Archivio per la categoria ‘libertà’

Salviamo il Salvabile

Pubblicato: 26 marzo 2008 da massitutor in civiltà, droga, famiglia, felicità, lavoro, libertà, politica, salute, viaggio

 tempestaOggi 23 Marzo 2008. Giorno di Pasqua, il quale per molti, ma non per tutti è un giorno di pace non solo spirituale ed ecclesiastico, ma di pace interiore, la quale io non vivo e condivido con nessuno, tranne con la Solitudine, avendo scelto di rimanere da solo, per non far ricadere le mie colpe e i miei errori alle persone che ho amato, e tutt’ora amo, anche se a modo mio. Consapevole degli errori commessi agendo in questo modo. Ed è proprio per esternare gli stessi ho deciso di andare via non per vigliaccheria ma per non far soffrire le persone che amo. La decisione è avvenuta in un periodo di crisi familiare, economica, lavorativa, psicologica e, di conseguenza, a depressione e stati d’ansia e di colpa. Non sono uno stinco di santo, e dato di fatto sono ricaduto nell’abusare di droga e alcool, richiudendomi sempre più in me stesso e abbandonando e tralasciando tutto e tutti. Per salvare il salvabile ho deciso di far vivere loro una vita autonoma perchè sono per il "vivi e lascia vivere", ma questo discorso lo puoi affrontare quando sei da solo, non quando sei sposato e padre di due ragazzi di 19 e 15 anni. Allora subentrano i compromessi, i quali a me proprio non vanno giù, ma col passare del tempo ho imparato che senza i quali non si va da nessuna parte, ma strafottendomi delle conseguenze ho scelto il male minore che ritenevo allora possibile. Andare via, pensate ciò che volete (Vigliacco, inetto, irresponsabile e altri termini che a vostro parere ritenete opportuni). Ma non sono andato via senza aver salvato l’equipaggio come fà un buon capitano mettendolo al sicuro da un mare in tempesta con onde alte fino al cielo, fulmini che illuminavano di giorno le notti senza nè stelle nè luna, tuoni talmente assordanti, che rimbombavano e rimanevi frastornato e stordito per minuti senza renderti conto del tempo trscorso. Ora, rimasto solo sulla nave e assicuratomi che l’equipaggio è in buone condizioni, sto cercando di far attraccare questa vecchia carretta in un porto. Lo so, per rimetterla in mare in condizioni di poter affrontare la navigazione per un ritorno alla dignità ci vorrà del tempo, forse tanto, ma non demordo, anzi sarà uno stimolo in più per constatare che l’esperienza vissuta, e gli anni trascorsi in un mare in tempesta e pieno di vortici che più volte mi hanno risucchiato,  non accada più. Resomi conto  degli errori commessi nel passato farò in modo che ciò non accada mai più, rinsavendo, cambiando, migliorando almeno spero l’attuale tenore di vita, il quale non è più tollerabile e sopportabile almeno per me.

Ecco la storia

Pubblicato: 25 marzo 2008 da massitutor in droga, libertà, politica, tele asfalto

Gianni è un musicista di strada e un pittore. Qualcuno dice che è un madonnaro. Lo avete visto cantare due canzoni anche su queste strade virtuali di Asfalto ed abbiamo altri progetti musicali insieme in cantiere, di cui presto vi faremo sapere. Gianni vive da più di vent’anni le strade d’Italia. Gli ultimi li ha vissuti a Bologna: in piazza, nei vicoli dove suona, nei dormitori ed ha qualcosa da raccontare. E cioè come è cambiata la strada in questi ultimi 20 anni: fra degrado, accoglienza, rischi, tolleranza, amicizia, solidarietà. Gianni è una voce, ma so che ognuno ha la sua esperienza e il proprio modo di vedere i cambiamenti: quindi fatevi sotto (nei commenti) e lasciate la vostra testimonianza su come è cambiata la strada. Non bisogna essere "senza dimora" per vivere la strada: ognuno la vive ogni giorno. Questa potrebbe essere l’occasione per scrivere il nostro libro di storia. Ecco la storia.

Oltre il buio

…..Ciao a tutti. Ieri avendo fatto, come di consueto il gruppo, abbiamo trattato l’argomento di cosa uno di noi si aspetta dalla regione e dai servizi offerti alle persone indigenti, bisognosi di aiuti "non solo economici ma in generale". (Casa, Lavoro, Reinserimento nella vita sociale). Avendo vissuto, e sopportando all’inverosimile le vicissitudini sulla mia propria pelle, credo che i servizi cercano di aiutare i bisognosi ma non hanno i mezzi nè l’autonomia x gestire tale fenomeno. Per cui, come si suol dire, si passano la palla a vicenda. Come da "Millenni" fanno per scaricare le loro responsabilità su una istituzione sia essa Statale, Regionale, Provinciale, Comunale e ora udite udite Circoscrizionale. Per cui per noi senza un’ulteriore via di uscita siamo "costretti" a rivolgerci a loro senza nè sbocchi nè alternative diverse dal loro progetto deciso x noi; senza tener conto delle affinità che ognuno di noi ha svolto prima di cadere in "disgrazia". Oltre tutto se hai un "progetto" per il futuro devi esternarlo alle persone che fino a un minuto prima erano con te. Vuoi per essere uscito dalla roba, alcool, o altre sostanze, ti senti dire la classica frase: "Buono, siamo stupefatti e contenti per la tua riuscita" ma poi, come di consuetudine, vieni abbandonato a te stesso e depresso e represso ricadi in ginocchio a testa ricurva ripensando "Lucido" a cosa ti sia capitato e il perchè cadi di nuovo nel baratro da cui credevi essere uscito ti ritrovi di nuovo col culo x terra e pensi "Affanculo tutto e tutti, non c’è la farò da solo, senza un aiuto Concreto ricadrò di nuovo nel baratro da cui volevo scappare, fuggire" e allora non ti resta che isolarti e chiuderti in te stesso. Ma siccome sono caparbio testardo cocciuto con le idee ben chiare per riprendere una vita "Normale" farò da solo senza l’aiuto di nessuno. So chè sarà dura ma non mi fa paura, ritenendomi fortunato a pensarla in questo modo. Tanto più nero della mezzanotte non può venire. Sono anni ormai che gestisco questa mia incapacità di voler raggiungere la mia "ITACA". Fortunatamente, almeno per me, spero di raggiungerla al più presto possibile da fare in modo di sistemare almeno la mia mente, in modo da non pensare ad altro nei momenti difficili che ognuno di noi ha. Risolto il problema mentale non resta che quello fisico, appunto dopo aver preso metadone per mancanza di coca cosa inefficente ed insolvibile per il mio problema ne ho fatto a meno. "Tutto" e quando dico tutto intendo qualsiasi sostanza abbia a che fare con qualsiasi sostanza. Proprio oggi ho visto di persona molte cose inerenti a ciò che la realtà che si vive quotidianamente vivendo per strada "GIUNGLA" ho deciso di dare una svolta al mio futuro, ma capace di usufruire del mio volere e pensiero fatto appunto x come "ora" si vive.

Ecco non voglio dilungarmi oltre, potrei parlare dei problemi della attuale e futura società ma non mi inoltro in discorsi a voi ben conosciuti. Insomma ho deciso di uscire dal tunnel e vado dove "spero" ritrovare la mia "ITACA". Avrei tante ma tante cose da dire ma ora non sono in vena di esplicare i miei pensieri e le mie idee sul futuro. Mi piace il progetto, ma vedremo se va. Intanto saluto tutte le persone che hanno un cuore cioè chi è disposto a darti una mano e mi riferisco agli operatori di via del porto, gli altri li ho trovati chiusi e aggrappati in un involucro fatto di specchi su cui scivolano essi stessi, figuriamoci noi indigenti ma perchè non dire le cose col suo nome "IPOCRISIA": tossici, ubriaconi e chi più nè ha più ne metta. Vado via per speranza di ritrovare me stesso e forse un giorno la mia "ITACA". Sperando di non aver creato nessun problema ad alcuno vi lascio con una unica domanda: in che SOCIETA! si vive se si accoglie altri e non noi stessi..?   Ah dimenticavo: mi è stato "rubato" tutto ed è sempre più guerra tra poveri. Addio o meglio arrivederci. . . . Statemi bene e se ci sarà alla prossima. Permettetemi di recar ancora un secondo di dusturbo per dire che la vita è bella finche ci si adatta ad essa, ma quando decidi di non vivere nella norma quotidiana sei automaticamente fuori dalle regole imposte da altri i quali ripercoutono la società cosiddetta normale. Mi spiace solo di abbandonare un gruppo il quale si è molto prodigato per dare ad una persona la voglia di riscatto verso tutto e tutti; per cui ai ragazzi che frequentano o hanno modo di conoscierli di non dire sentire ma di "Ascoltare". "ADDIO".

Sono ad un bivio… o ad una rotonda?

Pubblicato: 7 marzo 2008 da massitutor in libertà

sono a un bivio

Dedicato ad Andrea e a tutti quelli che girano

Scelte di vita

Pubblicato: 3 marzo 2008 da massitutor in amicizia, assistenze e bisogni, libertà, viaggio

senza metaVita di strada: Mi chiamo Andrea sono napoletano e sto a Bologna da un bel pò. Prima lavoravo e avevo casa e famiglia, venendo a mancare la risorsa economica sono sprofondato in un abisso dal quale mi riesce difficile risalire anche possedendo milioni di bombole di ossigeno, mi sento mancare il respiro. Prima facevo assiduamente uso di "COCA" ma trovandomi quì ho cominciato a sniffare eroina e mi sono come si suol dire infognato. Ho cominciato a prendere metadone ma ora non mi và più e ho ricominciato con il bere cosa peggiore sia dell’una che dell’altra. Ho fatto dormitori ma x uno abituato ad essere libero come il vento è molto difficile attenersi a delle regole, le quali è giusto che ci siano se vuoi restare ad essere un mantenuto, tanto che ti frega hai dove dormire al caldo, hai un pasto e un posto dove lavarti ma manca la cosa essenziale l’AMICIZIA cosa che x me è un valore di vita ma x i tossici e alcolisti e chi fà uso di altre sostanze è solo un pretesto x scroccare ciò che l’altro ha. Da oggi sono ritornato in strada. E l’unica mia vera amica è la mia SOLITUDINE la quale è l’unica che non ti lascierà mai, rimarrà fedele x l’eternità e ti abbandonerà solo quando smetti di esistere.
Ho voglia di…
fuggire e mollare tutto..
…e assaporare un pò quel sapore di solitudine che sà tanto di libertà… dove ti permetti di coccolarti un pò… e coltivare la speranza di un futuro migliore.
       

Una lenta canzone

Pubblicato: 13 febbraio 2008 da massitutor in libertà, musica, pensieri in libertà, stra-cult

guccini casereccioHo avuto la fortuna di ascoltare la canzone "il vecchio e il bambino" Cantata da Francesco Guccini e mi rendo conto di quanto quel brano sia bello, raccontava il sentimento di ieri, di quando certi valori contavano ancora. Parlare e dividersi una bottiglia di vino insieme e cantare un’unica canzone magari dopo una dura giornata nei campi. Si era stanchi ma soddisfatti di avere dato veramente tutto. Con poco si otteneva qualcosa e quel qualcosa valorizzava la famiglia: la famiglia restava unita ed esisteva la sensibilità verso chi aveva bisogno, di industria di benessere, il progresso, le donne al voto, poi femministe
"le streghe son tornate"… e le nostre donne sparite.
Anche se adesso ci mancano in casa e non sono più come le nostre madri. Nel periodo, i figli con le madri che sceglievano la nuova strada, non si accorgevano di lasciare esposti i propri figli ai pericoli della società d’oggi; vediamo adesso nel 2008 il risultato e ne paghiamo le conseguenze, con alti tassi di tossicodipendenza ed altro.
Si può mettere a posto tutto e correggere la cosa riaddestrando i figli al nuovo corso. Il ritorno certo per alcuni e incerto per altri non è facile ma si può combattere insieme questo è il bello italiano di  Itaca che ritorna, per dare nuova speranza per cantare tutti insieme la locomotiva di Guccini.

Riprendo, in questo post, alcune parti di commenti che ho trovato molto intensi ed interessanti per una discussione che da un po’ di giorni sta strisciando su Asfalto e in questo modo è bene che proceda. Si è parlato di Sicurezza in rapporto (e contrapposta?) all’accoglienza in città; si è parlato di Modalità di accoglienza, di dormitori, di servizi e di Assistenti sociali. Il filo rosso che collega questi punti è la richiesta di aiuto. Il momento in cui una persona in difficoltà decide che l’unica cosa da fare è chiedere aiuto e accettare di intraprendere un percorso di relazioni decisamente a ostacoli.
Entriamo così nel cuore caldo di questo blog, perchè è anche per questo che è nato. Fatevi avanti e raccontate al "mondo" cosa significa avere a che fare coi servizi o, più in generale, alzare piano la testa e riuscire a dire Ho bisogno di aiuto.

Le assistenti sociali in una scena di Rom - vedi le altre foto

Analkoliker ha detto: il mondo che conosco io è fatto di povertà che avrebbero bisogno di interventi e strutture molto più imponenti. Io i dormitori li ho mandati aff…ulo da subito, cronicari cronicizzanti, se non sei ancora senza dimora in un dormitorio ti prendi la laurea. (…) Comincio col farvi notare che un Senza fissa dimora è un cazzo di senza fissa dimora, uno che dorme fuori e basta, questo non dovrebbe essere sufficente per dargli un letto? La dipendenza dagli assistenti sociali non è meglio di quella da eroina, farmaci o alcol.
Io non faccio l’operatore e tu non sai cosa significhi chiedere aiuto ai servizi: o meglio lo sai ed anche bene, ma ti manca l’averlo fatto per te stesso: perchè forse la rabbia che cogli nei miei post la comprenderesti più profondamente.

Massimo Macciavelli ha detto: Davvero pensi che ci sia qualcosa di peggio dell’eroina portata a livelli di strada? E’ vero tutti ci sfoghiamo tra di noi ma in fondo chi ci ascolta? E poi case popolari, donne, obblighi, firme, scadenze e tutta roba che viene da molto più in alto e allora ben venga l’operatore che scrive che si confronta anche con te.

Ant21 ha scritto: Quello che è cresciuto in modo esponenziale è la PERCEZIONE nella gente comune dell’aumento della criminalità per colpa dei mass media (l’ha detto Violante non io). Siamo manovrati ad arte: è meglio saperlo e regolarsi.

Kaberlaba ha detto: …io per esempio, la prima volta che sono andato ai sevizi, accompagnato da Massimo Zaccarelli, dopo due tre mesi di discussioni, mi sono reso conto che camminavo curvo, con gli occhi al suolo.
… ecco te lo dicevo, ancora prima di arrivare dall’assistente sociale cammino
con gli occhi a terra.
… da quando ti ho conosciuto sei sempre stato così, con gli occhi a terra, per questo
è importante che tu lo faccia…
Mettersi nudi di fronte agli altri ci fa vedere noi stessi, gli altri non contano mai nulla, noi siamo i giudici più severi con le nostre debolezze. Noi siamo il male e la terapia, soprattutto all’inizio, poi si impara a chiedere il meno possibile, per poi non sentirsi la sera da soli, ancora una volta una merda.
Tutti conoscono questi sentimenti, con la moglie, sul lavoro, a scuola, con la band, con lo spacciatore, col medico, con la madre, con i figli, con i compagni di partito ecc. ecc.

Sarebbe molto interessante leggere anche il punto di vista di operatori, psicologi, assistenti sociali ed esperti del settore.

Viaggio nelle carceri

Pubblicato: 1 febbraio 2008 da massitutor in amicizia, carcere, comunità, droga, lavoro, libertà
Castelfranco (MO) il 25/01/2008

Cari, amici del blog, come potete vedere, mi faccio vivo nella forma di come io vi ho lasciato, con un computer e con una rubrica tutta mia (il foglio infatti è arrivato dattiloscritto Ndr.), poi continuata dal carcere con le mie lettere. In questi lunghi 12   mesi, ho appreso l’esperienza di vedere 3 istituti diversi, con metodi diversi ma sempre nella regione Emilia Romagna. Rimango allibito nel vedere come a distanza di 30 KM dal capoluogo, cambi la gestione di un’istituto di "pena" a seconda di chi lo gestisce. E’ un pò come dire: "questa è casa mia" e la gestisco a piacimento e a espressione politica. Questo sistema è sbagliato, perché se le regole vengono fatte uguali per tutti; noi tutti siamo tutti uguali a dover rispettare quelle regole. Noi italiani siamo un popolo di giocolieri delle leggi, che tu sia di destra o di sinistra e inseriamoci anche il centro. E mettiamo una regola (legge) per agevolare gli "amici" e fregare, annientare i nemici.
Dal 19/01/2008 ho iniziato questa nuova esperienza, da me voluta di custodia attenuata. Come primo impatto l’espressione di recupero mi dà titubanze, forse, sono io che con il mio vissuto, diffido da tutto e da tutti, o forse le mie sensazioni sono giuste ma obbligato ad accetarle. Al momento sto aspettando di svolgere il mio primo mese di lavoro, speriamo bene!. Ho conosciuto un Professore che svolge l’attività didattica con iniziative predestinate al recupero del detenuto tossicodipendente. Mi ha proposto di scrivere in comune con i miei compagni di percorso, un giornalino interno, dove ogni persona esprime un suo pensiero personale e ha piacimento di argomentazione, per far conoscere alle Istituzioni che anche noi detenuti tossicodipendenti, ci siamo e possiamo fare cose utili e costruttive allo stesso tempo. Quindi detto questo sarà mia cura inviarvi copie del giornalino in modo che voi posiate divulgare alle persone cosa si fa in una Custodia Attenuata, Rimango a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e spero di avervi dato qualcosa di positivo in questo momento. Saluto tutti gli amici del blog e chiedo a loro di non abbandonarci, anzi di essere più presenti con commenti di ogni tipo dando, la possibilità alle persone di riflettere ancora di più. Un saluto allo Staff di via del Porto, soprattutto alla Gioconda alla Civetta (Cinzia), Ilario, Stefano, e il mitico Massimo il tutor detto il Fighetto. Mi ero bloccato a scrivervi, per via del nervoso, che mi portava l’attesa del trasferimento, presso la terra promessa della Custodia Attenuata. Il tocco del computer mi fa venire ricordi del passato con voi in ogni situazione sia di sballo che di non sballo. Con stima Dario. Max rispondi.
Il Vostro Amico Dario.
P. S. Salutatemi mio fratello e Mimmo

quadHo conosciuto artisti di strada bravissimi con conservatorio alle spalle ma che vivevano anche con altri introiti e altre risorse e ho conosciuto artisti di strada scassoni che avevano imparato a suonare la chitarra  in qualche scuola media e che conoscevano 2 o 3 accordi, e suonavano ad orecchio, autodidatta per la maggior parte. Bè io facevo parte della seconda categoria. Suonare un brano famoso in strada  a meno che non sei Pino Daniele in persona è difficile ricevere qualche spicciolo anche dopo ore di strimpellate se poi hai la  memoria rovinata dalle sostanze ricordare i testi delle canzoni è un dramma. Ma la necessità di scollettare mi ha suggerito di sfruttare l’improvvisazione.
Una delle tecniche che usavo spesso era Improvvisare motivi famosi cambiando il testo sul momento e modellandoli sulla persona che passava in quell’istante nelle metropolitane (Roma e Milano) oppure nella strada accanto ai negozi. Questa tecnica con me ha funzionato benissimo, i passanti sorridevano (non tutti è ovvio!) e  raddoppiavo/triplicavo gli introiti. Bisogna avere solo molta fantasia e conoscere almeno un giro armonico famoso orecchiabile.
Risultava ancora più efficente se avevi un amico con il cappellino come ”front-man” che faceva un pò il giullare della situazione. Alcuni esempi gli abbiamo dai ns amici che si vedono spesso in via Oberdan,via clavature, e davanti a molti supermercati,  loro aggiungono anche un cane o dei cuccioli. In alcune città entravo addirittura nei negozi, certo bisognava avere delle grandi facce di cazzo, ma a quei periodi questa virtù non ci mancava, eravamo ben carburati. Mi è successo di scollettare e suonare anche in ”down” e da solo a volte, la differenza consisteva nel fatto che rompevo molto meno le palle e mi facevo dei grandi viaggi mentali di autocommiserazione corredata da sbadigli e lacrime. Però c’è da dire che non mi sono mai ridotto come quei bei giovinotti muscolosi in ginocchio con aria triste e il cartello ”aiuuutaaatemiii vi preeegooo” ”ho 44 figli malati, 32 mogli disabili, e mia suocera impazzita all’ospedale” avrei voluto, passando, dargli un bel calcio in culo! Ma vai a zappare la terra! anche se a volte si rischia di scoprire che la storia è vera, di questi tempi poi. I posti preferiti erano le uscite dei metrò, e con un buon  ”carburante” che ti dà la spinta, le strade trafficate. A Bologna il sottopassaggio di Piazza Maggiore non era molto trafficato e quindi potevi stare tranquillo non al centro dell’attenzione. Con la gente che passa e va di fretta non hai ”l’ansia della prestazione” e puoi ripetere lo stesso pezzo all’infinito. Via indipendenza la evitavo perchè pensavo che lì ci andassero a suonare solo gli artisti con le palle, anche via D’Azeglio, escluso però il portone di Lucio Dalla. Perchè si dice che davanti al suo portone si può stare. Esattamente di fronte al campanello dove sta scritto ”senlui” se ricordo bene. Mentre davanti ai supermercati dovevi combattere per accaparrarti il posto davanti all’entrata. Non tutti ovviamente.gittara Era comodo scollettare con la chitarra davanti al supermercato Coop di via Montebello, perchè, come molti supermercati forse, la gente è sempre la stessa e se si fa l’abitudine, e ti conosce, ti  porta anche dei vestiti e roba da mangiare,sempre se gli sei simpatico e non rompi tanto i maroni. Un’altra buona tecnica era quella di andare negli studi privati  di Notai/ avvocati/professionisti (chissà come mi malediranno) mettersi  sala d’attesa e quando entri raccontargli la storia della tua vita e di tutte le tue sfighe. Se hai fortuna racimoli un pacco di soldi. Ho avuto un’ottima e proficua esperienza invece con un vescovo non so se si può dire, il Vescovo di Albenga. Una figata regaaaa!!! Quando eri fortunato, ti faceva salire ed entravi in un palazzo lussuosissimo ti faceva sedere veniva con una bacinella piena d’acqua e ti lavava i piedi. Guai a rifiutare rischiavi di perdere le 200.000 lire. Ma poi, sapete, dopo una giornata passata a correre su e giù per i treni era uno spasso, e direi anche un pò eccitante. Anche perchè poi dopo, prima di accommiatarsi con te, ti stringeva forte al suo petto e sentivi delle vibrazioni che vanno oltre forse a Dio e altro. Sì, sentivi che quel tipo buffo un pò ti ha fatto stare bene per quel giorno e pensavi che in fondo lui nella sua mentalità religiosa e di carità sentiva la necessità di esprimersi con quei riti e con quelle parole. Poi via di corsa a Genova p. principe a comprare una pallina e lì ho conosciuto un ragazzo Sciascia un pò più basso di me e insieme siamo andati a farci a casa sua. Strafatto sul divano mi giro e vedo sorpreso un’apparizione femminile! boccaAllibito! E senza parole! Era lui travestito da donna! Chiaramente lui ha detto che stava andando a lavorare e io sono rimasto a casa sua. Solitamente non mi sono mai piaciuti gli uomini e men che meno i travestiti, ma lui tutto poteva sembrare meno che un uomo. Poi sono passati dei giorni e devo dire che cominciava a piacermi sempre di più, solo però nella versione femminile. Credo che non abbia mai visto nulla di più erotico di quella presenza femminile con una quasi invisibile venatura maschile. Me ne sono innamorato perdutamente, ma vorrei avervi visto voi di fronte a tale bellezza e sensualità. I guai però vennero proprio con l’arrivo dei sentimenti. Ricordo la sensazione che ho provato nel vederla sul divano presa a turno da 4 nord-africani. Non capivo se ero eccitato o geloso, ma ho sentito la necessità di prendere e andare via,anche perchè mi stavo infognando di nuovo. Meglio così perchè le sostanze e l’amore non vanno mai d’accordo.
Bè per oggi basta. Alla prossima ciau.

Ciò che accomuna tutti noi

Pubblicato: 15 gennaio 2008 da massitutor in assistenti sociali, carcere, libertà

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Cari amici  del Blog e dello Staff di Via del Porto, mi scuso del mio prolungato silenzio ma è un periodo alquanto pessimo. Sono in fibrillazione: non vedo l’ora di iniziare questo stramaledetto progetto "Custodia Attenuata". Pensate, che per riuscire ad ottenere quel foglio, dove il mio Sert. Dichiara il loro consenso, e appoggio il progetto, ho investito una settantina di francobolli oltre al tempo e alla pazienza. Mi viene da pensare che adesso per ottenere questo trasferimento da Reggio Emilia a Castelfranco, ci sarà da investire un’altra settantina di francobolli. Credetemi se fossi figlio di qualche industrialotto non starei a guardare la spesa ma purtroppo non lo sono, anzi faccio parte di quella categoria di accattoni elemosinanti che fanno caso anche al centesimo. Adesso la metto un pò sul sarcastico, ma la verità è che se mi fanno incazzare tiro fuori il peggio di me stesso. Ma questo stramaledetto servizio Sociale chiamato Sert. Ha intenzione di farsi sentire? o hanno fatto come Ponzio Pilato! Che con quel foglio si sono, per cosi dire lavati le mani? A questo punto non so più cosa dire! Lasciamo il mio caso tanto lo conoscete meglio di me passiamo ad altro. Dedico un pensiero sentito a "Lupo" come io dedico a Gabriele Sandri il tifoso ucciso da un Poliziotto. Adesso non giudico nessuno, ne i ragazzi che hanno picchiato "Lupo" ne il poliziotto che ha ucciso il tifoso, ma giudico l’apparato Politico Italiano dove l’unico interesse è la rincorsa ad una poltrona dove ti da la possibilità di essere immune ad ogni tua responsabilità, stando attenti a non perderla. Questo problema riguarda i politici, ma anche tutti noi siamo troppo impegnati ad arrivare o ad occupare una poltrona ma ci dimentichiamo del prossimo e dei suoi problemi che poi diventeranno anche nostri. Queste sono mie analisi personali molto più ampie delle quattro mura di Via del Porto, ma voglio anche analizzare e ricordare una persona che mi ha fatto compagnia in cella per tre mesi Maurizio B. E’ un vostro cliente affezionato; posso immaginare che sia con una o forse più birre in mano questo mi dispiacerebbe visto che non è un cattivo ragazzo, anzi è troppo buono e vuole fare il furbo convinto che la sua furbizia lo tenga lontano dai guai. Mi dispiacerebbe molto sapere che possa andare a finire male: in salute lui deve stare attento al suo fegatino. Anche voi ragazzi se lo vedete bere buttategli via la birra o il vino, tanto non è una persona aggressiva non farebbe male ad una mosca. Questo è un piccolo accorgimento per aiutare una persona che di salute non sta tanto bene. Pensate: quando ero fuori lo vedevo e gli davo del matto, qua ho imparato che matto non è, uno matto non conosce la Bibbia a memoria. Nella mia mente scorrono nomi infiniti, dove ad ognuno di questo nome conosco molto bene la problematica che lui ha. Potrei elencare una sfilza di nomi, ma servirebbe un’ enciclopedia mi limito a dire che tra tutti questi nomi una cosa sola ci accomuna tutti: L’ Abbandono!   Da parte di quella società che si ritiene "Migliore" e "senza colpe". Cari Amici vi ringrazio dei vostri saluti e del vostro contributo nel sollevare il morale. Un saluto particolare a Massimo il tutor, la Gioconda e la civetta Cinzia. Cinzia! Quando uscirò ne ho delle belle da raccontarvi. Ti aggiornerò su tutto Ciao e vi faccio gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Con Stima Dario.