Fece impazzire l’America addio a dottor Albert Hofmann, papà dell’LSD.
LSD chemist dies, aged 102 (the BBC)
Chimico, svizzero, è morto a 102 anni: “inventò” per caso la droga della beat generation, cantata dai Beatles, osannata da scrittori e poeti, a lanciarla sul mercato ci pensò la Cia.
Era l’Europa di Monaco 38, il tempo degli stivali nazisti in marcia sull’Austria e la Cecoslovacchia, verso la notte del suicidio europeo. Mentre Mussolini, Chamberlain e Daladier correvano alla corte di Hitler in Baviera, proprio in quelle stesse Alpi, ma oltre la frontiera svizzera, un chimico della Sandoz farmaceutici raschiava dalle spighe di segale un parassita chiamato “ergot” che avrebbe fatto ciò che neppure il Fuherer e il Duce avrebbero osato sognare. Avrebbe fatto impazzire l’America.
Doppo pochi anni, con il nome di Lsd, acido lisergico dietilamide, la molecola ricavata da quell’inocente parassita dei cereali avrebbe invaso gli Stati Uniti e allucinato una generazione di americani. Se Hitler avesse potuto immaginare quale arma di allucinazione di massa era stata scoperta casualmente dal dottor Albert Hofmann, morto in questi giorni a 102 anni di età nella sua Svizzera, forse le avrebbe dedicato più attenzione e progetti che alle V2 di Von Braun. Il “mio maledetto figlio illegittimo” come il dottor Hofmann più tardi l’avrebbe chiamato l’acido derivato dall’ergot della segale cornuta, cominciò infatti la propria marcia trionfale nel mondo e trovò l’apoteosi proprio negli Stati Uniti, dove offrì ai figli e alle figlie della prospera, noiosa America del benessere la chiave per “tune out” per dissintonizzarsi dalla realtà. Non come farmaco per il trattamento di malattie psichiatriche, secondo le intenzioni dei chimici della Sandoz (oggi Novartis), ma come via di fuga dal mondo degli adulti. E come possibile arma anticomunista. Se l’LSD l’acido, il cartone, Elvis, lo Zen, la finestra o "Lucy in the Sky with Diamonds" come lo cantarono i Beatles, sbarcò e fece sballare una generazione di giovani e di intellettuali americani, fu per opera della Cia.
Negli anni della guerra segreta e furiosa contro l’Unione Sovietica, quando il governo americano tentava ogni strade e ogni esperimento per ottenere un vantaggio sull’avversario, questa sostanza potentissima ed economica parve un’arma preziosa in più nell’arsenale della democrazia.
Con dieci chilogrammi di Lsd, ricavati da mezzo quintali di sali di ergotamina estratta dal parassita dei cereali, si producono fino 200 milioni di dosi, dunque abbastanza per allucinare una grande nazionale. Bastano 50 o 100 microgrammi di "Lucy in the Sky with Diamonds" per sparare chi lo consuma in un’altra dimensione. A Langley, la sede della Cia, gli agenti avevano letto avidamente gli studi condotti da legittimi psichiatri americani che avevano importato e studiato per primi "l’acido" in America e ne magnificavano effetti e possibilità cliniche. Cavie ignare, spesso soldati ai quali erano state somministrate segretamente dosi, volarono fuori dalle finestre, morendo.
Fu dunque la Cia il ponte che nel 1951 collegò il laboratorio del dottor Hofman alle strade di San Francisco, l’Europa della guerra all’America degli hippies rintronati. Immaginare una distanza più siderale, fra l’austero, molto svizzero ricercatore e gli scarmigliati “figli dei fiori”che nel estate del amore di Haight-Ashbury succhiavano gli zuccherini inzuppati nel suo acido (in realtà amarognolo) per evadere dal mondo convenzionale degli adulti, è impossibile. E di questo uso bastardo di una molecola che lui sperimentò accidentalmente su se stesso, leccandosi un dito della mano con la quale stava lavorando Hofman non si dette mai pace. Dovette arrivare a 100 anni per avere almeno la consolazione di vedere il suo acido lisergico dietilamide 25 riammesso tra le sostanze legittimamente usate, sotto controllo medico, in psichiatria e psicoterapia.
Ma se ancora oggi, quando altre sostanze stupefacenti e psicotrope hanno scalzato “i sogni all’acido” dei beatnik, degli hippies, di Timothy Leary, di Allen Ginsnerg, della libreria di Ferlinghetti accanto al Golden Gate e di Charlie “Satana” Manson, 20 milioni di americani ammettono di averne fatto uso e 742 mila adolescenti al di sotto dei 17 anni ancora lo fanno, la seduzione del “trip”, del viaggio in un altro universo della percezione, resta forte.
“Il cervello è Dio, Dio è il cervello” spiegavano gli evangelisti dell’Lsd ai ragazzi che allagavano i parchi di San Francisco e le vie di Haight-Ashbury (oggi dignitosamente imborghesite) e l’acido sembrava dunque permettere a chiunque di giocare a Dio, di esplorare galassie e dimensioni proibite a noi umani. Non essendo fisiologicamente “addicetive” come eroina e cocaina che creano il bisogno irresistibile di nuove e più forte dosi, l’Lsd crea una dipendenza psicologica, la voglia di ripercorrere quegli itinerari, di rivivere quelle allucinazioni che sciamani, visionari, profeti ben conoscevano. Esendo l’ergot della segale, come i funghi allucinogeni, di antichissimo consumo nella cerimonie religiose di invasati, fino ai “Misteri Eleusini”.
Fu anche la strage di BelAir, il massacro innominabile compiuto dalle donne di “Satana” Manson strafatte di Lsd nella casa di Roman Polansky sulla moglie incinta Sharon Stone, a spezzare l’incantesimo una sostanza che pareva mistica e alla fine si rivelò soltanto una strada verso la schizofrenia e la paranoia. Ancora perfettamente legale, e venuto ovunque fino al 1966, quando il governo americano la etichettò come “sostanze controllate”, la “Lucy in the Sky” che aveva prodotto la celebre copertina dell’album dei Beatles Sergent Pepper’s, divenne il risveglio da un “brutto viaggio”, da un bad trip, dopo l’orrore di Bel Air.
Consumata l’ultima orgia di viaggi oltre la coscienza e la conoscenza fra San Francisco e le marcite fradice di Woodstock, la molecola passò di moda, insieme con il falò dell’amore libero, delle comuni del cibo e del sesso, degli inviti a chiamarsi fuori dalla società perbenista dei “vecchi”, cioè di tutti coloro che avessero oltrepassato i 30 anni di età. Non a caso, l’ascesa e il tramonto dell’acido lisergico coincise con la marea montante e poi calante della guerra in Vietnam e della leva negli anni ’60, la più atroce della realtà dalle quali la zolletta con le gocce di acido offriva l’illusione di una uscita.
“Non riuscivo a credere ai miei occhi dirà dieci anni più tardi il dotto Hofmann nel suo lindo e realismo chalet fra le alpi svizzere nel cuore di un’Europa pacificata e ben diversa da quella della sua gioventù “quando vedevo quella molecola che io avevo scoperto per caso, dopo aver sintetizzato ventiquattro variazioni diverse dell’ergotina , usata come droga da milioni di giovani americani. Mi sembrava “disse, perché anche i chimici svizzeri possono avere il senso dell’umorismo di essere prigioniero di un “bad trip”, di una brutta allucinazione da Lsd”.
la Repubblica.it