Archivio per febbraio, 2008

Costantin

Con la partecipazione di
Massimo
Camilla
Kaberlaba

Un’altra occasione per parlare di accoglienza, convivenza, lavoro e progetti per un futuro possibile. Camminare a volte fa muovere le idee e le parole escono più liberamente; questa è la prima passeggiata. Ne seguiranno altre.

Una lenta canzone

Pubblicato: 13 febbraio 2008 da massitutor in libertà, musica, pensieri in libertà, stra-cult

guccini casereccioHo avuto la fortuna di ascoltare la canzone "il vecchio e il bambino" Cantata da Francesco Guccini e mi rendo conto di quanto quel brano sia bello, raccontava il sentimento di ieri, di quando certi valori contavano ancora. Parlare e dividersi una bottiglia di vino insieme e cantare un’unica canzone magari dopo una dura giornata nei campi. Si era stanchi ma soddisfatti di avere dato veramente tutto. Con poco si otteneva qualcosa e quel qualcosa valorizzava la famiglia: la famiglia restava unita ed esisteva la sensibilità verso chi aveva bisogno, di industria di benessere, il progresso, le donne al voto, poi femministe
"le streghe son tornate"… e le nostre donne sparite.
Anche se adesso ci mancano in casa e non sono più come le nostre madri. Nel periodo, i figli con le madri che sceglievano la nuova strada, non si accorgevano di lasciare esposti i propri figli ai pericoli della società d’oggi; vediamo adesso nel 2008 il risultato e ne paghiamo le conseguenze, con alti tassi di tossicodipendenza ed altro.
Si può mettere a posto tutto e correggere la cosa riaddestrando i figli al nuovo corso. Il ritorno certo per alcuni e incerto per altri non è facile ma si può combattere insieme questo è il bello italiano di  Itaca che ritorna, per dare nuova speranza per cantare tutti insieme la locomotiva di Guccini.

Chi conosce la Bar Boon Band?

Pubblicato: 12 febbraio 2008 da massitutor in Uncategorized

Finalmente ho l’occasione di parlare della Bar Boon Band: progetto musicale di strada del quale varrebbe la pena di parlare solamente per la genialità del nome. Domani, alla Stazione centrale di Milano chi può avrà l’occasione di incontrare una bella realtà e un bel progetto sulla scena di marciapiedi, dormitori e stazioni ormai da anni. L’occasione è la presentazione di un libro.

"Il rumore dei poveri"
Storia della banda della Stazione Centrale di Milano

Mercoledì 13 febbraio 2008 ore 12
Sala Biblioteca Dopolavoro Ferroviario
Sottopasso Tonale – Pergolesi
Stazione Centrale
Milano

Dieci anni di storia del progetto artistico coi senza tetto della Stazione Centrale, ora in un libro e gratis su web: www.retecivica.mi.it/barbun.
La storia della Bar Boon Band,
progetto di musica e poesia con i senzatetto di Milano, che ha già all’attivo la pubblicazione di tre cd audio musicali e centinaia di spettacoli, è ora anche un libro. Scritto da Maurizio Rotaris, responsabile da 18 anni di SOS Stazione della Fondazione Exodus e direttore artistico del progetto, il libro racconta la storia del gruppo, degli artisti che lo compongono e il mondo della grave emarginazione a Milano. Con l’introduzione di don Antonio Mazzi e pubblicato grazie a Grandi Stazioni SpA, alla presentazione del libro saranno presenti, oltre all’autore, gli artisti della BBB con performance poetiche e musicali, videoproiezioni e gallerie di immagini. Sepolti sotto le macerie di anni di disagio, emergono i personaggi della Bar Boon Band con le loro storie di strada, droga, alcol e sofferenze, ma anche le loro canzoni, i testi e le poesie. Così diversi per forme e storie da ciò che si può generalmente desiderare dalla vita. Un’occasione per far uscire da una vita relegata ai margini, talenti sconosciuti, mondi e dimensioni diverse. I senza tetto della BBB sono infatti anche gli autori dei testi e delle canzoni della band.
Il libro è anche su Internet nel sito del gruppo a scaricamento gratuito, con eventuale successiva offerta in beneficenza. "L’abbiamo messo gratis su Internet perché non ci interessa il mercato di cassetta dell’editoria. Quello che ci interessa è comunicare e
trasformare gli esclusi in protagonisti" dice Maurizio Rotaris "gli da forza e autostima, se poi arriveranno anche dei fondi potremo portare avanti meglio il progetto".
Alla Conferenza stampa il libro verrà regalato in omaggio insieme all’ultimo cd della BBB "Storie di strada, canzoni d’amore" realizzato nel 2007 grazie alla Fondazione Johnson & Johnson.
Per info e contatti: Maurizio Rotaris, SOS Stazione Centrale – Fondazione Exodus – Piazza Luigi di Savoia 1/17 MILANO maurizio.rotaris@rcm.inet.it.

La qualità della vita

Pubblicato: 11 febbraio 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, dormire, politica

city viola_post

Mi chiamo Massimo De Laurentiis, e sono a Bologna dal 2000, venni a Bologna durante il periodo di aprile, e dopo qualche mese di vagabondaggio per varie mense e ospitalità saltuarie per le varie Caritas. Entrai nel primo dormitorio che si chiamava il "Carracci" che sono stato lì per vari mesi, dopo di che andai a via del Gomito: dormitorio in cui ho passato la maggior parte del mio tempo, oggi sono ancora lì e sinceramente ormai sentirei il bisogno di una situazione abitativa diversa. Perché io penso che un dormitorio dovrebbe essere qualcosa di transitorio, qualcosa dove una persona utilizza quel luogo come fosse un "parcheggio". Non si può pensare ad un dormitorio come qualcosa di effettivamente concreto e duraturo, diciamocelo chiaro: a nessuno piacerebbe restare in un dormitorio per sempre. Il settore sociale, i sert, gli assistenti sociali e i cosiddetti "addetti ai lavori" devono comunque tener conto di tante problematiche che il mondo dei cosiddetti senza fissa dimora è una realtà sempre più in espansione, che l’essere senza FISSA DIMORA oltre ad un forte disagio sociale non diventi una malattia inguaribile. Lo sperpero di fondi a cui lo Stato va incontro per appalti vari per strutture del più svariato tipo, deve essere finalizzato a migliorare la "qualità della vita" di chi già vive in situazioni precarie. Ricordiamoci che l’Italia è uno dei paesi con maggiori problemi nelle situazioni sociali e questo grazie ad un insieme di sistemi burocratici che da tempo ormai sono radicati nella nostra cara e bella società. E non per essere retorici, ma oggi vivendo in una società dove si esaltano i beni di consumo, i capi firmati, i cellulari dell’ultima generazione, le macchine sempre più lussuose, c’è bisogno di più umanità e altruismo per evitare il diffondersi di sempre più micro-società di emarginati sociali e di ghetti di periferia, altrimenti le città non saranno solo grigie per lo smog, ma anche per la mancanza di umanità.

A tutti quello che possono fare e non fanno, ai cosiddetti uomini di buona volontà, a quelli che da dietro una scrivania dicono "non si preoccupi ci penso io". A tutti di fare qualcosa per chi a voglia di urlare la propria rabbia e troppo spesso non ha voce, perché chi gestisce il potere non da ascolto.

Mario e Cesira

Pubblicato: 9 febbraio 2008 da massitutor in pensieri in libertà

mario_cesiraVieni Cesira che adesso ti porto dal barbiere per la permanente, una volta fatta la permanente se pur bruttina disse a Mario come stò mo sei bella che sembri Pamela Anderson, in quel momento un vigile fischia, multa per eccessiva bellezza son diecimilalire ma Mario disse al vigile su così non faccia la mia Cesira mi rattristisce la prese con se e la portò alla posta, a Cesira gli avevano alzato la pensione, ma dopo un ora di nervosa attesa Mario entrò e vide che Cesira saltava gli avevano alzato troppo la pensione e non riusciva più a prenderla si arrese la solita presa in giro, disse Cesira io mi uccido tirò fuori la pistola ,ma la pistola era scarica Mario rispose Colpa mia, sai la mia pensione è più bassa della tua  e nella crisi, non sono riuscito a comprare le pallotole beh caro per risolvere il nostro probblema perche non ci buttiamo dal ponte di sasso marconi?  ma no Cesira con tutti i probblemi che ci sono c’è la fila di disperati in attesa di buttarsi e inoltre per buttarsi son 50.000 lire e noi non ce lo possimo permettere e inoltre dobbiamo andare all’ospedale per la mia visita, una volta fatta la visita pagano il tiket 106.000 lire, Mario io voglio morire e Mario rispose Non si può quelli delle pompe funebri hanno aumentato i prezzi e con la nostra pensione non ci resta che vivere; Cesira sorrise, vieni Mario che ti do un bacio, si abacciarono si baciarono, stasera andiam alla festa fan l’orchestra Casadei. Ma si Cesira anche se ho una gamba finta, malmessa che potrebbe partire sul palco. Si Cesira basta che prima mangiamo una crescenta col prosciutto o si Mario va bene, tutto si concluse con il ballo e tanta felicità a prova di reumatismi, ma improvvisamente la gamba di Mario partì e sfondò l’infermeria creata per l’occasione inps, cosi la scarpa di Cesira, volò talmente in alto da colpire la foto di Berlusconi sul tendone. E farlo cadere tra il clamore degli organizzatori della festa, oi ben tal dic. Giustizia era stata fatta se pur gamba sola e scarpa volante il liscio fra i due fu intenso.  Il giorno dopo gli aumentarono la pensione, felici e contenti era ora diavolo di un cane gli esentarono persino il tiket, per l’occasione Mario prese con un gran balzo Cesira ballarono un tango come due ventenni nonostante gli 80 già superati Mario disse cosa vuoi che siano 80 anni oggi, prende in mano la chitarra eletrica e comincia a cantare Col viagra tutto rinasce kavasaki e Paris Hilton, o je je pensioni alte e bughi bughi.

Dice il proverbio…

Pubblicato: 8 febbraio 2008 da massitutor in amicizia

vagabond…CHI TROVA UN AMICO TROVA UN  TESORO ma in realta chi perde un amico perde più del tesoro. Specialmente ragazzi come noi che viviamo per strada non è facile trovare un amico con cui confidarsi. e insieme aiutandoci l’un l’altro a uscircene dalle sostanze.
Alla sera tiravamo su 5 o 6 euro per mangiarci un pollo e bevendo una bottiglia di di vino, racontandoci le cazzate che abbiamo fatto. Ieri sera è stata l’ultima sera che abiamo cenato insieme, ma ci siamo divertiti davanti a una botiglia di vino, parlando di noi, del nostro periodo trascorso insieme e di quante ne abbiamo fatte.
Questa mattina ci siamo salutati dandoci coraggio, dicendoci che sicuramente la nostra amicizia rimarrà molto a lungo.
Oggi come oggi, da lucido, mi rendo conto che non è facile andare avanti, pero… Col cazzo! io c’è la farò! Come c’è la fara Romeo! Ne sono sicuro, perchè veramente ne abbiamo abbastanza di questa vita di merda…………..
Per me non avendo più la compagnia di Romeo, pur sapendo da tempo che doveva andare via da Bologna, non è che sto vivendo un periodo splendido e questo mi porta a chiudermi ancora di piu con me stesso. Ancora una volta, prima ho perso mia madre, ora che trovo un vero amico il destino ci separa.
  
                

2007 addio!

Pubblicato: 7 febbraio 2008 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, felicità, musica, stra-cult

L’avete atteso, l’avete richiesto, lo avete immaginato… e finalmente eccolo: il video della festa al Centro diurno di via del Porto, l’ultimo giorno del 2007. In un ottimo montaggio del nostro Kaberlaba troverete tutti i personaggi di quel giorno, che rappresentano comunque sempre tutti: chi è passato e chi verrà. Immortalati qui per sempre fra poesia, teatro, musica e risate alcuni protagonisti: Stefano alla chitarra, il mitico Macchiavelli col suo "gattone", Carlo col coraggio della poesia e alla fine Sandrino (Kurt) Cobain che interpreta una Come as you are da brividi. Buona visione.

Riprendo, in questo post, alcune parti di commenti che ho trovato molto intensi ed interessanti per una discussione che da un po’ di giorni sta strisciando su Asfalto e in questo modo è bene che proceda. Si è parlato di Sicurezza in rapporto (e contrapposta?) all’accoglienza in città; si è parlato di Modalità di accoglienza, di dormitori, di servizi e di Assistenti sociali. Il filo rosso che collega questi punti è la richiesta di aiuto. Il momento in cui una persona in difficoltà decide che l’unica cosa da fare è chiedere aiuto e accettare di intraprendere un percorso di relazioni decisamente a ostacoli.
Entriamo così nel cuore caldo di questo blog, perchè è anche per questo che è nato. Fatevi avanti e raccontate al "mondo" cosa significa avere a che fare coi servizi o, più in generale, alzare piano la testa e riuscire a dire Ho bisogno di aiuto.

Le assistenti sociali in una scena di Rom - vedi le altre foto

Analkoliker ha detto: il mondo che conosco io è fatto di povertà che avrebbero bisogno di interventi e strutture molto più imponenti. Io i dormitori li ho mandati aff…ulo da subito, cronicari cronicizzanti, se non sei ancora senza dimora in un dormitorio ti prendi la laurea. (…) Comincio col farvi notare che un Senza fissa dimora è un cazzo di senza fissa dimora, uno che dorme fuori e basta, questo non dovrebbe essere sufficente per dargli un letto? La dipendenza dagli assistenti sociali non è meglio di quella da eroina, farmaci o alcol.
Io non faccio l’operatore e tu non sai cosa significhi chiedere aiuto ai servizi: o meglio lo sai ed anche bene, ma ti manca l’averlo fatto per te stesso: perchè forse la rabbia che cogli nei miei post la comprenderesti più profondamente.

Massimo Macciavelli ha detto: Davvero pensi che ci sia qualcosa di peggio dell’eroina portata a livelli di strada? E’ vero tutti ci sfoghiamo tra di noi ma in fondo chi ci ascolta? E poi case popolari, donne, obblighi, firme, scadenze e tutta roba che viene da molto più in alto e allora ben venga l’operatore che scrive che si confronta anche con te.

Ant21 ha scritto: Quello che è cresciuto in modo esponenziale è la PERCEZIONE nella gente comune dell’aumento della criminalità per colpa dei mass media (l’ha detto Violante non io). Siamo manovrati ad arte: è meglio saperlo e regolarsi.

Kaberlaba ha detto: …io per esempio, la prima volta che sono andato ai sevizi, accompagnato da Massimo Zaccarelli, dopo due tre mesi di discussioni, mi sono reso conto che camminavo curvo, con gli occhi al suolo.
… ecco te lo dicevo, ancora prima di arrivare dall’assistente sociale cammino
con gli occhi a terra.
… da quando ti ho conosciuto sei sempre stato così, con gli occhi a terra, per questo
è importante che tu lo faccia…
Mettersi nudi di fronte agli altri ci fa vedere noi stessi, gli altri non contano mai nulla, noi siamo i giudici più severi con le nostre debolezze. Noi siamo il male e la terapia, soprattutto all’inizio, poi si impara a chiedere il meno possibile, per poi non sentirsi la sera da soli, ancora una volta una merda.
Tutti conoscono questi sentimenti, con la moglie, sul lavoro, a scuola, con la band, con lo spacciatore, col medico, con la madre, con i figli, con i compagni di partito ecc. ecc.

Sarebbe molto interessante leggere anche il punto di vista di operatori, psicologi, assistenti sociali ed esperti del settore.

Il Blues del martedì

Pubblicato: 3 febbraio 2008 da massitutor in laboratorio, musica, pensieri in libertà, tele asfalto

Ogni martedì i membri del Gruppo si ritrovano per parlare, confrontarsi, sfogarsi e ascoltarsi. Per chi non ci è passato è difficile capire bene di cosa si tratti. Non è chiaro neppure a noi… Questo video sicuramente non riuscirà pienamente nell’impresa di raccontare i nostri martedì, in fondo non ha neanche questa pretesa. Sono delle immagini di momenti intensi con sotto della buona musica. Prendetele quindi per quello che sono e non aspettatevi di più. Buon fine settimana.

+- La matematica nascosta -+

Pubblicato: 3 febbraio 2008 da massitutor in Uncategorized

Una delle maggiori difficoltà che si incontrano nello studio dell’infinito, sta nel fatto che esso richiede, al di là di metodi e strumenti specifici, un modo di pensare completamente diverso rispetto a quello usato nella vita di tutti i giorni. Ecco qui un’esempio, semplice ma illuminante: immaginiamo di avere "un’albergo" megagalattico con infinite stanze numerate come al solito: 1, 2, 3, 4, 5, 6…, e supponiamo che esso sia tutto pieno, cioè che le sue camere siano già occupate o prenotate da altri ospiti (o clienti). Cosa succede se una persona non ha prenotato? (o inviato)? Ebbene non c’è nessun problema, perché si trova subito una camera libera. Infatti nel nostro rifugio notturno, basta spostare l’ospite che occupa la camera 1 nella camera 2, l’ospite della camera 2 nella camera 3, l’ospite della camera 3 nella camera 4 e così via. In questo modo resta libera addirittura la camera 1 dove l’ultima persona arrivata può sistemarsi tranquillamente. E’ chiaro che analogamente si potrebbero sistemare "10, 100 o 1000" nuovi ospiti senza l’invio. E se arrivassero nella nostra casa anch’essi troverebbero posto. Basterebbe l’ospite della camera 1 nella camera 2, l’ospite della 2 nella 4, l’ospite della tre nella 6 e così via, liberando in questo modo tutte le infinite camere dispari… E’ una delle tante sorprese che ci regala l’infinito.
Addì 31 gennaio 2008

= nei giorni della merla =

Meditate… Elio Colucci