Vieni Cesira che adesso ti porto dal barbiere per la permanente, una volta fatta la permanente se pur bruttina disse a Mario come stò mo sei bella che sembri Pamela Anderson, in quel momento un vigile fischia, multa per eccessiva bellezza son diecimilalire ma Mario disse al vigile su così non faccia la mia Cesira mi rattristisce la prese con se e la portò alla posta, a Cesira gli avevano alzato la pensione, ma dopo un ora di nervosa attesa Mario entrò e vide che Cesira saltava gli avevano alzato troppo la pensione e non riusciva più a prenderla si arrese la solita presa in giro, disse Cesira io mi uccido tirò fuori la pistola ,ma la pistola era scarica Mario rispose Colpa mia, sai la mia pensione è più bassa della tua e nella crisi, non sono riuscito a comprare le pallotole beh caro per risolvere il nostro probblema perche non ci buttiamo dal ponte di sasso marconi? ma no Cesira con tutti i probblemi che ci sono c’è la fila di disperati in attesa di buttarsi e inoltre per buttarsi son 50.000 lire e noi non ce lo possimo permettere e inoltre dobbiamo andare all’ospedale per la mia visita, una volta fatta la visita pagano il tiket 106.000 lire, Mario io voglio morire e Mario rispose Non si può quelli delle pompe funebri hanno aumentato i prezzi e con la nostra pensione non ci resta che vivere; Cesira sorrise, vieni Mario che ti do un bacio, si abacciarono si baciarono, stasera andiam alla festa fan l’orchestra Casadei. Ma si Cesira anche se ho una gamba finta, malmessa che potrebbe partire sul palco. Si Cesira basta che prima mangiamo una crescenta col prosciutto o si Mario va bene, tutto si concluse con il ballo e tanta felicità a prova di reumatismi, ma improvvisamente la gamba di Mario partì e sfondò l’infermeria creata per l’occasione inps, cosi la scarpa di Cesira, volò talmente in alto da colpire la foto di Berlusconi sul tendone. E farlo cadere tra il clamore degli organizzatori della festa, oi ben tal dic. Giustizia era stata fatta se pur gamba sola e scarpa volante il liscio fra i due fu intenso. Il giorno dopo gli aumentarono la pensione, felici e contenti era ora diavolo di un cane gli esentarono persino il tiket, per l’occasione Mario prese con un gran balzo Cesira ballarono un tango come due ventenni nonostante gli 80 già superati Mario disse cosa vuoi che siano 80 anni oggi, prende in mano la chitarra eletrica e comincia a cantare Col viagra tutto rinasce kavasaki e Paris Hilton, o je je pensioni alte e bughi bughi.
…CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO ma in realta chi perde un amico perde più del tesoro. Specialmente ragazzi come noi che viviamo per strada non è facile trovare un amico con cui confidarsi. e insieme aiutandoci l’un l’altro a uscircene dalle sostanze.
Alla sera tiravamo su 5 o 6 euro per mangiarci un pollo e bevendo una bottiglia di di vino, racontandoci le cazzate che abbiamo fatto. Ieri sera è stata l’ultima sera che abiamo cenato insieme, ma ci siamo divertiti davanti a una botiglia di vino, parlando di noi, del nostro periodo trascorso insieme e di quante ne abbiamo fatte.
Questa mattina ci siamo salutati dandoci coraggio, dicendoci che sicuramente la nostra amicizia rimarrà molto a lungo.
Oggi come oggi, da lucido, mi rendo conto che non è facile andare avanti, pero… Col cazzo! io c’è la farò! Come c’è la fara Romeo! Ne sono sicuro, perchè veramente ne abbiamo abbastanza di questa vita di merda…………..
Per me non avendo più la compagnia di Romeo, pur sapendo da tempo che doveva andare via da Bologna, non è che sto vivendo un periodo splendido e questo mi porta a chiudermi ancora di piu con me stesso. Ancora una volta, prima ho perso mia madre, ora che trovo un vero amico il destino ci separa.
Il Blues del martedì
Pubblicato: 3 febbraio 2008 da massitutor in laboratorio, musica, pensieri in libertà, tele asfalto
Una delle maggiori difficoltà che si incontrano nello studio dell’infinito, sta nel fatto che esso richiede, al di là di metodi e strumenti specifici, un modo di pensare completamente diverso rispetto a quello usato nella vita di tutti i giorni. Ecco qui un’esempio, semplice ma illuminante: immaginiamo di avere "un’albergo" megagalattico con infinite stanze numerate come al solito: 1, 2, 3, 4, 5, 6…, e supponiamo che esso sia tutto pieno, cioè che le sue camere siano già occupate o prenotate da altri ospiti (o clienti). Cosa succede se una persona non ha prenotato? (o inviato)? Ebbene non c’è nessun problema, perché si trova subito una camera libera. Infatti nel nostro rifugio notturno, basta spostare l’ospite che occupa la camera 1 nella camera 2, l’ospite della camera 2 nella camera 3, l’ospite della camera 3 nella camera 4 e così via. In questo modo resta libera addirittura la camera 1 dove l’ultima persona arrivata può sistemarsi tranquillamente. E’ chiaro che analogamente si potrebbero sistemare "10, 100 o 1000" nuovi ospiti senza l’invio. E se arrivassero nella nostra casa anch’essi troverebbero posto. Basterebbe l’ospite della camera 1 nella camera 2, l’ospite della 2 nella 4, l’ospite della tre nella 6 e così via, liberando in questo modo tutte le infinite camere dispari… E’ una delle tante sorprese che ci regala l’infinito.
Addì 31 gennaio 2008
= nei giorni della merla =
Meditate… Elio Colucci
ritroverai lei
sulla tua strada
inseguendo il vento
e andando lontano
fin dove la
il tuo amore
possa sorgere
come il sole
in un mattino dove l’amore
e quel che risplende
sei tu amore mio
sei tu amore mio
di giorno come la notte
il sole la luna
le stelle
un miracolo che di sera si avvera
vita sincera e vero amore
ritroverai lei
sulla tua strada
inseguendo il vento
e andando lontano
il tuo amore
che sale dal cuore
brillano gli occhi
come le stelle di notte
la tua felicità
il tuo amore
che sale dal cuore
brillano gli occhi
come le stelle di notte la tua felicità
ritroverai lei
sulla tua strada
inseguendo il vento
e andando lontano
Viaggio nelle carceri
Pubblicato: 1 febbraio 2008 da massitutor in amicizia, carcere, comunità, droga, lavoro, libertà
Cari, amici del blog, come potete vedere, mi faccio vivo nella forma di come io vi ho lasciato, con un computer e con una rubrica tutta mia (il foglio infatti è arrivato dattiloscritto Ndr.), poi continuata dal carcere con le mie lettere. In questi lunghi 12 mesi, ho appreso l’esperienza di vedere 3 istituti diversi, con metodi diversi ma sempre nella regione Emilia Romagna. Rimango allibito nel vedere come a distanza di 30 KM dal capoluogo, cambi la gestione di un’istituto di "pena" a seconda di chi lo gestisce. E’ un pò come dire: "questa è casa mia" e la gestisco a piacimento e a espressione politica. Questo sistema è sbagliato, perché se le regole vengono fatte uguali per tutti; noi tutti siamo tutti uguali a dover rispettare quelle regole. Noi italiani siamo un popolo di giocolieri delle leggi, che tu sia di destra o di sinistra e inseriamoci anche il centro. E mettiamo una regola (legge) per agevolare gli "amici" e fregare, annientare i nemici.Dal 19/01/2008 ho iniziato questa nuova esperienza, da me voluta di custodia attenuata. Come primo impatto l’espressione di recupero mi dà titubanze, forse, sono io che con il mio vissuto, diffido da tutto e da tutti, o forse le mie sensazioni sono giuste ma obbligato ad accetarle. Al momento sto aspettando di svolgere il mio primo mese di lavoro, speriamo bene!. Ho conosciuto un Professore che svolge l’attività didattica con iniziative predestinate al recupero del detenuto tossicodipendente. Mi ha proposto di scrivere in comune con i miei compagni di percorso, un giornalino interno, dove ogni persona esprime un suo pensiero personale e ha piacimento di argomentazione, per far conoscere alle Istituzioni che anche noi detenuti tossicodipendenti, ci siamo e possiamo fare cose utili e costruttive allo stesso tempo. Quindi detto questo sarà mia cura inviarvi copie del giornalino in modo che voi posiate divulgare alle persone cosa si fa in una Custodia Attenuata, Rimango a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e spero di avervi dato qualcosa di positivo in questo momento. Saluto tutti gli amici del blog e chiedo a loro di non abbandonarci, anzi di essere più presenti con commenti di ogni tipo dando, la possibilità alle persone di riflettere ancora di più. Un saluto allo Staff di via del Porto, soprattutto alla Gioconda alla Civetta (Cinzia), Ilario, Stefano, e il mitico Massimo il tutor detto il Fighetto. Mi ero bloccato a scrivervi, per via del nervoso, che mi portava l’attesa del trasferimento, presso la terra promessa della Custodia Attenuata. Il tocco del computer mi fa venire ricordi del passato con voi in ogni situazione sia di sballo che di non sballo. Con stima Dario. Max rispondi.
Il Vostro Amico Dario.
P. S. Salutatemi mio fratello e Mimmo
Sicurezza e Accoglienza
Pubblicato: 29 gennaio 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, politica
Quanto questo tema sia sulla bocca di tutti, non occorre che ve lo dica io, i media ci campano benone, per cui, visto che il tema attira lettori e telespettaori, ci tirano dentro al massimo.
E’ indiscutibile che tutti abbiamo bisogno di sicurezza… ma noi, abbiamo una nostra idea al riguardo, e sopratutto, cosa a che vedere con l’accoglienza?
Queste poche righe che seguono sono argomenti del prof. Pavarini, Consulente per la sicurezza del Sindaco di Bologna, che è il responsabile della sicurezza per la città. Proviamo a rifletterci, anche in vista del convegno sull’ Accoglienza che stiamo organizzado su mandato della Consulta contro l’Esclusione Sociale!? Il nostro punto di vista è fondamentale, propio per la nostra posizione di mezzo tra Acccoglienza e Sicurezza sociale.
La sicurezza come bene pubblico si produce e governa ampliando gli spazi di agibilità dei diritti, ampliando la cultura e le occasioni di assunzione dei "rischi".
La politica della sicurezza come bene privato (sicurezza aquistata coi soldi, inferriate, polizia privata, case in luoghi sicuri ecc.) ndr. convince a ridurre i nostri diritti per correre meno rischi.
La politica della sicurezza come sicurezza dei diritti di tutti, convince a correre più rischi per garantire di più l’esercizio dei nostri diritti.
Guerra vicina, guerra lontana
Guerra vicina, guerra lontana
A me non importa
Io inseguo la vita
Io inseguo l’amore
Non sono un eroe
Non sono, un fasto cavaliere
Io alla guerra volto il… sedere
Lei si spoglia a me vien la voglia
Culmine sul momento
Fulmine nel tempo
Pioggia temporale fuggi fuggi generale
Mentre poi arrestato
Da questo codesto bel tempo
A me l’amore a voi la guerra
A me l’amore a voi la guerra
A voi la medaglia… a voi il decoro
La guerra… io non mi onoro
A me il piacer della vita
Che sia tanta
E soprattutto fica
A me l’amor… piacer intenso
Nell’aria profumo di incenso
Guerra vicina guerra lontana
Guerra vicina guerra lontana
Io penso all’amore
Io penso all’amore
Lei la vacca… io il toro
Lei la vacca io il toro
Guerra vicina guerra lontana
Guerra vicina guerra lontana
A me non mi importa
Io inseguo la vita
Io inseguo l’amore.
