Archivio per la categoria ‘droga’

Streeti_na_kole

Come già immaginerete non solo in Italia ci sono problemi legati alla tossicodipendenza. Esistono un pò in tutta Europa strutture che vanno incontro a queste problematiche.
Ma il modo di affrontare le diverse situazioni cambia di paese in paese e di città in città.
Vi vorrei raccontare di un progetto nato in Repubblica Ceca nel 2002 da un gruppo di operatori sociali che erano stanchi di stare seduti in un ufficio, come ad esempio può essere il droop-in in italia e hanno deciso che dovevano andare incontro ai bisogni di quei tossicodipendenti che vivevano in strada.
Bisognava stare vicino a quelle persone e, un bel giorno Tomas decide di prendere delle biciclette e, con altri tre operatori, andare in strada.
La cosa funziona così: tutti i giorni dalle 9 alle 7 di sera si può fare uno squillo a questi street workers e loro chiamano per sapere tu dove sei. Dopo circa 10 minuti al loro arrivo tu puoi chiedere il cambio di siringhe o magari un appuntamento col dottore o con l’avvocato piuttosto che l’assistente sociale e sono subito pronti ad accompagnarti.
Chiaramente si instaura un rapporto di fiducia reciproca e gli utenti non vedono più gli operatori come persone dall’altra parte della barricata, ma come veri amici a cui raccontare i propri problemi e le proprie aspettative.
La missione di questo progetto è di portare i servizi per le strade, appartamenti, piazze, bar, ed ovunque ce ne sia bisogno per fornire informazioni, forniture mediche e consigli ma soprattutto incoraggiare gli utenti ad un cambiamento positivo nel comportamento e il trattamento delle tossicodipendenze.
Lenka del laboratorio artistico quì in via del porto ci ha raccontato che parecchie volte gli street workers hanno salvato tante persone dall’overdose ma non solo. Hanno soprattutto condiviso i problemi dei loro utenti a 360 gradi e ancora adesso continuano a dare supporto psicologico a persone che vivono una vita in profonda solitudine.
Ancora adesso Lenka mantiene contatti tramite email con loro e ci racconta che sono felici che lei abbia cambiato vita e che ha smesso di fare certe cazzate. Questo dimostra un modo nuovo di relazionarsi tra operatori e tossicodipendenti un modo che io definirei alla "pari".
Speriamo che anche quì in Italia si possano fare dei passi avanti per quanto riguarda i rapporti diretti che coinvolgono stili di vita diversi nell’ambito del sociale e più precisamente per quella che viene chiamata la "riduzione del danno".

larassegnastampa_di_KurtinizzoEMERGENZA FREDDO APRONO I RIFUGI INVERNALI PER I SENZA TETTO DELLA PENISOLA.                       
Arriva il grande freddo e i comuni si prerarano alle emergenze, in primo piano scatta quello per dare un posto ai senza tetto, che si trovano in strada a patire il freddo, da Milano,Torino, Bolzano,Roma, ecc. aprono i rifugi invernali per i clochard, queste emergenze non sono altro che un periodo di alcuni mesi "invernali" che possono trascorrere al caldo in strutture attrezzate dove passare la notte, avere un pasto caldo, lavarsi, trovare dei vestiti, passare alcune ore in tranquillità la cosa che ci da Fastidio è che la città di Roma la casa del Papa invece di aumentare i posti per le emergenze le dimezza anzi di più, pensiamo che non sia giusto per niente che città come la capitale dimezzi posti letto per senza tetto facendo spreco su spreco di soldi per cagate e non di affrontare problemi come il sociale, poi chiediamo gentilmente a tutti i lettori che chi abbia la possibilita di portare coperte e vestiti invernali alle associazioni che si occupano del sociale Caritas, Croce Rossa, Chiese, e anche chi a un po di tempo libero di passarlo con persone che hanno bisogno, perche dietro quel bisogno si nasconde una persona sola quindi aiutiamo chi ha bisogno!              

RIMINI. IL CLOCHARD DATO A FUOCO.
Vi ricordate del barbone messo a fuoco sulla panchina a Rimini? ecco : la Questura ha fermato quattro giovani più che diciottenni, con l’accusa di tentato omicidio, speriamo che la Magistratura arrivi a risolvere questa brutta pagina di cronaca e arrivi a una sentenza, chi a commesso il reato deve pagare, poi diciamo che il nostro amico sta migliorando, speriamo che si riprenda al piu presto.In  bocca al lupo e buona fortuna un tuo amico, buon natale.          

Droga, l’altra faccia della cocaina       
Quando sentiamo cocaina ci viene in mente la "Polvere Bianca" quindi tossicodipendente, e quindi gia un grosso problema, ma non è solo questo il problema, dobbiamo dire che dietro vi è la distruzione di foreste che i narcotrafficanti distruggono per poter coltivare sempre più polvere, si stima che in dieci anni siano stati distrutti oltre 2,2 milioni di ettari di foreste per uso coltivazioni, diciamo anche che per fare un chilo di cocaina, vengono rilasciate nell’ambiente 80 litri di cherosene, tre litri di acido solforico, un litro di ammoniaca, ed altre sostanze inquinanti per la lavorazione della coca, è solo una distruzione, dobbiamo dire basta a questa distruzione in tutti i modi, pensiamo ai milioni di giovani che usano la coca, l’auto distruzione della persona perche la coca ti distrugge e basta non fa del bene alle persone ma solo del male, quindi bisogna fermare questo, perchè le uniche persone che ci guadagnano sono i narcos e mi viene da dire anche i governi invece i giovani si rovinano per poter comprare la "Polvere Bianca". 
                                                                        

Tele tranzollo numero zero

Pubblicato: 19 novembre 2008 da massitutor in droga, laboratorio, salute, tele asfalto, tele tranzollo

baby_gangSONO SOLO DEI BAMBINI, MA????????????
Potremmo scrivere una infinità di cose sui bambini, anzi vorremmo scrivere solo cose belle, positive, di aiuto ai bambini, ma invece scriviamo aimè, solo di cose negative e dire poco, diciamo che ci sono milioni di bambini nel mondo che sono usati per le guerre, i famosi bambini soldato, impegnati in prima linea, a farsi saltare sulle mine anti uomo, invece di giocare con dei giocattoli e delle bambole, per passare alla vendita dei bambini per sesso, il famoso turismo sessuale, che porta una marea di occidentali a fare queste (belle vacanze), ai bambini usati molte volte dai propri genitori agli angoli delle strade a fare l’elemosina. O addestrati a fare furti o scippi, come succede anche in Italia, dove due bambini scippano una studentessa di 27 anni che adesso si trova all’ospedale in fin di vita, oppure dei bambini pusher che per due soldi vendono morte a tanti loro coetanei, alla fine ci troviamo solo dei bambini che si trovano a fare cose che non sanno neanche cosa sono e solo per la grande intelligenza degl’adulti, gli adulti di tutto il mondo, diamo a questi bambini il diritto di giocare e non di essere uomini quando sono solo dei bambini?!

CongoL’USO DELLA COCAINA E DEGLI SPINELLI IN EUROPA MA L’ITALIA PRIMEGGIA
Aumenta in Europa il rapporto sulle droghe l’Agenzia Europea delle Droghe, la top è veramente preoccupante, lo dice Oedt è comandata dalla cocaina, dove 3,5 milioni di giovani hanno fatto uso nell’ultimo anno, e circa la metà nell’ultimo mese, ci sono 71 milioni di europei che hanno usato nella loro vita la cannabis e 23 milioni nell’ultimo anno, sono in aumento tutte le droghe, non esiste la crisi per questo mercato anzi chi gestisce questo mercato sa come fare, hanno portato le droghe alla portata di tutti, a pensare che si può comprare una dose di cocaina a 8 euro anche un bambino ha 8 euro in tasca, dobbiamo informare, ed informare i giovani sui problemi a cui portano le droghe altrimenti saremo fritti o fumati, le percentuali italiane fanno paura: 20 milioni di Italiani hanno fatto uso, nella loro vita, che dire soffermiamoci su questo e pensiamo prima di puntare il dito e dire: drogato!

Andare in vacanza e ritrovarsi in un incubo

Pubblicato: 13 ottobre 2008 da massitutor in carcere, droga, libertà, politica
luca davide

Luca Zanotti e Davide d’Orsi: una vera vergogna di come certi politici trattano certi nostri concittadini.Concedendo l’estradizione alla Grecia di questi due giovani ragazzi che nella estate del 2005 si trovavano in vacanza in Grecia sono stati fermati e con pochi grammi hashish e ora che la Grecia a chiesto l’estradizione rischiano una condanna a 10 anni di reclusione. il 18 settembre luca e stato prelevato da casa verso le 5 di mattina come un criminale della peggiore specie       accompagnato l’aeroporto e consegnato alle autorità elleniche con un trasferimento allucinante fra delinquenti di ogni risma.Nei primi giorni di settembre l’onorevole del PDL Sergio Pizzolante raccoglieva adesioni tra i parlamentari al comitato fondato da’avocato Zaina è l’onorevole Marchioni del PDL per rivedere le norme sul mandato di a resto europeo.Mentre consiglieri regionali Piva peroni e Lombardi chiedevano alla regione di attivarsi, il caso va in parlamento europeo con l’interrogazione di Giuseppe Gargani che consultando l’avocato Zaina chiedere com’è stata ammissibile l’estradizione per Zanotti al fronte di leggi cosi diverse tra l’Italia e la Grecia che per 21 grammi hashish rischia 10 anni di carcere. Pero non’ostante tutta questa mobilitazione il Zanotti e gia da una settimana in una cella Kalamata a 150km da Atene ora forse tutti questi parlamentari se si muovevano prima e negando l’estradizione alla Grecia per che con 21gr di fumo non si può rovinare la vita di un ragazzo di 24 anni,quando sempre in Europa c’è gente che si e macchiata di omicidi o di tutti quei criminali nazisti che anno fatto diventare vecchi e morire nelle proprie case e ce ne sarebbe tante altre.Luca e Davide non erano certo in Grecia a fare gli spacciatori ma per divertirsi ma questo alle autorità sembra non interessare. Luca e Davide non anno precedenti per spaccio e solo per questo non andavano estradati io certo non so che interesse anno i due paesi ma di sicuro i nostri politici non stanno aiutando quei poveri ragazzi e le loro famiglie anzi li stanno rovinando anche per che pagare due avocati non costa poco. Io o passato la stessa cosa ma in un altro paese, mi trovavo in Spagna precisamente a Panplona e durante una retata mi fermarono e mi  contestarono il reato di spaccio ebbi un processo per direttissima e mi condannarono ad un anno e dieci mesi ma pagando una cauzione mi rilasciarono dopo una settimana e mi fu rilasciato un foglio che se volevo riavere indietro i soldi della cauzione dovevo chiedere tramite avocato un novo processo e se risultavo innocente mi sarebbero stati restituiti ma una volta tornato a casa lasciai perdere a per la precisione mi trovarono a dosso 30gr di hashish le autorità Spagnole non mi cercarono più, ora io mi chiedo se la Grecia fa parte dell’Unione Europea come ci può essere una differenza di leggi cosi vergognosa. LUCA DAVIDE nel nostro piccolo vi siamo vicini.

Family affair

Pubblicato: 3 settembre 2008 da massitutor in droga, famiglia, libertà, musica, tele asfalto

Due fratelli, una distanza, un rincorrersi nel labirinto della strada. Li abbiamo visti vicini, sugli stessi sentieri, eppure lontanissimi, incapaci di guardarsi. Li abbiamo visti lontani cercandosi continuamente.
Poi accade un incontro e, in poche ore, si cerca di far passare tanto, troppo. Si prova a riconoscersi in una famiglia, si cerca una "casa" e si prova ad entrare.

Pirati

Pubblicato: 16 Maggio 2008 da massitutor in droga

Difficile trovare un altro protagonista della storia dello sport che sia più controverso e umano del Pirata, o almeno di quell’umanità che conosciamo, sperimentiamo e sentiamo vicina.  Una vita in salita, con alcune discese spericolate.
pirata

Vai pantani vai

Le tue parole
contro il vento
muscoli e fatica
un nuovo genio
vinceva in salita

peccato per la sua vita
tra amori e delusioni
infortuni e dispiaceri

ma ogni volta ricominciava
lottava come un lupo
a denti stretti
in piedi come
si fa in salita

sino ad arrivare
troppo in alto
per volare e non
tornare mai indietro

lasciava anche stavolta
tutti dietro
perchè lui è un campione
e corre e corre
senza fermarsi mai

quanto chiedere scusa alla vita
per non essere stato perfetto
perchè perfetti non lo si è mai

ci sono stati dubbi e verità
ma lui è ancora la
che dice e lotta come un lupo

le tue parole
contro il vento
muscoli e fatica
cosi si vince in salita
vai pantani vai
vai pantani vai.

Fuggire… sì, ma dove?

Pubblicato: 6 Maggio 2008 da massitutor in droga

Il problema dell’uso e dell’abuso delle sostanze qual’è? Quando hanno effetto o quando questo finisce?

Il post qua sotto sulla dipartita di un padre di paradisi sintetici, famosi negli anni sessanta, mi ha fatto riflettere molto sul tema certamente più immediato della dipendenza, ma successivamente anche rispetto alla cronicità e alla compulsività insite nell’essere umano. Sono andato un po’ in giro in cerca di spunti e, passando da Bandieragialla, mi sono trovato a guardare questo video che vi propongo: che può essere utile per dare una visione d’insieme del fenomeno.


Mi sono letto e rigirato questi passaggi: <<offrì ai figli e alle figlie della prospera, noiosa America del benessere la chiave per tune out per dissintonizzarsi dalla realtà. Non come farmaco per il trattamento di malattie psichiatriche, (…), ma come via di fuga dal mondo degli adulti. La seduzione del "trip", del viaggio in un altro universo della percezione, resta forte; l’acido sembrava dunque permettere a chiunque di giocare a Dio, di esplorare galassie e dimensioni proibite a noi umani. Non essendo fisiologicamente "addicetive" come eroina e cocaina che creano il bisogno irresistibile di nuove e più forte dosi, l’Lsd crea una dipendenza psicologica, la voglia di ripercorrere quegli itinerari, di rivivere quelle allucinazioni che sciamani, visionari, profeti ben conoscevano.>>

Nei commenti Simpit porta, come sempre, delle testimonianze vere e parla per cognizione di causa: <<Come in tutte le droghe tutto dipende da un sacco di fattori, non siamo tutti uguali, ma i rischi sono molto alti, tutto per scoprire mondi che non esistono, amori che non esistono, sensazioni temporanee che non esitono, piaceri che non esitono. O almeno sono esistiti in un lasso di tempo troppo limitato, e ti rimane la sensazione un pò come se sei andato a puttane. Quando tutto finisce si sperimenta sempre la sensazione opposta e questo era il prezzo aggiuntivo che si doveva pagare>>.

Ok dunque c’è chi fa il naturista ed è per le droghe naturali, chi con l’Lsd va fuori di testa, chi si scollega solo un attimo con una pasticca, chi si sballa con la colla, le canne, c’è chi tollera l’eroina solo fumata, chi ha il feticismo dell’ago. C’è chi gli prende male questo, chi va in paranoia con quell’altro; molti oggi cercano di ottenere il massimo risultato con la minor spesa riempiendosi di psicofarmaci da bovino. Interrompo l’elenco che potrebbe proseguire per metri. Il fine è sempre quello: scollegare la mente, mettere la folle, prendersi una pausa dalla realtà, spegnersi. Fuggire dunque…ok sì ma dove? Il problema dove sta? Nella realtà che è difficile o nei paradisi artificiali che sono facili? E’ vero come dicevano i vecchi frikkettoni che con le droghe si cerca di aprire le porte della percezione? Oppure é vero che si cerca di dimenticare più che imparare?

Insomma: risolvere il dilemma del perché l’essere umano si accosta alle sostanze e cerca vari tipi di sballo o dipendenza é forse troppo difficile anche per Asfalto, tuttavia qualche risposta ad alcune di queste domande possiamo provare a darla. Tutto questo sbattimento sarà pur servito a qualcosa!

Addio a papà dell'…LSD

Pubblicato: 2 Maggio 2008 da massitutor in droga

Fece impazzire l’America addio a dottor Albert Hofmann, papà dell’LSD.
LSD chemist dies, aged 102 (the BBC)

Chimico, svizzero, è morto a 102 anni: “inventò” per caso la droga della beat generation, cantata dai Beatles, osannata da scrittori e poeti, a lanciarla sul mercato ci pensò la Cia.
hofman Era l’Europa di Monaco 38, il tempo degli stivali nazisti in marcia sull’Austria e la Cecoslovacchia, verso la notte del suicidio europeo. Mentre Mussolini, Chamberlain e Daladier correvano alla corte di Hitler in Baviera, proprio in quelle stesse Alpi, ma oltre la frontiera svizzera, un chimico della Sandoz farmaceutici raschiava dalle spighe di segale un parassita chiamato “ergot” che avrebbe fatto ciò che neppure il Fuherer e il Duce avrebbero osato sognare. Avrebbe fatto impazzire l’America.
Doppo pochi anni, con il nome di Lsd, acido lisergico dietilamide, la molecola ricavata da quell’inocente parassita dei cereali avrebbe invaso gli Stati Uniti e allucinato una generazione di americani. Se Hitler avesse potuto immaginare quale arma di allucinazione di massa era stata scoperta casualmente dal dottor Albert Hofmann, morto in questi giorni a 102 anni di età nella sua Svizzera, forse le avrebbe dedicato più attenzione e progetti che alle V2 di Von Braun. Il “mio maledetto figlio illegittimo” come il dottor Hofmann più tardi l’avrebbe chiamato l’acido derivato dall’ergot della segale cornuta, cominciò infatti la propria marcia trionfale nel mondo e trovò l’apoteosi proprio negli Stati Uniti, dove offrì ai figli e alle figlie della prospera, noiosa America del benessere la chiave per “tune out” per dissintonizzarsi dalla realtà. Non come farmaco per il trattamento di malattie psichiatriche, secondo le intenzioni dei chimici della Sandoz (oggi Novartis), ma come via di fuga dal mondo degli adulti. E come possibile arma anticomunista. Se l’LSD l’acido, il cartone, Elvis, lo Zen, la finestra o "Lucy in the Sky with Diamonds" come lo cantarono i Beatles, sbarcò e fece sballare una generazione di giovani e di intellettuali americani, fu per opera della Cia.
Negli anni della guerra segreta e furiosa contro l’Unione Sovietica, quando il governo americano tentava ogni strade e ogni esperimento per ottenere un vantaggio sull’avversario, questa sostanza potentissima ed economica parve un’arma preziosa in più nell’arsenale della democrazia.lsd_hofmann Con dieci chilogrammi di Lsd, ricavati da mezzo quintali di sali di ergotamina estratta dal parassita dei cereali, si producono fino 200 milioni di dosi, dunque abbastanza per allucinare una grande nazionale. Bastano 50 o 100 microgrammi di "Lucy in the Sky with Diamonds" per sparare chi lo consuma in un’altra dimensione. A Langley, la sede della Cia, gli agenti avevano letto avidamente gli studi condotti da legittimi psichiatri americani che avevano importato e studiato per primi "l’acido" in America e ne magnificavano effetti e possibilità cliniche. Cavie ignare, spesso  soldati ai quali erano state somministrate segretamente dosi, volarono fuori dalle finestre, morendo.
Fu dunque la Cia il ponte che nel 1951 collegò il laboratorio del dottor Hofman alle strade di San Francisco, l’Europa della guerra all’America degli hippies rintronati. Immaginare una distanza più siderale, fra l’austero, molto svizzero ricercatore e gli scarmigliati “figli dei fiori”che nel estate del amore di Haight-Ashbury succhiavano gli zuccherini inzuppati nel suo acido (in realtà amarognolo) per evadere dal mondo convenzionale degli adulti, è impossibile. E di questo uso bastardo di una molecola che lui sperimentò accidentalmente su se stesso, leccandosi un dito della mano con la quale stava lavorando Hofman non si dette mai pace. Dovette arrivare a 100 anni per avere almeno la consolazione di vedere il suo acido lisergico dietilamide 25 riammesso tra le sostanze legittimamente usate, sotto controllo medico, in psichiatria e psicoterapia.
Ma se ancora oggi, quando altre sostanze stupefacenti e psicotrope hanno scalzato “i sogni all’acido” dei beatnik, degli hippies, di Timothy Leary, di Allen Ginsnerg, della libreria di Ferlinghetti accanto al Golden Gate e di Charlie “Satana” Manson, 20 milioni di americani ammettono di averne fatto uso e 742 mila adolescenti al di sotto dei 17 anni ancora lo fanno, la seduzione del “trip”, del viaggio in un altro universo della percezione, resta forte.
“Il cervello è Dio, Dio è il cervello” spiegavano gli evangelisti dell’Lsd ai ragazzi che allagavano i parchi di San Francisco e le vie di Haight-Ashbury (oggi dignitosamente imborghesite) e l’acido sembrava dunque permettere a chiunque di giocare a Dio, di esplorare galassie e dimensioni proibite a noi umani. Non essendo fisiologicamente “addicetive” come eroina e cocaina che creano il bisogno irresistibile di nuove e più forte dosi, l’Lsd crea una dipendenza psicologica, la voglia di ripercorrere quegli itinerari, di rivivere quelle allucinazioni che sciamani, visionari, profeti ben conoscevano. Esendo l’ergot della segale, come i funghi allucinogeni, di antichissimo consumo nella cerimonie religiose di invasati, fino ai “Misteri Eleusini”.
Fu anche la strage di BelAir, il massacro innominabile compiuto dalle donne di “Satana” Manson strafatte di Lsd nella casa di Roman Polansky sulla moglie incinta Sharon Stone, a spezzare l’incantesimo una   sostanza che pareva mistica e alla fine si rivelò soltanto una strada verso la schizofrenia e la paranoia. Ancora perfettamente legale, e venuto ovunque fino al 1966, quando il governo americano la etichettò come “sostanze controllate”, la “Lucy in the Sky” che aveva prodotto la celebre copertina dell’album dei Beatles Sergent Pepper’s, divenne il risveglio da un “brutto viaggio”, da un bad trip, dopo l’orrore di Bel Air.
Consumata l’ultima orgia di viaggi oltre la coscienza e la conoscenza fra San Francisco e le marcite fradice di Woodstock, la molecola passò di moda, insieme con il falò dell’amore libero, delle comuni del cibo e del sesso, degli inviti a chiamarsi fuori dalla società perbenista dei “vecchi”, cioè di tutti coloro che avessero oltrepassato i 30 anni di età. Non a caso, l’ascesa e il tramonto dell’acido lisergico coincise con la marea montante e poi calante della guerra in Vietnam e della leva negli anni ’60, la più atroce della realtà dalle quali la zolletta con le gocce di acido offriva l’illusione di una uscita.
“Non riuscivo a credere ai miei occhi dirà dieci anni più tardi il dotto Hofmann nel suo lindo e realismo chalet fra le alpi svizzere nel cuore di un’Europa pacificata e ben diversa da quella della sua gioventù “quando vedevo quella molecola che io avevo scoperto per caso, dopo aver sintetizzato ventiquattro variazioni diverse dell’ergotina , usata come droga da milioni di giovani americani. Mi sembrava “disse, perché anche i chimici svizzeri possono avere il senso dell’umorismo di essere prigioniero di un “bad trip”, di una brutta allucinazione da Lsd”.

la Repubblica.it

C'era una volta il Drop In BO

Pubblicato: 7 aprile 2008 da massitutor in civiltà, droga, tutto cominciò così

Forse non tutti sapevano che a Bologna era nato un posto per persone senza tetto che dava la possibilità di farsi una doccia e di stare in un posto con degli operatori molto sensibili e che sapevano ascoltare tutti e sapevano darti una parola di conforto, che in questi periodi di ipocrisia e di gente esasperata non era male, ma come tutte le belle cose c’è sempre qualcuno che riesce a far chiudere delle strutture che fanno del bene ma, si parla sempre di posti per non lasciare la gente in mezzo a una strada, ma come si è di solito a fare quando c’è qualcosa che va bene la chiudiamo e poi la colpa è sempre di chi frequenta le strutture o per un motivo o per un altro. Il motivo più comune è della gente che abitava li vicino: che a parere mio vedersi arrivare delle persone poco gradite (TOSSICI) non è bello perché non giova al quartiere che già sopporta il dormitorio e l’unita mobile, che porta il metadone per la gente che vive in strada. Ma di certo la chiusura del Drop in è una conseguenza anche del saper convivere fra noi italiani e stranieri che lì vivevamo tutti insieme ma come in tutti i posti c’è il bello e il brutto ed è cominciato che appena appoggiavi o mettevi il cellulare sotto carica non lo ritrovavi o che te lo sfilavano di tasca come e successo ad un operatore o come tante altre volte che non sto qui ad elencare. Ma di certo il Drop in è nato per un numero di 30 persone, perché la struttura non e poi tanto grande e ritrovarsi nell’ultimo periodo ad un numero di persone che la struttura stessa non sopportava ed andava da un minimo di 80 ad un massimo di 100 persone, ed noi stessi avevamo capito che il Drop in a pasqua non sarebbe arrivato e cosi è stato. Ma per quel numero di persone che nell’ultimo periodo è arrivata al Drop in non era lì per il servizio, ma per il servizio di qualcun altro!!!. Chi vuol intendere inTenda (io in furgone!).
E così un posto che a Bologna mancava se n’è andato a farsi fottere. Gli operatori dicono che la struttura riaprirà in 35 giorni… VOI CI CREDETE?