Archivio per la categoria ‘amicizia’

Jam Session alla festa dello Zaccarelli

Pubblicato: 2 agosto 2008 da massitutor in amicizia, felicità, musica

Molti si chiederanno cos’è una Jam session?
Una jam session è una riunione (regolare o estemporanea) di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato. Cioè un’occasione per tutti i musicisti preparati e non, di suonare tutti insieme improvvisando su motivi alcuni famosi e altri totalmente inventati sul momento.

Dal Laboratorio musicale dello Zaccarelli Il 30 Luglio scorso alla festa, si sono alternati ai malcapitati strumenti …e orecchie degli spettatori:

bass -guitar : Mattylux     
bass-guitar  : Simpit     
  bass : Vincenzo    
  drum :  Sandrino     
  bass – guitar- drum : Omar     
  guitar – drum -bass : Giordano    

Tenetevi sinthonyzzati altre band bollono in pentola per i proximi mesi.

Eri sulla macchina

Pubblicato: 1 agosto 2008 da massitutor in amicizia
Questa storia in forma di poesia è pensata e ideata sulla strada del pane tra Desenzano del Garda e Castiglione della Stiviera. E’ dedicata a Silvia, per il suo simpatico pensiero rivolto a Carletto oggi Carlo Montresori.

Eri sulla macchina
c’era la nebbia e correvi
era l’orgoglio che saliva
la voglia d’amore

schiacciavi l’accelleratore
per sfogare tutto
quello che avevi dentro
facevi i cento, correvi
in quella strada, correvi

mentre la strada
si faceva più stretta
e gli alberi vicini

finalmente casa
rallentasti
passasti dal cancello

la macchina col motore
ancora caldo
lasciasti al suo dire
di ventola che gira e raffredda

per salire quei tre gradini
e aprire la porta
cominciare tutti quei
discorsi d’amore
che con lui condividi

e così ricominciò la storia
che poi……….
era una storia d’amore
il tuo amore e sull’amore…..

non si può discutere
perchè ogni volta
e una storia sempre
più bella

Eri sulla macchina
c’era la nebbia e correvi
era l’orgoglio che saliva
la voglia d’amore

 

Non potevo non approfittare di questo evento per postare una mia vignetta disegnata qualche tempo fa proprio dedicata ai laboratori di Piazza Grande, e in particolare a quella mitica esperienza del Capannone di Via Libia che, ricordiamo, il 23 luglio 2004, andò distrutto in un incendio. Già nel ’98 continuai il mio percorso lavorativo in cooperativa La Strada, altri soci dopo l’incendio si rimboccavano le mani per la costruzione di una nuova sede e il rilancio di tutte le iniziative che ne hanno fatto la storia.

Auguri di buona fortuna a tutti i soci per la nuova sede.PG29 luglio 2008, h.18:00
Via Stalingrado Nord (di fronte a Cotabo) Bologna
Inaugurazione del cantiere Piazza Grande

Dal sito di Piazza Grande:

L’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è lieta di invitare tutti gli interessati all’inaugurazione del cantiere per la costruzione della nuova sede di Piazza Grande (Officina Bici, Auditorium, Laboratori formativi, Servizi per i diritti e la transizione al lavoro, Ente di formazione per utenze speciali), che si terrà martedì 29 luglio 2008 (a 4 anni di distanza dal giorno dell’incendio in via Libia 69, Bologna). All’inaugurazione, fissata per le ore 18:00 in via Stalingrado nord-Bologna (di fronte a COTABO), seguirà un brindisi per festeggiare con quanti hanno collaborato per arrivare fin qui e poter costruire. ll Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, taglierà il nastro di inizio lavori insieme alla Presidente della Provincia, Beatrice Draghetti e al Vice Presidente della Regione, Flavio Del Bono. Saranno presenti sostenitori e testimonials significativi del progetto Cantiere Piazza Grande. Hanno assicurato la propria presenza tra gli altri: Prof. Zamagni–Componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fabio Roversi Monaco, Presidente Fondazione Carisbo, Antonio Bernardi-Presidente della Fondazione Vodafone, Federico Castellucci-Presidente della Finanziaria Bologna Metropolitana Spa, Cesare Melloni, Segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna, Alessandro Alberani, Segretario generale CSIL di Bologna. La campagna raccolta fondi ha visto la partecipazione attiva del Comune di Bologna, della Provincia di Bologna, della Regione Emilia Romagna, della Fondazione Carisbo, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Fondazione Vodafone, della Finanziaria Bologna Metropolitana, dello Studio cinquerosso e di tanti bolognesi.

taglio del nastro

                                                                     Il Sindaco Cofferati al taglio del nastro

 

 

http://video-it.tomshardware.com/p/it/iLyROoafYdsP.html

Una piccola parte del discorso d’apertura del Sindaco

Una giornata di festa per tutti i soci e i soggetti svantaggiati della città.

Diego e gli altri…

Pubblicato: 16 luglio 2008 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, assistenze e bisogni, lavoro

the groupDiego secondo me e tutto fuso perché e come Cimabue una ne pensa e cento ne sbaglia.
per non parlare di Lollo che insieme a Diego si capiscono molto bene perché sono fusi di natura.
poi ci sarebbe Alessandra che neanche a parlarne perché già lo sa che neanche ce bisogno di dircelo di quanto e fusa.
e non solo ci sarebbe il fattone di Massimo come lo chiama Alessandra lui per conto mio perché anche ad  essere un bravo psicologo e anche fuori di testa.
ci sarebbe  anche Matteo che a parte che si mangia i computer ed è anche cecato.
cosa dire di Claudia all’apparenza sembra quella più seria invece e la più fuori di testa di tutti.
il Signor Massi Tutor secondo il mio punto di vista non e che fuso ma si e fumato l’impossibile specie quando si incazza.
mi ero dimenticato di Cosimo lui non e fuso e oltre l’impossibile.
Andrei invece e fuori di capoccia specialmente quando vuole parlare in Italiano non ce ne azzecca una.
insomma in via del porto non ce ne uno che si salvi chi può.

Iene di strada – Alkoliker

Pubblicato: 3 luglio 2008 da massitutor in amicizia, famiglia, libertà, tele asfalto, viaggio

Dopo un lungo periodo di assenza tornano su questi schermi le interviste stile Iene. E tornano in grande stile con un ospite d’eccezione: Stefano "Bici" Bruccoleri. Cosa posso dire di quest’uomo? Si definisce "Senza dimora di successo", da quasi quattro anni vive girando con la sua bicicletta che è diventata casa. Pioniere della blogsfera e fondatore storico di Asfalto: quando mi propose di aprire un blog delle persone senza dimora gli risposi grosso modo che era un pazzo.
Approccio da artigiano, contadino senza raccolto, aspetto da cicloturista in decadenza, scrittore e consapevolezza da intellettuale di strada. Questi elementi hanno alimentato la mia curiosità verso Stefano; rapporto  nato a Piazza Grande che oggi è diventato amicizia. Un sentimento che ho cercato di riportare  in questo video: un’intervista di alcuni mesi fa e un lungo lavoro di montaggio che vede la luce su Asfalto solo adesso. Ma il momento giusto in fondo è questo: perché i pedali della sua bicicletta oggi l’hanno portato qui a Bologna per ultimare il suo primo libro. Si è già trovato una sistemazione estiva sui colli bolognesi in un monolocale ripiegabile in tela… e vediamo cosa succede. Quando ci siamo trovati insieme per più di tre settimane abbiamo sempre prodotto qualcosa di buono. Aspettatevi di tutto, ma non le solite cose.

Se avete problemi a visualizzare questo video provate a vederlo qui.

Dove sei…

Pubblicato: 3 luglio 2008 da massitutor in amicizia, inchieste, morte

Qualche tempo fa abbiamo parlato della scomparsa di Miranda, del ritrovamento del suo povero corpo in uno zuccherificio. Nessuno ne sa nulla, si tenta di ricostruire i suoi ultimi momenti; i giornali ripubblicano anche il nostro appello. Oggi purtroppo non sappiamo niente di più di allora e aspettiamo. Intanto il sentimento del vuoto, della mancanza si fa sentire e Carlo gli scrive ancora una volta, ancora una poesia.

Nei tuoi occhi blu
riflette il mio amore
Miranda dove sei
perchè non ci sei…
 
i miei pugni
forti sul tavolo
la mia è disperazione
ti vorrei accanto
ma tu non ci sei
 
sei la al buio 
da sola al freddo
senza che io lo sapessi
e speravo ancora di te
 
ma la mia Miranda 
dei giorni belli dovè
……perchè non c’è
sento qualcosa che
la cerca e il mio cuore
dentro di me
 
Miranda sai mi piacerebbe
che tu fosti qui

per stringerti
e darti quel
piccolo bacio fraterno
amore..

tra i fiori e il suo volto
non vedo più
da uno specchio mi guardo
non ci sono più,

 mi sono perso nel blu dei suoi occhi
e sto piangendo nel cuore
perchè ho saputo che Miranda
non c’è più
 
abbasso la testa e guardo la vita
perchè propio a lei
non meritava così
e adesso io che faccio
senza di lei
 
forse mi resterà da pensare
perso in un angolo
e diranno su di me
di quanto sia stato
bello amare te
amare te

Conoscevo quella donna…

Pubblicato: 20 giugno 2008 da massitutor in amicizia, morte

Alcune settimane fa i giornali si sono occupati del cosiddetto giallo del cadavere di una donna trovato in uno zuccherificio, nel bolognese. Beh si da il caso che in quella vasca c’era una persona che aveva un nome: Miranda. Ed era una persona conosciuta qui da noi. Cliccando sull’immagine si possono leggere alcuni articoli di giornale, mentre più sotto c’è un ricordo di Carlo che l’ha conosciuta meglio di altri. Non sappiamo ancora cosa è successo in realtà alla povera Miranda e si fa presto a liquidare tutto con la storia della disgraziata vita ai margini. Giornali ed inquirenti invitano chiunque la conoscesse a fornire elementi che aiutino a ricostruire gli ultimi giorni di Miranda: nel nostro piccolo speriamo di fare la nostra parte raccogliendo ricordi, testimonianze e magari anche segnalazioni. Massitutor

leggi gli articoli

carloNon ricordo con esattezza il giorno in cui ho incontrato la MIRANDA in via dei mille, a metà maggio. "Sono Carlo!" mi ha riconosciuto subito per via di un’ospitalità in casa mia con un suo ragazzo; cosa di cui le figlie sono a conoscenza, e per l’appunto spesso Miranda mi cercava per avere la stanza, un suo cosiddetto rifugio, infatti mi aveva detto che era stata a cercarmi e non avendomi trovato si sentiva preoccupata, ma nello stesso tempo qualcuno gli avrà sicuramente detto ed effettivamente ci siamo incontrati in via dei mille per raggiungere via del porto, era molto gonfia in faccia, distratta tanto da non riconoscere Laika: il mio cane.
E’ stato un incontro sino alla fase di dispersione e ognuno poi è andato per la sua strada; la rivedo poco dopo di corsa con 4 persone riconosco lei dal passo, io stavo leggendo e avevo alzato un attimo lo sguardo, poi non lo più vista.
Molto strano il fatto di non averla più rivista perché di solito quando ci rivedevamo la cosa poteva durare anche un discreto periodo fino a scomparire e riapparire infatti nei giorni seguenti mi aspettavo delle sue visite una lunga amicizia, ma stavolta non era come al solito e ogni volta che sentivo una macchina con una marmitta rotta pensavo a lei poi sono andato al solito posto degli alberi della frutta e non c’era. Mi ero quasi rassegnato che fosse sparita del tutto fino a essere distratto da due giorni di lavoro, sabato e lunedì, sino all’uscita della spiacevole notizia del ritrovamento del suo povero corpo.
Ho deciso di dedicargli una poesia anche perché quando era sui binari giusti era una brava donna amava molto le sue figlie e suo nipote: mi parlava dei suoi uomini nonostante lei fosse vedova e io gli ricordassi il padre di sua madre e del trentino, in quanto anch’io sono nato a Desenzano sul Garda, ma a volte il fatto di essere quasi delle stesse parti… si era legati da una vera amicizia.

Scusate la mia italianità

Questa notte
sentendo le onde
del mare e illuminato
sul volto dal fuoco

son qui che penso
al mio magico mondo
di libertà

libertà di esser solo
e dire sul conto
delle sirene che ballano
in riva al mare
e lo stanno facendo per me
e per la mia vita

su quel che penso
più amore"sempre"
più amore più tradizione
sempre più tradizione

quella cosa che sento nel cuore
una bandiera tricolore
voglia di italianità
che sale tra l’antico
il mare e la sensibilità

un tavolo pieno di persone
che parlano di una
perduta lealtà, son figlio della lira
non dell’Europa

…io non ci sarei mai entrato
e al caso mi sarei affidato di
mantenere tutto come prima

son figlio della luna e avrei
tenuto la vecchia Italia sola
ma con la sua fortuna
di dire di fare

il tricolore non si tradisce
o se no tutto va male;
radoppiato il prezzo del latte
e del pane, della pasta
con l’euro
mi accorgo di mangiar meno

maledetto euro e raddoppio
tra gente che ha fame hai creato
solo file e intoppo
"Ridatemi la lira"
"Ridatemi il tricolore"!

la mia bocca sporca di sugo
dopo aver mangiato
gli spaghetti
scusate la mia italianità.

Cerchiamo insieme DALMA

Pubblicato: 1 Maggio 2008 da massitutor in amicizia

DarmaLa mattina del 29 Aprile è scomparsa in via del gomito 22/2 presso il Rifugio notturno della solidarietà una cagnolina chiamato Dalma meticcia di colore bianco è sorda, a 15 anni, sul fianco sinistro presenta un gonfiore dovuta a una ciste di grasso, pesa circa 19 kg e era in ottima salute, speriamo lo sia ancora, il numero di identificazione: 977200004228863 (da leggere sul chip) di proprietà di Stefano.

Chi l’avesse vista può telefonare al numero: 051324285, nei seguenti orari: dalle 19:00 alle 9:00 di mattina, oppure a qualsiasi orario direttamente a Stefano al numero di cellulare: 3311097840.

 grazie Stefano G.


E’ la prima volta che utilizziamo questo strumento per cercare un cane, speriamo che funziona e che il passaparola riesca a riportare all’affetto del suo padrone la cagnolina. Si può osservare bene anche in questo video:

nella 25MA ora...E’ l’ora dei passaggi, degli svuotamenti e dei riempimenti, è il tempo che fa da cuscinetto fra le varie fasi della giornata. La venticinquesima ora non la si vive: la si attraversa. Solo se vivi la strada, come Andersen, puoi raccontare la venticinquesima ora. Massitutor

Come ben sapete io vivo in strada e ho fatto un po’ caso a quello che  per me è Bologna di notte. Ma vorrei partire, da come la città, ad una certa ora, si svuota per riempirsi nuovamente, ad un’ora che è sempre la stessa, diciamo che non in tutti i luoghi della città è lo stesso: per cui devo fare un tragitto che prende i due volti della città. Partiamo dall’ora di quando lascio il laboratorio di informatica che frequento diciamo assiduamente,  (ringrazio di cuore gli operatori del centro diurno  che consentono di farlo) saranno le 17,30 circa e a quell’ora di gente per strada c’è ne ancora tanta ma nemmeno due ore dopo, diciamo che diventa meno affollata, anche perché cominciano a chiudere molti negozi di via indipendenza come i tabaccai , alcuni bar e quasi tutti se non tutti i negozi di abbigliamento, e poi diciamola tutta: hanno il sacrosanto diritto (almeno loro) di tornare a casa, dopo una giornata di lavoro, e in giro la gente ha fretta di tornare a casa dopo essere scese dal treno vedi le persone incolonnarsi come un torpedone di formiche, che ad ogni angolo della via si ramifica nei vari vicoli, sia di via Indipendenza che di via Marconi. Vanno a casa. Ma molti altri si fermano nei vari bar di via Ugo Bassi per l’aperitivo e facendo un piccolo antipasto, che per me sarebbe una cena completa, dato che a volte non mangio anche per due giorni di seguito, ma lasciamo perdere, siamo invisibili alla società frenetica di oggi. Siamo all’ incirca alle 20.00 e si vedono i camerieri riassettare chi all’interno, chi all’esterno nei gazebo o come diavolo si chiamano. Intanto data l’ora mi avvio nei vicoli ed esco alla Coop, che una volta aveva anche accesso da via del Porto. Districandomi nei vari vicoli che non sto qui ad elencare (anche perché non me li ricordo) mi avvio verso piazza Verdi. Qui è tutt’altra cosa: gente ovunque, ragazzi sia dell’Università che ragazzi che vivono in strada, in simbiosi tra loro; diciamo pure che la maggior parte di loro hanno chi una birra, chi una canna, o chi la sta facendo; non conosco tanti di loro, ma alcuni sì, e se mi fermo ci escono pure due tiri per me. Io mi fermo, anche perché non batto spesso quella zona cosi mi aggrego a loro prendo una birra dal Pakistano,  se ho i soldi, ma anche se non li ho offrono loro o viceversa tra noi poveri disperati ci si aiuta perché sappiamo cosa vuol dire vivere in strada. Rimango lì  fino alle,  diciamo 21,30 ma non sempre alcune e rare sere, per cui siamo in via di tornare a "Casa" in stazione,  ma decido di non andarci mai subito come al solito e tornando per i vicoli ci sono ragazzi ovunque, c’è chi va e chi viene, uscito su Via Indipendenza salgo su verso Piazza Maggiore, alcuni e rari bar sono aperti, hanno i tavoli fuori con gente seduta, e con davanti qualcosa da bere, così scopri che tanti non sono italiani, sono turisti di varie nazioni che ho anche incontrato percorrendo la via del ritorno. Si ripopola la città: persone con macchine fotografiche o cellulari con fotocamera che flesciano ovunque, ristoranti pieni con davanti ogni ben di Dio e se riesco scrocco qualche sigaretta da fumare prima di andare a dormire, vivere la notte mi ha sempre affascinato, ma ora non è più per me, come si dice dalle mie parti "senza soldi non si cantano messe" per cui la stanchezza si fa sentire, mi avvio lentamente verso "Casa" e intanto trovi gente in entrambi i sensi di marcia. Trovo un cartone da mettere sotto al mio "letto" sacco a pelo. Questo è il terzo solo da quest’anno e non ditemi di non sapere il perché. Scendo le scale, e vado al mio solito posto, perchè ognuno di noi occupa sempre lo stesso, ma non dormi mai tranquillo e un dormiveglia, al minimo passaggio ti svegli per non trovarti la mattina seguente senza lo zaino o senza le scarpe. Stanco morto vi lascio con una buonanotte, (almeno per voi) io domani devo alzarmi presto: alle 5,30 prima che la città riprenda a pulsare.

Oltre il buio

…..Ciao a tutti. Ieri avendo fatto, come di consueto il gruppo, abbiamo trattato l’argomento di cosa uno di noi si aspetta dalla regione e dai servizi offerti alle persone indigenti, bisognosi di aiuti "non solo economici ma in generale". (Casa, Lavoro, Reinserimento nella vita sociale). Avendo vissuto, e sopportando all’inverosimile le vicissitudini sulla mia propria pelle, credo che i servizi cercano di aiutare i bisognosi ma non hanno i mezzi nè l’autonomia x gestire tale fenomeno. Per cui, come si suol dire, si passano la palla a vicenda. Come da "Millenni" fanno per scaricare le loro responsabilità su una istituzione sia essa Statale, Regionale, Provinciale, Comunale e ora udite udite Circoscrizionale. Per cui per noi senza un’ulteriore via di uscita siamo "costretti" a rivolgerci a loro senza nè sbocchi nè alternative diverse dal loro progetto deciso x noi; senza tener conto delle affinità che ognuno di noi ha svolto prima di cadere in "disgrazia". Oltre tutto se hai un "progetto" per il futuro devi esternarlo alle persone che fino a un minuto prima erano con te. Vuoi per essere uscito dalla roba, alcool, o altre sostanze, ti senti dire la classica frase: "Buono, siamo stupefatti e contenti per la tua riuscita" ma poi, come di consuetudine, vieni abbandonato a te stesso e depresso e represso ricadi in ginocchio a testa ricurva ripensando "Lucido" a cosa ti sia capitato e il perchè cadi di nuovo nel baratro da cui credevi essere uscito ti ritrovi di nuovo col culo x terra e pensi "Affanculo tutto e tutti, non c’è la farò da solo, senza un aiuto Concreto ricadrò di nuovo nel baratro da cui volevo scappare, fuggire" e allora non ti resta che isolarti e chiuderti in te stesso. Ma siccome sono caparbio testardo cocciuto con le idee ben chiare per riprendere una vita "Normale" farò da solo senza l’aiuto di nessuno. So chè sarà dura ma non mi fa paura, ritenendomi fortunato a pensarla in questo modo. Tanto più nero della mezzanotte non può venire. Sono anni ormai che gestisco questa mia incapacità di voler raggiungere la mia "ITACA". Fortunatamente, almeno per me, spero di raggiungerla al più presto possibile da fare in modo di sistemare almeno la mia mente, in modo da non pensare ad altro nei momenti difficili che ognuno di noi ha. Risolto il problema mentale non resta che quello fisico, appunto dopo aver preso metadone per mancanza di coca cosa inefficente ed insolvibile per il mio problema ne ho fatto a meno. "Tutto" e quando dico tutto intendo qualsiasi sostanza abbia a che fare con qualsiasi sostanza. Proprio oggi ho visto di persona molte cose inerenti a ciò che la realtà che si vive quotidianamente vivendo per strada "GIUNGLA" ho deciso di dare una svolta al mio futuro, ma capace di usufruire del mio volere e pensiero fatto appunto x come "ora" si vive.

Ecco non voglio dilungarmi oltre, potrei parlare dei problemi della attuale e futura società ma non mi inoltro in discorsi a voi ben conosciuti. Insomma ho deciso di uscire dal tunnel e vado dove "spero" ritrovare la mia "ITACA". Avrei tante ma tante cose da dire ma ora non sono in vena di esplicare i miei pensieri e le mie idee sul futuro. Mi piace il progetto, ma vedremo se va. Intanto saluto tutte le persone che hanno un cuore cioè chi è disposto a darti una mano e mi riferisco agli operatori di via del porto, gli altri li ho trovati chiusi e aggrappati in un involucro fatto di specchi su cui scivolano essi stessi, figuriamoci noi indigenti ma perchè non dire le cose col suo nome "IPOCRISIA": tossici, ubriaconi e chi più nè ha più ne metta. Vado via per speranza di ritrovare me stesso e forse un giorno la mia "ITACA". Sperando di non aver creato nessun problema ad alcuno vi lascio con una unica domanda: in che SOCIETA! si vive se si accoglie altri e non noi stessi..?   Ah dimenticavo: mi è stato "rubato" tutto ed è sempre più guerra tra poveri. Addio o meglio arrivederci. . . . Statemi bene e se ci sarà alla prossima. Permettetemi di recar ancora un secondo di dusturbo per dire che la vita è bella finche ci si adatta ad essa, ma quando decidi di non vivere nella norma quotidiana sei automaticamente fuori dalle regole imposte da altri i quali ripercoutono la società cosiddetta normale. Mi spiace solo di abbandonare un gruppo il quale si è molto prodigato per dare ad una persona la voglia di riscatto verso tutto e tutti; per cui ai ragazzi che frequentano o hanno modo di conoscierli di non dire sentire ma di "Ascoltare". "ADDIO".