi. In questo modo il lettore trova già gli appuntamenti, con i vari indirizzi. Poi ognuno si orienterà per andare dove meglio crede. Questa settimana vi segnaliamo che a Bologna alla Galleria d’arte Forni, in via Farini 26, c’è una mostra di pittura. La mostra è visitabile dal 20 gennaio sino al 1 di marzo, tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 13, e dalle 16,00 alle 19,30, chiuso il lunedi, e festivi. Si tratta di "una trentina i dipinti selezionati per la personale di Quincoces a testimoniare un linguaggio pittorico che ci racconta di temi di tutti i giorni, intime istantanee che nascono tra le cose ordinarie e nelle situazioni comuni della quotidianità. Protagonista è il paesaggio, in particolare quello urbano. La periferia di Bilbao, rappresentata come luogo di solitudine, è avvolta da una sottile foschia grigia che sembra posarsi su fabbriche ormai stanche e pressoché dismesse."
Un altro appuntamento che a noi sembra importante è questa mostra fotografica dal titolo "Alexander Rodchenko. The Museum Series Portfolios". Allo Shenker Culture Club, in via indipendenza 67  dal 27 gennaio al  17 marzo. La mostra è visitabile dal lunedi al venerdi, dalle 11,00 alle 19,00, e il sabato dalle 10,00 alle 12,00 con ingresso libero."Mostra fotografica di Alexander Rodchenko. "Lo Shenker Culture Club di Bologna, in collaborazione con la Galleria Photology di Milano, rende omaggio al grande costruttivista russo Alexander Rodchenko con una doppia mostra a Bologna e a Milano: un’ottantina di foto – scattate tra il 1924 e il 1947 – per riportare in primo piano la figura di uno dei fondatori del Costruttivismo e della grafica russa."
Questo è l’ultimo appuntamento. Alla Sala Urbana in Piazza Maggiore 6.  In occasione della rassegna Artelibro, Mostra internazionale del libro d’arte, sarà visitabile presso la sala Urbana delle Collezioni Comunali d’Arte l’esposizione documentaria dedicata alla Mostra del Settecento Bolognese tenuta nel 1935 in Palazzo Comunale. Essa pose Bologna nel quadro delle manifestazioni di rilevanza internazionale volte al recupero della cultura barocca, tenute in varie città d’arte: Firenze (1922), Venezia (1928), Brescia (1935), Genova (1938). Bologna 1935: La scoperta del settecento. Dalla mostra al museo. La mostra è visitabile dal 15 settembre 2006 al 18 febbraio 2007, dal martedi  al venerdi dalle ore 9,00 alle 15,00, sabato, domenica, e festivi infrasettimanali dalle ore 10,00 alle 18,30 chiuso il lunedi ( se non festivo ).
E che sia un buon fine settimana per tutti… a scrocco ovviamente!

PARCO NAZIONALE

Pubblicato: 1 febbraio 2007 da massitutor in Uncategorized

Il mio rifugioEra il 1980, avevo appena compiuto 16 anni, non conoscevo niente, non avevo esperienza, l’unica voglia che avevo, era quella di andare via da casa il più presto possibile; dopo un lungo viaggio in nave, approdai a Roma, in un quartiere, che si chiama Ottaviano. Li conobbi Cosimo un ragazzo Italiano di origine pugliese, che lavorava in quel quartiere; ll padre aveva un distributore di benzina, e lui lo dirigeva. Quel giorno avevo fame, mi avvicinai al distributore, con il pretesto, di volere dei soldi per mangiare, il padre mi lanciò un secchio d’acqua, mentre mi urlava di andarmene, perché stava lavorando. Cosimo invece mi diede 10mila lire, di nascosto del padre; dicendomi che ci saremmo visti più tardi, non appena finiva di lavorare. Fu così infatti. Con i soldi, io andai in una pizzeria, e comprai di tutto, ricordo che dopo aver mangiato a sazietà, avevo ancora soldi da spendere, A quel tempo non fumavo, ma adoravo lo yogurt, ricordo che ne comprai una confezione da un kg, e la mangiai tutta. Cosimo divenne una bella conoscenza all’inizio, infine una grande amicizia. La sua casa, era diventata la mia casa, la mamma, mi adorava, quando il padre non era in casa per via del lavoro, io restavo in casa con loro tutto il tempo a giocare. Un paio di giorni dopo, mi propose questa escursione al Parco, che subito accettai.
Durante un’escursione al Gran Parco Nazionale D’Abruzzo, esattamente a Pescasseroli, su, per un sentiero, esistono delle abitazioni, detti rifugi; proprio come questo. Io non c’ero mai stato, era la  prima volta, per il mio amico Cosimo non era così. Tutto per me era nuovo, non avevo mai visto un cervo prima d’ora  e quel giorno, ne avevo visti diversi, alcuni di dimensioni notevoli. I cervi non erano la mia passione, ma non avevo paura, mentre per i cinghiali era diverso. In Sardegna ci sono  le riserve; un pezzo di terra tutto per loro ma con un recinto,e tanto di cartelli, in modo che la gente sa che esiste un pericolo, e ci stà attenta.Il cinghiale è un’animale pericoloso solamente quando è ferito. Cosimo di questo era consapevole, Infatti mi aveva appena avvertito, che poteva succedere di incontrarne qualcuno, ma che non c’era da preoccuparsi, perchè alla presenza dell’uomo l’animale scappa. al Parco i cinghiali  girano tranquillamente, camminando su e giu tra un sentiero e l’altro. Noi seguivamo quello che portava al rifugio il quale Cosimo usava tutte le volte che veniva qui al Parco. Lui non era esperto in fatto  di cinghiali, però era a conoscenza delle varie scorciatoie per arrivare prima. Quando ad un certo punto, tra la fitta vegetazione, ci tagliò la strada una bestia di 100 e passa chili. L’animale correva dietro di Cosimo. Entrambi  avevamo paura, Quando finalmente vidi  l’animale, fare  dietrofront, cominciai a respirare. Cosimo stava cercando di salire su un albero, con la faccia bianca bianca,  madido di sudore, per lo spavento; io cercavo di nascondermi dietro un’albero molto fine, con la speranza che l’animale non potesse vedermi. Io ridevo per il pericolo scampato, ma anche per la sua faccia, disse:"non ho mai visto uno così."ma lo diceva tutte le volte, e questo significava che quello che avevamo appena visto non era il più grande. La prima mia reazione fu quella di dire che non è stata una bella idea venire fin qui per essere uccisi da un cinghiale, effettivamente, ripensandoci, ora andrei di corsa, perchè esperienze come queste vanno vissute fino in fondo.
fine episodio