L’avete atteso, l’avete richiesto, lo avete immaginato… e finalmente eccolo: il video della festa al Centro diurno di via del Porto, l’ultimo giorno del 2007. In un ottimo montaggio del nostro Kaberlaba troverete tutti i personaggi di quel giorno, che rappresentano comunque sempre tutti: chi è passato e chi verrà. Immortalati qui per sempre fra poesia, teatro, musica e risate alcuni protagonisti: Stefano alla chitarra, il mitico Macchiavelli col suo "gattone", Carlo col coraggio della poesia e alla fine Sandrino (Kurt) Cobain che interpreta una Come as you are da brividi. Buona visione.
Archivio per la categoria ‘assistenti sociali’
2007 addio!
Pubblicato: 7 febbraio 2008 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, felicità, musica, stra-cultAssistenze e Bisogni
Pubblicato: 5 febbraio 2008 da massitutor in assistenti sociali, assistenze e bisogni, civiltà, libertà, operatori dispari, rielaborazioneRiprendo, in questo post, alcune parti di commenti che ho trovato molto intensi ed interessanti per una discussione che da un po’ di giorni sta strisciando su Asfalto e in questo modo è bene che proceda. Si è parlato di Sicurezza in rapporto (e contrapposta?) all’accoglienza in città; si è parlato di Modalità di accoglienza, di dormitori, di servizi e di Assistenti sociali. Il filo rosso che collega questi punti è la richiesta di aiuto. Il momento in cui una persona in difficoltà decide che l’unica cosa da fare è chiedere aiuto e accettare di intraprendere un percorso di relazioni decisamente a ostacoli.
Entriamo così nel cuore caldo di questo blog, perchè è anche per questo che è nato. Fatevi avanti e raccontate al "mondo" cosa significa avere a che fare coi servizi o, più in generale, alzare piano la testa e riuscire a dire Ho bisogno di aiuto.
Analkoliker ha detto: il mondo che conosco io è fatto di povertà che avrebbero bisogno di interventi e strutture molto più imponenti. Io i dormitori li ho mandati aff…ulo da subito, cronicari cronicizzanti, se non sei ancora senza dimora in un dormitorio ti prendi la laurea. (…) Comincio col farvi notare che un Senza fissa dimora è un cazzo di senza fissa dimora, uno che dorme fuori e basta, questo non dovrebbe essere sufficente per dargli un letto? La dipendenza dagli assistenti sociali non è meglio di quella da eroina, farmaci o alcol.
Io non faccio l’operatore e tu non sai cosa significhi chiedere aiuto ai servizi: o meglio lo sai ed anche bene, ma ti manca l’averlo fatto per te stesso: perchè forse la rabbia che cogli nei miei post la comprenderesti più profondamente.
Massimo Macciavelli ha detto: Davvero pensi che ci sia qualcosa di peggio dell’eroina portata a livelli di strada? E’ vero tutti ci sfoghiamo tra di noi ma in fondo chi ci ascolta? E poi case popolari, donne, obblighi, firme, scadenze e tutta roba che viene da molto più in alto e allora ben venga l’operatore che scrive che si confronta anche con te.
Ant21 ha scritto: Quello che è cresciuto in modo esponenziale è la PERCEZIONE nella gente comune dell’aumento della criminalità per colpa dei mass media (l’ha detto Violante non io). Siamo manovrati ad arte: è meglio saperlo e regolarsi.
Kaberlaba ha detto: …io per esempio, la prima volta che sono andato ai sevizi, accompagnato da Massimo Zaccarelli, dopo due tre mesi di discussioni, mi sono reso conto che camminavo curvo, con gli occhi al suolo.
… ecco te lo dicevo, ancora prima di arrivare dall’assistente sociale cammino con gli occhi a terra.
… da quando ti ho conosciuto sei sempre stato così, con gli occhi a terra, per questo è importante che tu lo faccia…
Mettersi nudi di fronte agli altri ci fa vedere noi stessi, gli altri non contano mai nulla, noi siamo i giudici più severi con le nostre debolezze. Noi siamo il male e la terapia, soprattutto all’inizio, poi si impara a chiedere il meno possibile, per poi non sentirsi la sera da soli, ancora una volta una merda.
Tutti conoscono questi sentimenti, con la moglie, sul lavoro, a scuola, con la band, con lo spacciatore, col medico, con la madre, con i figli, con i compagni di partito ecc. ecc.
Sarebbe molto interessante leggere anche il punto di vista di operatori, psicologi, assistenti sociali ed esperti del settore.
Iene di Strada – Claudia
Pubblicato: 21 gennaio 2008 da massitutor in assistenti sociali, operatori dispari, tele asfalto, televisioneE così è arrivato anche il mio turno.
Tanto ha detto e tanto ha fatto Massi che alla fine mi ha convinta a scrivere l’introduzione alla mia intervista.
Solitamente il mio lavoro è dietro le quinte e i meriti di quanto accade in laboratorio vanno al tutor…. ma stavolta non potevo esimermi dalla richiesta (a furor di "gruppo"!) di passare davanti all’obiettivo!
Ci tengo a farvi sapere che le domande sono state ideate dai corsisti e l’intervistatore è stato uno di loro (bravo Romeo!).
Alcune precisazioni.
Mi scuso anticipatamente per la pessima voce: ovviamente se non è udibile un tono caldo e suadente è per via del microfono difettoso.
E anche per la qualità del video che assolutamente non rende omaggio alla realtà: anche questo per via delle pessime caratteristiche della telecamera…
E chiedo vènia anche per le risposte, che non sono sufficientemente interessanti in quanto la mia mente dopo 20 ore consecutive di veglia rischia di andare in tilt…
E anche per…sì, insomma, avrete capito che sto scherzando. Guardate il video così com’è.
E lasciate un commento, se vi pare.
Buona visione!
Ciò che accomuna tutti noi
Pubblicato: 15 gennaio 2008 da massitutor in assistenti sociali, carcere, libertà
Cari amici del Blog e dello Staff di Via del Porto, mi scuso del mio prolungato silenzio ma è un periodo alquanto pessimo. Sono in fibrillazione: non vedo l’ora di iniziare questo stramaledetto progetto "Custodia Attenuata". Pensate, che per riuscire ad ottenere quel foglio, dove il mio Sert. Dichiara il loro consenso, e appoggio il progetto, ho investito una settantina di francobolli oltre al tempo e alla pazienza. Mi viene da pensare che adesso per ottenere questo trasferimento da Reggio Emilia a Castelfranco, ci sarà da investire un’altra settantina di francobolli. Credetemi se fossi figlio di qualche industrialotto non starei a guardare la spesa ma purtroppo non lo sono, anzi faccio parte di quella categoria di accattoni elemosinanti che fanno caso anche al centesimo. Adesso la metto un pò sul sarcastico, ma la verità è che se mi fanno incazzare tiro fuori il peggio di me stesso. Ma questo stramaledetto servizio Sociale chiamato Sert. Ha intenzione di farsi sentire? o hanno fatto come Ponzio Pilato! Che con quel foglio si sono, per cosi dire lavati le mani? A questo punto non so più cosa dire! Lasciamo il mio caso tanto lo conoscete meglio di me passiamo ad altro. Dedico un pensiero sentito a "Lupo" come io dedico a Gabriele Sandri il tifoso ucciso da un Poliziotto. Adesso non giudico nessuno, ne i ragazzi che hanno picchiato "Lupo" ne il poliziotto che ha ucciso il tifoso, ma giudico l’apparato Politico Italiano dove l’unico interesse è la rincorsa ad una poltrona dove ti da la possibilità di essere immune ad ogni tua responsabilità, stando attenti a non perderla. Questo problema riguarda i politici, ma anche tutti noi siamo troppo impegnati ad arrivare o ad occupare una poltrona ma ci dimentichiamo del prossimo e dei suoi problemi che poi diventeranno anche nostri. Queste sono mie analisi personali molto più ampie delle quattro mura di Via del Porto, ma voglio anche analizzare e ricordare una persona che mi ha fatto compagnia in cella per tre mesi Maurizio B. E’ un vostro cliente affezionato; posso immaginare che sia con una o forse più birre in mano questo mi dispiacerebbe visto che non è un cattivo ragazzo, anzi è troppo buono e vuole fare il furbo convinto che la sua furbizia lo tenga lontano dai guai. Mi dispiacerebbe molto sapere che possa andare a finire male: in salute lui deve stare attento al suo fegatino. Anche voi ragazzi se lo vedete bere buttategli via la birra o il vino, tanto non è una persona aggressiva non farebbe male ad una mosca. Questo è un piccolo accorgimento per aiutare una persona che di salute non sta tanto bene. Pensate: quando ero fuori lo vedevo e gli davo del matto, qua ho imparato che matto non è, uno matto non conosce la Bibbia a memoria. Nella mia mente scorrono nomi infiniti, dove ad ognuno di questo nome conosco molto bene la problematica che lui ha. Potrei elencare una sfilza di nomi, ma servirebbe un’ enciclopedia mi limito a dire che tra tutti questi nomi una cosa sola ci accomuna tutti: L’ Abbandono! Da parte di quella società che si ritiene "Migliore" e "senza colpe". Cari Amici vi ringrazio dei vostri saluti e del vostro contributo nel sollevare il morale. Un saluto particolare a Massimo il tutor, la Gioconda e la civetta Cinzia. Cinzia! Quando uscirò ne ho delle belle da raccontarvi. Ti aggiornerò su tutto Ciao e vi faccio gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Con Stima Dario.
Clandestini in patria
Pubblicato: 16 novembre 2007 da massitutor in assistenti sociali, civiltà, lavoro, libertà, tele asfaltoCosa accade a rimanere senza documenti
Per voi può essere banale ma invece è molto importante anche per un bolognese perché vi possono accadere cose di questo tipo: essere fermati dalle forze dell’ ordine ed essere portati in questura.
Non puoi comprarti una scheda per il tuo cellulare, non puoi fare quasi niente stare in paranoia perché hai paura se ti fermano ti portano via è molto frustrante non puoi magari andare in un albergo tipo per iscriverti in una palestra, sempre e comunque ci vogliono i documenti. Io ora che li ho fatti sono molto più tranquillo e ci è stato un momento della mia vita che non me ne fregava più di tanto eppure appena ho voluto iniziare a fare qualcosa per me stesso ho dovuto fare per prima cosa documenti e non ci è voluto niente.
Torino verso la sperimentazione delle narcosale?
Pubblicato: 7 ottobre 2007 da massitutor in assistenti sociali, droga, politica, salute
Vorrei tornare indietro nel tempo e non aver mai incontrato quella spada maledetta che nella fretta mi ha rovinato gran parte della mia vita.Intanto prima o poi di qualcosa dovrò morire, dicevo, ma adesso leggendo le notizie da Torino se fossero esistite ai miei tempi le narcosale forse avrei avuto più fortuna, o almeno una percentuale maggiore di evitare numerosi contagi. E’ vero che il panorama delle droghe adesso è totalmente cambiato e forse oggi si viaggia alla grande con coca/pillole/altro che forse nessuno ha in mente di farsi qualche chilometro per trovare una sala aperta, con un dottore che te la mena, ma visto come stanno le cose, osservando le ns città infestate da tossici nelle stazioni e negli angoli più incredibili, e se poi l’ambiente che si crea è ottimale i vantaggi sono quelli di essere sotto controllo medico, in una struttura che ti garantisce siringhe nuove, condizioni igieniche più compatibili e l’assistenza infermieristica in caso di bisogno (con narcan o cose del genere). Io ricordo che volevo farmi in santa pace senza dover andare in una farmacia dove mi avrebbero riconosciuto (Trento è una città paese) e quindi mi arrangiavo come potevo totalmente disinformato (erano gli anni ottanta) mi facevo prestare le spade dagli amici pensando che scaldandola con l’accendino e lavandola sotto una fontana un pò me la sarei scampata. Che idiota! Avrei voluto avere accanto a me delle persone preparate ed informate ma mi affidavo alle leggende metropolitane raccontate nei vicoli delle città, dalle persone che consideravo più esperte nell’argomento fattanza, agari affidandomi alla loro esperienza di piazza, lasciandomi influenzare dal solo fatto che sono tanti anni che si fà e non gli è mai successo niente, ci sono individui che la sanno gestire ed io vorrei essere uno di quelli.Vabbè dopo la prima epatite poi ho subito cambiato idea. Ma negli anni dopo nonostante tutte le attenzioni possibili arrivano sempre quei momenti che ti devi fare e non ci sono quelle maledette spade a portata di mano, o perchè ti trovi in una zona assurda dove la punta con il pusher è lontana e nascosta o perchè le farmacie sono chiuse e quella di turno è in culo al mondo, o perchè non hai uno spicciolo nemmeno per le spade. Ma la voglia di farsi
subito è bastarda!! Chi lo ha provata ne sà qualcosa. Bastarda bastarda soprattutto quando hai penato delle ore per svoltare una pera e sei in down. Quando poi si è impestati ben bene e ti devi fare ogni giorno 2-5-10 pere al giorno allora le narcosale secondo me diventano indispensabili, la routine e la costanza dei buchi che ti devi fare, ti mettono in una condizione di ”emergenza” seria.Le persone che non si fanno non sanno cosa significa la dipendenza e non si immaginano nemmeno quanto beneficio porterebbe un posto al caldo dove non sei solo, ti senti protetto e compreso puoi stare bene anche solo parlando, scambiando due parole sulle tue esperienze della giornata e forse anche per condividere un sogno di una vita migliore.
Dotti, medici e sapienti
Pubblicato: 12 giugno 2007 da massitutor in assistenti sociali, civiltà, lavoro, libertà, operatori dispariUn pomeriggio in Porto. Quartier generale contro il degrado (prima)
Già perchè in città si attivano dei tavoli dove si cercano i problemi, si valutano, si studiano strategie, si fanno valutazioni sociologiche e ci si confronta implicitamente sui valori fondamentali che riguardano l’accoglienza, il sociale, i servizi. Questo è un resoconto personale di un operatore.
Un palpabile e diffuso senso di esasperazione… quanti e quanti tossici e spacciatori e stranieri e barboni e ‘mbriaconi e delinquenti e puttane, in giro per la stazione e dintorni, in tutta la città… migliaia e migliaia che si direbbero milioni e milioni di crimini a tutte le ore…
Tanto che si avverte inconfondibile il senso, ma soprattutto l’olezzo di insicurezza sociale individuale politico-culturale, di insofferenza, di frenesia, di intolleranza, di arroganza, quasi esaurito lo slancio verso ogni forma di rispetto (nel senso che se ne vede e se ne sente di ogni) e ahimè di ignoranza, ma tanta…
E allora la città insorge, scatta la voglia di riscatto, affiorano ambizioni estetiche, una certa voglia di prestigio… ecco! una città prestigiosa, pulita, sicura, trasudante cultura da ogni sanpietrino lucido a nuovo… una città, dove di problemi (Di che tipo? Di chi? Quali interessi?…), se ne vedano il meno possibile, in particolar modo in stazione… ma non solo… (la polvere?!… meglio sotto il divano, o sotto il portone di qualcun altro). Diversi quartier generali, impegnati nella stessa lotta, contro il degrado.
Così si ronza intorno ai tavoli, dissertando delle diverse letture del problema, di vision e mission diverse, sicuramente di interessi diversi, ed infine dell’arte dello spostare i problemi, nonché le soluzioni… così si passa dalle presentazioni alla comprensione condivisione mediazione controllo dissuasione repressione bonifica canalizzazione deportazione
Il servizio (Di che tipo? Con quale finalità, obiettivi? Con quali risorse?…) al tossico (Chi? Con quale storia?…) glielo sposto, così si sposta anche lui, (che il tossico è più facile da canalizzare), se no, glielo porto con la forza (Di che tipo? Con quale finalità, obiettivi? Con quali risorse?…), lo deporto… e magari bisogna ricordarsi di deportare in zona anche lo spaccio, altrimenti chi gliela dà la robba?! Gliela dà il servizio?! E chi glielo dice agli spacciatori?!
Il servizio (…) al barbone, alcoolista e/o chi con altra problematica (…) glielo sposto, così si sposta anche lui, (tenendo conto che il barbone, alcoolista e/o chi con altra problematica è meno facile da canalizzare), se no, glielo porto con la forza (…), lo deporto…
…ma allora, perché non chiedere al sindaco di emettere un’ordinanza anche per gli spacciatori? …del tipo… spaccio e/o attività criminose consentiti fino alle ore 21.00… i trasgressori sono passibili di sanzioni amministrative… tipo ritiro della licenza… oppure emetterne un’altra per i delinquenti e i male intenzionati o altre ancora per i giovani spacca maroni, appendendo apposite segnaletiche, in lungo e in largo, a partire dalla stazione e dintorni, divieti di sosta per barboni, alcoolisti… e perché no? corsie preferenziali per tossici e stranieri… vietata la sosta a minori, in vena di divertirsi e/o spaccare i maroni, se non in presenza dei genitori che se colti in flagranza, saranno puniti in piazza, sul crescentone, additati al pubblico ludibrio come genitori incapaci di educare i loro figli…
I nostri figli, sì, magari quelli che si lamentano di come va il mondo, delle ipocrisie dilaganti, delle guerre ingiuste; figli di una società che comincia seriamente a fare i conti con gli “scarti del benessere”; figli con un bizzarro e preoccupante senso della sperimentazione del tempo libero, con particolari problemi nella sfera emozionale-relazionale, figli che il mondo a volte li manda giù in pillole, altre li sputa contro un muro e altre ancora li vomita per strada.
Gian Maria Vallese
Forever EX
Pubblicato: 8 marzo 2007 da massitutor in assistenti sociali, lavoro, libertà, operatori dispari, politicaVorrei sottoporvi un discorso molto serio e alquanto delicato.
Per far ciò prenderò spunto da quanto è successo alla Susanna Ronconi. L’intenzione però non è parlare di quanto è accaduto specificatamente a Susanna (che personalmente conosco e ammiro), ma appunto prendere spunto…
"La campagna di linciaggio contro Susanna Ronconi ha avuto successo. L’ex militante di Prima linea si è dimessa dalla Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, con una lettera al ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, che la aveva nominata. Contemporaneamente, lo stesso Ferrero ha annullato la nomina perché "illegittima". Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la sua presenza nella Consulta, pur non remunerata, è considerata pubblico ufficio… Susanna Ronconi si è macchiata di numerosi crimini, tra cui un duplice omicidio. Ha passato però vent’anni in prigione, e il suo pieno recupero alla socialità civile è accertato al di là di ogni possibile dubbio, così come le sue competenze in materia di lotta alla tossicodipendenza, maturate nel coso di un’esperienza che data ormai da moltissimi anni." Giovanni Russo Spena, 01 marzo 2007 su Aprileonline.
Come operatori credo siamo allo stremo delle nostre forze passionali. A voler impegnarsi con e per i più deboli si viene tacciati di essere affetti da patologia. Ci si fa un "Culo" (scusate il termine ma rende l’idea), per superare tutti gli ostacoli dalla mancanza di risorse e strumenti alla sopravvivenza economica, passando ore e ore in posti poco riscaldati e fatiscenti (quel che passa il convento), per stare "in prima linea" (pare che gli sfigati che costituiscono il nostro target di lavoro, amano essere sporchi e puzzosi e stare in posti luridi), allora ci stiamo anche noi, perché? Ma è chiaro, per svolgere il lavoro per cui ci pagano: agganciare (cioè instaurare una relazione), istigare il dubbio che potrebbe essere meglio riprendersi la loro vita in mano, cambiare insomma, poi provare a proporgli alternative di impegno, poi passare anni ad affiancarli durante tutti quei periodi di "smollamento", quelli che abbiamo tutti alcuni giorni, quella tentazione di mollare tutto, di lasciarsi andare, di non opporre più resistenza alla caduta, ecco quei momenti li, solo che loro che non hanno elaborato nulla nel crescere (le sostanze congelano ogni cosa e la conservano intatta), oppure non hanno mai imparato ad affrontare le frustrazioni perché si sono lasciati trasportare dal mondo, loro, dicevo, di fronte a quei momenti li semplicemente si lasciano ricadere. Ecco affiancarli e non voglio dilungarmi troppo su quanto sia dura sia per l’operatore che per la persona che deve tirarsi fuori (e qui lascio la parola a voi).
Poi a volte sembra succedano quelle cose che tempo prima si sarebbero considerati miracoli. Alcune persone sembrano essere rinate, non solo diventano in grado di lavorare ma anche di saper a chi e come chiedere aiuto quando sono in difficoltà (che poi è la vera forza). Qualcuno, al di la di tutti gli sbagli fatti, si appassiona alla vita e gli prende la smania di impegnarsi in prima persona, di assumersi delle responsabilità, ed ecco il passato riemerge. EX tossico, EX delinquente, EX terrorista, EX… stai al tuo posto. Questo è solo uno sguardo personalissimo da un piccolo osservatorio, che parte da egoistiche fatiche e difficoltà sempre maggiori a trovare il senso, la "mission" nel mio quotidiano lavoro… potrei scrivere storie e storie in cui i diritti delle persone di integrarsi, di emanciparsi, dopo aver pagato… anche dopo aver pagato, non trovano spazio, ma voglio lasciare la parola ai protagonisti. Buona fortuna ragazzi!
Ciao a tutti cari amici di Asfalto, voglio scrivere questo piccolo post perchè se anche voi la pensate come me vorrei vedere un commento perchè è giusto, secondo me condividere tutti insieme queste emozioni. La persona in questione è Massimiliano il nostro tutor. Anche se sono solo 3 mesi che lo conosco, volevo fargli capire quello che di grande sta facendo. C’è un motivo sopratutto del perchè lo voglio scrivere. Specialmente in questa ultima settimana ci sono state delle bellissime novità che ci hanno galvanizzato tanto, è ci hanno reso molto orgogliosi, e Massimo possiamo dire che è l’artefice dei nostri successi, ma forse perchè troppo umile, o forse per galvanizzarci ancora di più mette in risalto solo il nostro lavoro. Invece, con quello che sto scrivendo oggi vorrei fargli notare che con questo progetto del computer sta facendo qualcosa di grande. Infatti per quello che lo conosco essendo stato capo redattore di un giornale potrebbe tranquillamente fare un lavoro molto più redditizio, invece molto del suo tempo lo trascorre qua al centro, perchè penso creda molto in questo progetto, è questo lo si nota nell’impegno che ci mette nel spiegarci le cose, nel aiutarci a capire l’importanza che ha impegnarci per rendere sempre importante questo blog. Poi nel quotidiano si interessi è ci sprona perchè crede in noi è perchè credo che anche lui pensa che c’è altro oltre la droga. Per quello che mi riguarda da quando sono in borsa lavoro i miei interessi si sono ampliati tanto da farmi scemare la voglia di farmi, e oltre ad imparare il computer sto facendo delle esperienze che mai avrei creduto di saper fare, ma con il suo aiuto ho fatto dei grandi passi, adirittura visto il buon rapporto ho ripreso anche a suonare. Per questo e tanti altri motivi oltre ad averglielo detto stamattina a voce che deve sentirsi veramente orgoglioso, mi piacerebbe che se anche voi la pensate come me gli facessimo capire che se noi siamo importanti per tenere in vita questo blog, lui è importante per noi per continuare a crescere, e farci essere sempre più consapevoli che anche noi abbiamo tanto di buono dentro, e che se vogliamo si può cambiare.
Insieme per un giorno
Pubblicato: 21 febbraio 2007 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, gite, politicaInaugurazione del Drop-in martedi 20 febbraio 2007
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